Arrestato in Giappone il capo della Nissan Renault

 

Era il 2001 quando una Nissan malata stava iniziando a rinascire grazie ad uno “straniero” che gestiva la veneranda società giapponese. La notizia all’epoca fu accolta con curiosità e sconcerto. La Renault, che aveva acquistato una partecipazione in Nissan due anni prima, nutriva grandi speranze per il brasiliano Carlos Ghosn. E lui non ha deluso le aspettative di crescita.

In un sondaggio nazionale del 2011, su chi i giapponesi avrebbero voluto far gestire il loro paese, Carlos Ghosn, è arrivato addirittura settimo davanti ad Obama (nono). E in un altro sondaggio era emerso che era l’uomo che la maggior parte delle donne giapponesi voleva sposare. Date le premesse, è comprensibile lo shock che ha destato la notizia del suo arresto avvenuto oggi in Giappone per evasione fiscale e cattiva condotta finanziaria della società.

Carlos Ghosn, 64enne, presidente di Nissan Motor Co. e CEO della Renault, è nato in Brasile da genitori libanesi ed è cittadino francese. Aveva iniziato la sua carriera presso il produttore di pneumatici francese Michelin, trascorrendovi 18 anni in varie divisioni e paesi. Passato alla Renault nel 1996 è stato presto messo a capo della divisione Sud America che era in perdita e che Ghosn riuscì a riportare alla redditività.

Nissan era a sua volta pesantemente indebitata e aveva perso denaro nei sette anni precedenti. Quando Renault arrivò in suo soccorso nel 1999, Ghosn è stato paracadutato in Giappone per portare anche lì l’esperienza che ha risollevato le sorti della Renault in Sud America. Intraprendendo un’enorme ristrutturazione, che ha comportato la chiusura di alcune fabbriche e la perdita di uno su sette posti di lavoro, è riuscito a risanare i bilanci salvando così la casa giapponese dalla vicina bancarotta.

Come se non bastasse la gestione di due case automobilistiche, nel 2016 Ghosn ha assunto la responsabilità della Mitsubishi, dopo l’acquisto da parte della Nissan di una quota di un terzo di partecipazione azionaria per un valore di circa 2.2 miliardi di dollari. Ghosn, aveva abbracciato i veicoli elettrici prima di molti concorrenti, lanciando la Nissan Leaf in Giappone e negli Stati Uniti alla fine del 2010. Gestendo un’alleanza di tre grandi case automobilistiche in due continenti, era responsabile di 470 mila impiegati, è ha venduto 11 milioni di autoveicoli nel 2017 prodotte da 122 fabbriche sparse nel mondo.

In seguito all’arresto, verrà licenziato dal consiglio di amministrazione questa settimana. Una drammatica caduta per un leader che è stato capace di salvare tre case automobilistiche dal fallimento. Nissan ha dichiarato che un’indagine interna, scatenata da una soffiata di un informatore, aveva rivelato che Ghosn era coinvolto in azioni illecite incluso l’uso personale di denaro e di beni della compagnia. Inoltre, aveva per anni dichiarato al fisco entrate molto inferiori rispetto ai compensi ricevuti.

Hiroto Saikawa, CEO di Nissan, ha detto che troppo potere è stato concentrato su Ghosn, un raro dirigente straniero che ha goduto dello status di superstar in Giappone.

Renault detiene il 43,4 % di Nissan, mentre Nissan possiede il 15 % della Renault, senza diritti di voto. Dal 2016 Nissan detiene una quota di controllo del 34 % nella sua piccola rivale giapponese, Mitsubishi. Le azioni di Renault sono crollate oggi dell’11% a Parigi. Mentre i titoli quotati in borsa della Nissan hanno perso il 10%. L’analista Raghav Gupta-Chaudhary ha detto che la reazione dei prezzi delle azioni mostra quanto fosse importante Ghosn per la partnership, aggiungendo che l’attuale alleanza ha a lungo sottovalutato le azioni di Nissan detenute indirettamente dagli investitori Renault.

Nissan ha fatto sapere di collaborare con i pubblici ministeri giapponesi, dichiarando le proprie scuse agli azionisti e agli stakeholder. Renault ha rifiutato di commentare.