Cassis eletto dall’UDC suscita l’ira… dell’UDC

In Ticino, secondo alcuni sondaggi, potrebbe emergere un certo sostegno a favore dell’iniziativa per l’autodeterminazione. Come legge questo dato?

Ignazio Cassis  Lo leggo alla luce della percezione di perdere il controllo di casa propria. È una cosa molto profonda, molto viscerale e che ci accomuna tutti. E, a prima vista, è anche una giusta reazione. Bisogna però darsi la pena di fare un passo ulteriore e di dire: va bene, ritenuto che il principio è giusto, quando voto sì che cosa faccio esattamente? Faccio cambiare la Costituzione inserendo delle norme confuse che creano l’incertezza di cui parlavo prima. (dal CdT, intervista)

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L’intervista ha suscitato la viva protesta – per non dire l’indignazione – della Destra. Ma che cosa si aspettavano?

L’UDC, molto più del PLR, ha eletto Cassis. Potevano immaginarsi di eleggere un soldatino democentrista? Difficilmente, perché anche all’ingenuità c’è un limite.

Avrebbero forse potuto eleggere Maudet creando (ignari) un caso molto interessante!

Il PLR, molto più del PPD, è fieramente avverso all’Autodeterminazione. Come potrebbe il loro Consigliere federale parlare diversamente? È persino moderato nei toni e cerca, ingegnandosi, di arrampicarsi sui vetri.

Di grande interesse – anche in vista dell’aprile 2019 – sarà il risultato del Ticino.

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Alla fin fine (mi costa ammetterlo) un po’ di ragione ce l’hanno gli uni e gli altri.

C’è chi teme per i suoi grassi affari e vede l’Autodeterminazione come una minaccia. L’economia (che la plebe chiama “pagnotta”) è fondamentale per tutti gli esseri umani (fatta eccezione per i santi e i fachiri). Panem et circenses valeva ai tempi di Nerone, ma vale ancor oggi, benché i gladiatori siano stati sostituiti da giocatori di hockey.

E c’è chi teme che il nostro Paese, le sue istituzioni, la sua democrazia diretta, la sua società e il suo stesso popolo vadano dissolvendosi in un “globalismo” onnipotente e soverchiante, così che alla fine non rimanga più nulla.

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L’argomento più curioso avanzato dai fautori del NO è il seguente: l’Autodeterminazione metterebbe in pericolo i diritti umani. 

Ma l’Autodeterminazione che cos’è? Nient’altro che la prevalenza della nostra Costituzione sui “giudici stranieri”.

Ergo, se due più due fa quattro, la Costituzione svizzera non rispetta i diritti umani!

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