Salviamo Asia Bibi, il Gran Consiglio le conceda l’asilo! – Giorgio Ghiringhelli in difesa di una donna cristiana

Questa petizione sarà vista, probabilmente, come una provocazione (ma forse non dai membri del Partito (demo)cristiano, questo lo si può sperare).

Asia Bibi è in evidente pericolo di vita e qualsiasi difensore dei Diritti umani (noi ne abbiamo un buon numero) affermerebbe che la sua vita dev’essere salvata.

Per ora ci limitiamo a pubblicare il testo di Ghiringhelli, in attesa di possibili sviluppi.

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PETIZIONE URGENTE

(Costituzione cantonale art. 8 lett. 1 : “sono garantiti il diritto di petizione alle autorità e di ottenere risposta entro un termine ragionevole”)

Asilo politico e cittadinanza onoraria cantonale per Asia Bibi

Si chiede a codesto onorando Gran Consiglio,

1)      di presentare una risoluzione (iniziativa cantonale) alle Camere federali per chiedere che con procedura d’urgenza venga concesso asilo politico in Svizzera alla signora Asia Bibi, di nazionalità pakistana

2)      di concedere alla signora Asia Bibi la cittadinanza onoraria cantonale, in base all’art. 27 della Legge sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale (“Il GC può concedere la cittadinanza onoraria a un confederato o a uno straniero che si fossero resi particolarmente benemeriti del Cantone”)

Motivazione

Nel 2009 Asia Bibi, una cristiana madre di cinque figli, venne umiliata da alcune donne musulmane per aver bevuto un bicchiere d’acqua da un pozzo a lei proibito in quanto “infedele cristiana” e “impura”. Durante l’alterco la contadina cristiana , secondo le testimonianze dell’accusa, avrebbe difeso la sua fede dicendo “Credo nella mia religione e in Gesù Cristo, morto sulla croce per i peccati dell’umanità. Cosa ha mai fatto il vostro profeta Maometto per salvare l’umanità ?”.  Queste frasi furono ritenute offensive dall’imam della moschea di Ittanwali (villaggio del Punjab), Mohammad Salam, il quale denunciò la donna per blasfemia. Nel 2010 la stessa venne condannata all’impiccagione da un tribunale locale e la sentenza venne confermata quattro anni più tardi dalla Corte di Lahore, capitale del Punjab. Negli scorsi giorni la Corte Suprema del Pakistan ha però annullato la pena di morte assolvendo Asia Bibi da tutte le accuse e facendo osservare che secondo il Corano “la tolleranza è il principio fondamentale dell’Islam”.

Una figlia di Asia Bibi davanti a San Pietro (Wiki commens)

Certamente , dunque, anche le autorità religiose dei musulmani attive in Ticino e in Svizzera condivideranno questa sentenza e saranno d’accordo con quanto richiede questa petizione per offrire asilo e petizione a questa “martire” cristiana  ( che a causa di una legge medievale figlia del fanatismo islamista ha trascorso ingiustamente 9 anni in prigione in condizioni terribili )  e alla sua famiglia.

Asia Bibi sarà scarcerata nei prossimi giorni ma dato che in Pakistan la sua vita e quella dei suoi familiari sarebbe in pericolo, dovrà certamente trovare con estrema urgenza un Paese disposto a ospitare lei e la sua famiglia e a garantir loro protezione. La Svizzera , Paese di tradizione cristiana che ospita molti pakistani musulmani, dovrebbe fare almeno il gesto di ospitare colei che a giusta ragione è diventata un simbolo della persecuzione delle minoranze in un Paese in cui l’Islam è religione di Stato, lasciando che sia poi lei a decidere se accettare o meno questa ospitalità o se optare per un altro Paese.

(… …)

Giorgio Ghiringhelli