Orio Galli, 50 anni di arte, design e spumeggiante professionalità

Non è il computer a determinare la sua maestria, ma l’arte, pura e semplice nella sua difficoltosa bellezza, che è solo per pochi. Orio Galli, – classe ’41, madre italiana e padre svizzero, nato a Milano e cresciuto a Mendrisio –  la sa ben usare, questo dono musaico suo proprio, a mezza via tra la satira e il design, tra la raffinata fumettistica e l’ilarità nel sociale, o la sociale ilarità che dir si voglia. E Orio cammina leggiadramente sul filo teso tra i due poli e vi si pone nel mezzo più simmetrico, poiché, ce lo insegnarono i nostri patres latini, virtus in medio stat. E dei nostri patres Orio mantiene il  nomen omen  e la consapevolezza e la scherzosità estrosa dell’onomastica e dell’araldica: fonde l’oro del suo nome nella gallicità del suo cognome, non solo in chiave cesariana e vercingetoriana del De bello gallico, ma anche nello stemma che rappresenta la sua famiglia quella dei Galli, rappresentata, appunto, da un emblematico quanto severo e superbamente bello e simbolo della resurrezione mattutina stendardico pennuto, per l’appunto un gallo. Anzi due: l’icona della famiglia sono due splendidi galli leggiadri, geometrici nella lor phusis pierfrancescana, superbi nella loro beltà, raffigurati in un intarsio di marmo eseguito dal nonno dell’artista, Angelo Galli, quando era in Russia.

Intarsio di marmo, realizzato da Angelo Galli (1871-1947) a San Pietroburgo

Fare della propria arte un libro, questo l’ambizioso e riuscitissimo progetto del vignettista e disegnatore ticinese, che in Orio Galli: 50 anni di graphic design  (un corposo formato di 22 x 27 cm con oltre 200 pagine a colori), racconta la propria carriera tra produzioni pubblicitarie, loghi, manifesti, vignette… Mezzo secolo. Mezzo secolo di creazioni professionali o personali, altisonanti o popolari, ma sempre di intrinseco significato densamente culturale, talvolta satiricamente pungenti, altre volte splendidamente coinvolgenti, emblema di società, comunità, nazione. Come la croce elvetica, ri-disegnata da Orio, che nella sua copertina spicca fiera, arditamente tricolore, in un triplice moto ascensionale da divenire una polisemia multicolor.

Il vignettista, grafico, artista Orio Galli

Galligrafie di Orio Galli

Spumeggiante e ardito, Orio Galli, che sul nostro portale ha una sezione a lui dedicata cotidie (“Vignette d’Orio”)  dimostrando ogni giorno, per l’appunto, la sua intrinseca vitalità, ci dona la sua arte, antesignana del graphic design ma sempre nuova, e la sua unica vitalità di mediare la satira e la società, fondendole alchemicamente in una frizzante satira sociale. 

Così Orio Galli conclude, preannunciando un subitaneo, nuovo consequenziale inizio: “Su precisa richiesta della Redazione, ho già iniziato a scrivere “Storia della grafica dall’analogico al digitale” (i 50 anni che corrispondono anche alla mia vita professionale) per il settimanale ticinese Azione, sul quale è da poco apparsa la prima puntata di quella che dovrebbe essere una lunga serie di articoli”

E a noi non resta che attendere e seguitar all’arte sua seguendo. 

C.F.