L’Italia sul “punto di sella”. Sola colpevole della crisi dell’UE e dell’Euro? – di Vittorio Volpi

Ritorno da una tavola rotonda – riservata – a Francoforte.  Tema: “La EU ha ancora un futuro?”.  E, poi:  ”Sarà l’Italia l’affossatore dell’Euro?”.

Interessante confrontarsi fuori casa propria.  Aiuta a capire meglio noi stessi e comprendere come la vedono gli altri. In sostanza  la conclusione del momento, in quasi tutti i paesi europei, è che l’Italia sia la colpevole della crisi dell’Unione Europea (EU) e di quella  incipiente dell’Euro. E cose negative stanno per succedere.  Opinione interessante…..

Il lancio del guanto di sfida della coalizione Salvini-Di Maio (Lega e 5Stelle) è considerato a Bruxelles una “bravado”, una sfida arrogante che potrebbe portare all’implosione dell’Euro e, dopo la Brexit, dare un altro colpo tremendo alla fondazione economica europea.

In che modo l’Italia potrebbe cadere nel dirupo ed avviarsi quindi verso il default / l’insolvenza?Innanzitutto per una crisi di liquidità.  Se è  vero che  più del 60 per cento delle obbligazioni statali  italiane sono nelle mani degli italiani, gli investitori stranieri – stimati dal 34 al 40 per cento del totale del debito pubblico –  potrebbero o non vorrebbero più investire sul rischio Italia per i due motivi principali.

Si ricorda che le obbligazioni italiane in scadenza il prossimo anno ammontano ad oltre 250 miliardi di euro…. In primis per un’ulteriore discesa dei ratings (S&P, Moody’s..) che renderebbe i bonds del Bel Paese non investibili per molti investitori istituzionali. Inoltre la BCE per questo motivo potrebbe non più finanziare il sistema italiano per i rischi connessi.  Ciò creerebbe una crisi di liquidità con gravissime conseguenze.

Secondo, uno dei rischi domestici può essere quello di un “run”. La corsa a prelevare dalle banche da parte dei cittadini, cioè il possibile pericolo delle banche (che cariche di obbligazioni statali subirebbero gravi conseguenze) e per evitare un possibile blocco del flusso di capitali all’estero.

Questo scenario – che esiste nelle possibilità è,  ostensibilmente, molto pericoloso. Non solo per ciò che succederebbe in Italia, ma anche per le ripercussioni Internazionali. Ricordiamo che l’Italia non è un nano dell’economia, bensì una delle grandi nell’EU e che la crisi manderebbe in tilt le banche, le imprese, il sistema.

Viene legittimo chiedersi:  perché nella EU, dove non si naviga certamente nell’oro e dove ci sono 120 milioni di persone che vivono al livello di sussistenza o peggio, di colpo l’Italia é diventata “il colpevole” di tutti i problemi europei?

Prima di tutto, per la cosiddetta “bravado”, colpo di testa, per il quale si è sotto critica. Adottando una linea dura mai mostrata prima dall’Italia “sfidando”  Bruxelles con una manovra che non rispetterebbe i parametri, anzi  li sforerebbe rispetto a quelli precedentemente concordati, ha fatto saltare la mosca al naso ai modesti burocrati dell’Unione.

Trionfo della forma sulla sostanza. In passato, le richieste da Bruxelles avevano persino  contribuito a far saltare il Governo Berlusconi. Ma poi , altra ragione,  perché è comodo per quasi tutti i paesi che hanno i loro problemi,  trovare il diversivo, la scappatoia,  il colpevole in un paese che in questo momento è più  focalizzato su beghe interne di bassa cucina che  su  problemi strategici:  zero crescita nell’ultimo trimestre, disoccupazione giovanile, sicurezza.

Purtroppo anche la Germania stessa, con la fine ormai sancita dell’epoca Merkel che ha certamente garantito una stabilità politica per un lungo periodo; ma non può più essere il partner europeo che si possa sedere a pieno titolo  al tavolo con Salvini e Di Maio per una discussione seria.

Certamente la manovra Italiana, il programma per il 2019,  è molto discutibile. Accorciare il periodo lavorativo nel momento in cui le aspettative di vita ci dicono che ogni nascituro ha il 50% di probabilità di campare fino a 100 anni, è iconoclastico per non dire peggio. E anche  il reddito di cittadinanza/appartenenza altro caposaldo della manovra, tenuto conto della cultura sociale, è molto discutibile.

Punto di sella in geometria tridimensionale (dove si incontrano le curve tratteggiate). Rispetto a una certa sezione è punto di MASSIMO; rispetto a una sezione ad essa ortogonale punto di MINIMO.

Detto ciò, buttare la croce  solo sull’Italia come responsabile di tutti i mali è ingiusto: una grande ipocrisia. Sarebbe meglio dire:  l’Italia è “anche” responsabile. L’ex ministro del Tesoro Padoan, pochi giorni fa ha affermato  che l’Italia con questi leader e con la manovra è ad “un punto di sella”, gergo economico, le cose possono scappare di mano. In sintesi l’Italia è  un” nodo che viene al pettine”  di una struttura nata male ed incompleta.

Bene ha scritto il premio Nobel e grande saggio Amartya Sen: “ la metà casa costruita della EU, è stata la ricetta del disastro….” Oppure Joseph Striglitz: “L’Euro è un sistema disegnato per fallire”.

È ora di tornare a usare il cervello, non la demagogia.

Vittorio Volpi