Impuniti e immorali: continua la sceneggiata sui rimborsi spesa del governo – MPS

Riceviamo e pubblichiamo, senza prendere posizione, questo testo, che pochi media pubblicheranno e che ha il notevole pregio di non essere scritto in un detestabile “politichese”.

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Il Movimento per il socialismo (MPS) sta assistendo con costernazione e vergogna (a nome dei cittadini e delle cittadine di questo Cantone) al penoso spettacolo che sta offrendo la cosiddetta classe politica sulla vicenda dei rimborsi spesa del Consiglio di Stato

Come noto la vicenda è partita dalla denuncia dell’MPS, tramite il suo deputato Matteo Pronzini, il quale ha sottolineato e dimostrato a più riprese come, da anni, i membri del governo si attribuissero indennità (per telefonia, indennità di fine mandato, ed altre regalie) senza che vi fosse una base legale.

Ora sottocommissione finanze e la commissione della gestione stanno discutendo su diverse varianti da proporre al Gran Consiglio.

In realtà sono tutti d’accordo su una cosa: di respingere la richiesta di restituzione presentata da Matteo Pronzini. Sono quindi d’accordo, tutti, che non ricorreranno alla giustizia civile (come dovrebbero e come propone il deputato dell’MPS con la sua richiesta di restituzione) affinché quanto percepito indebitamente venga restituito. Sono anche tutti d’accordo che spetterà ad ogni consigliere di Stato decidere quanto restituire. Circostanza che, da sola, mostra quale sia la statura morale di simili personaggi.

Si dividono, con fare tipico di politicanti azzeccagarbugli, sulla data a partire da quale calcolare l’ammontare di quanto dovrebbe essere rimborsato.

L’MPS ribadisce che l’unica richiesta sensata politicamente e moralmente è quella contenuta nella richiesta di restituzione presentata dal suo deputato. In vicende come questa giocare con le prescrizioni, le sottigliezze giuridiche, le ipotesi diverse appare un vero e proprio insulto ai cittadini e alle cittadine di questo Cantone. In vicende come queste l’unico metro possibile è quello di tipo morale.

Ad essere coinvolti, infatti, sono quelle che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) essere le più importanti autorità del paese; sono coloro che dovrebbero avere una condotta esemplare, coloro che dovrebbero mostrare il loro amore per la cosa pubblica alla quale, sembra, si siano dedicati senza altri interessi.

E quindi, proprio partendo da questa premessa, il governo stesso dovrebbe farsi interprete del sentimento diffuso tra i cittadini e mettere direttamente mano al portafoglio e restituire, senza se e senza ma, quanto indebitamente intascato.

Invece il governo si affida alla difesa del Parlamento e dei sui cavillosi rappresentanti, sperando così di salvarsi e di avere uno sconto. Miserabile atteggiamento di chi vive una condizione lavorativa e reddituale già di grande privilegio.

Noi, va da sé, non ci stiamo a partecipare a questo teatrino. L’MPS si riserva, qualora questa sceneggiata dovesse continuare, di intraprendere altri passi formali a tutela degli interessi pubblici.

MPS