Dove sono finiti gli adulatori di Macron? – di Donatello Poggi, pensiero del giorno

Alla sua elezione così trionfante (neppure gli analisti a lui vicini hanno capito bene la vastità del risultato) tutti a stracciarsi le vesti di dosso, specie la “nostra” sinistra radical/chic, nell’osannare il nuovo “modello” che rappresentava “la speranza” (?) per le future generazioni, per l’Europa intera e per la socialdemocrazia, dicevano loro. I risultati si sono visti poi …

In Italia Renzi e i suoi lo definirono addirittura “il Rottamatore francese”. Non commento, sarei troppo velenoso considerata la fine miserevole di Renzi e del PD.

Ora che però Oltralpe va tutto a rotoli, i suoi adulatori nostrani e non, non ne parlano più e quasi fingono di non conoscerlo.

(… … …)
In conclusione, piuttosto che “En Marche” sarebbe meglio dire: a rotoli!

Donatello Poggi   
già deputato in Gran Consiglio

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Alle plausibili considerazione di Poggi si potrebbe aggiungere un ulteriore pensiero, cruciale. L’elezione di Macron – che non era praticamente nessuno – ha avuto l’aspetto di un intrigo diabolico. 

I socialisti annientati dal quinquannio di Hollande, con un candidato di cui neppure si ricorda il nome; Marine che non poteva vincere; Mélenchon ectoplasmico (foto). 

Accanto a questi “perdenti forzati” c’era un vincente, si chiamava Fillon. Ma gli stregoni avevano qualcosa contro di lui nel cassetto, conservato gelosamente, e non l’avevano usato per anni. Al momento buono servì.

Era, se si vuole, una mezza cavolata ma allo stesso tempo una di quelle marachelle che il popolo non ti perdona. Se Fillon avesse ammazzato con tortura dieci cristiani se la sarebbe cavata con meno.

Macron in una sorta di ebrietudine isterica dell’elettorato fu trionfalmente eletto, per totale mancanza di avversari. Come si possono manipolare le masse!

Mussolini dal balcone di palazzo Venezia? Mitico, sì… ma non solo lui.