“Sogno un governo con 2 Lega e 1 UDC” – Intervista a Piero Marchesi, candidato al Consiglio di Stato

Oggi è la volta di Piero Marchesi, presidente dell’UDC Ticino. Il suo sogno è audace, ammettiamolo, anzi provocatorio.

Gli esiti ragionevolmente prevedibili sono due (mal di pancia al PLR o al PS):

  1. lo status quo
  2. il PLR strappa il seggio al PS

Secondo me (che però non capisco niente, dunque i disperati possono sperare)

  • il PLR non batte Lega/UDC fuse in lista
  • il PPD non perde il seggio

Nell’intervista si parla della Lega. La mia idea, avversata da molti (ma accettata da altri, non mi sento solo) è che la distruzione della Destra liberale (un’altra parola non c’è) ha concesso uno spazio abnorme alla Lega. E la nuova presidenza, sempre a mio avviso, ha aggravato il problema.

Bixio, il raddoppio è lì. Se il PLR si mobilita alla grande e il PS fa un disastro, la cosa è fatta. I numeri te li ho calcolati, questo piccolo servizio te l’ho reso.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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UDC e Lega hanno fatto pace. L’accordo la soddisfa?

Non c’era bisogno di far pace perché non abbiamo litigato. Questo accordo mi soddisfa perché permette di rafforzare l’area di destra, sia per le Elezioni cantonali che per le federali, con un fronte compatto in difesa della sovranità e l’indipendenza della Svizzera, contro la strisciante adesione all’UE e contro qualsiasi accordo internazionale che comprometta il benessere del Paese. Noi vogliamo preferire i ticinesi e gli svizzeri nel mercato del lavoro, dare respiro al ceto medio che è vieppiù tartassato da tasse e imposte e guardare al futuro con maggiore fierezza di essere svizzeri e ticinesi.

Lei sa che cosa ha detto Freysinger in via Monte Boglia in quella famosa domenica? Se non lo sa, riesce a immaginarlo?

Cosa abbia detto Freysinger conta poco, l’importante è che ci sia l’accordo. Nella vita ho imparato a dare poca importanza alla forma e piuttosto alla sostanza. Questo paga sempre.

Quali sono i sentimenti dell’UDC nei confronti della Lega?

Noi e la Lega condividiamo molti temi e pure una parte dell’elettorato. È innegabile. Su molte battaglie siamo sullo stesso fronte e allora solo chi pensa solo ai seggi vede nell’altro un ostacolo. Abbiamo anche posizioni che ci dividono, ma se vogliamo il bene del nostro Cantone e del nostro Paese dobbiamo lavorare uniti sui temi. L’obiettivo mio e dell’UDC è di crescere e non necessariamente a discapito della Lega, semmai dei partiti di centro, dove spesso i loro elettori votano le nostre proposte.

Qual è il punto di massima divergenza politica tra UDC e Lega?

Mi concentro sui punti che ci accomunano e che sono molti. Su quelli che ci dividono ognuno lavorerà per contro proprio.

Una domanda che sembra stupida, ma che in realtà è fondamentale. Perché la Lega è diventata così grande e potente?

Perché in passato è stata più brava degli altri a capire i problemi e a tematizzarli. E soprattutto perché era guidata da una persona molto brillante e empatica che di nome faceva Giuliano Bignasca.

La Destra ha ottenuto, nel Ticino, due brillanti successi elettorali in campo scolastico. La scuola vi porta fortuna! Non è magnifico?

L’UDC non aveva mai toccato da vicino il tema della scuola. Prima sostenendo l’iniziativa per rendere obbligatoria la Civica nelle scuole e poi lanciando il referendum sul credito per “La scuola che verrà”, siamo ora tra gli interlocutori di peso sul tema. Quando con Morisoli proposi al comitato cantonale di lanciare il referendum sul progetto di Bertoli – oltre a individuare una reale minaccia per il futuro dei nostri giovani qualora il progetto fosse andato in porto – ho intravisto un nuovo tema per profilare l’UDC. D’altronde l’avevo annunciato quando mi hanno eletto presidente, l’UDC non deve parlare solo di immigrazione, sicurezza e frontalieri ma deve occuparsi di tutti i temi che toccano la società. La scelta è stata sicuramente vincente.

Mi indichi tre priorità politiche per l’UDC Ticino nella prossima Legislatura.

Mondo del lavoro: in attesa della votazione federale per la disdetta della libera circolazione è necessario migliorare l’occupazione dei residenti, formare e orientare meglio i giovani e cercare di favorire le aziende che si impegnano nell’applicazione della preferenza indigena.

Scuola: dopo la bocciatura del progetto di Bertoli vogliamo essere attore principale nell’elaborazione di una riforma scolastica che aiuti i deboli, ma che premi pure i talentuosi. Bisogna valorizzare l’apprendistato e non solamente la via degli studi liceale e universitaria. Il mondo professionale offre sbocchi e opportunità di carriera eccezionali. Ve lo dice uno che ha iniziato la sua lunga formazione con un apprendistato di elettricista.

Ceto medio: ridurre imposte e tasse a questa importante colonna portante della società. Oggi famiglie e anziani sono tartassati e vedono il loro potere d’acquisto ridotto. Abbiamo già presentato un pacchetto fiscale con una dozzina di proposte, siamo l’unico partito che si preoccupa per queste categorie.

La mia opinione oggi è che la suddivisione partitica all’interno del Consiglio di Stato non sia destinata a mutare (con probabilità abbastanza alta). Lei concorda con me?

Per un reale cambiamento del Cantone e soprattutto per una reale applicazione della volontà popolare, i ticinesi dovrebbero votare per un Governo con una maggioranza assoluta composta da UDC e Lega. Un Consiglio di Stato con i due leghisti uscenti e un UDC saprebbe certamente dare le giuste risposte ai ticinesi. A loro la scelta, noi siamo pronti.

Ma il presidente Caprara ha dichiarato che il PLR punta a recuperare il secondo seggio. La cosa non è impossibile ma (a mio avviso) per questo c’è un’unica via. Anche lei la pensa così?

Il PLR vuole avere due seggi per che motivo? Solamente per fregiarsi di avere un Consigliere di Stato in più, per avere maggiore rappresentatività nei vari Consigli d’amministrazione e per potersi nuovamente definire “il partitone”? Con 3 seggi a UDC e Lega il Ticino potrebbe cambiare notevolmente, con 2 PLR sarà solo la solita solfa. [Il senso della “domanda” era: il PLR può raddoppiare solo se si prende il seggio del PS; questa è la conclusione alla quale sono giunto riflettendo. Poi ognuno la pensi come vuole; fdm]

Quanto alle persone, scorgo un confronto nel PPD e un confronto nel PS. Più 3 conferme. Come vede i derby Beltraminelli-De Rosa e Bertoli-Mirante?

Le lotte interne nei partiti altrui mi interessano poco. Un altro PPD o un altro PS per l’elettore di destra cambia ben poco.

Il “progetto” di Accordo quadro messo in consultazione da Cassis l’UDC lo considera improponibile. Ma… come si potrà bloccarlo, avendo come avversaria la coalizione PLR-PPD-PS ?

L’accordo quadro è dannoso per la sovranità, per l’indipendenza e per il benessere della Svizzera. Noi dell’UDC non lo vogliamo, la sinistra lo critica pesantemente e vi è poco entusiasmo anche da parte del presidente del PPD Pfister. Gli unici a sostenerlo sono la finanza, le grosse multinazionali e il PLR, i loro galoppini. Se l’accordo quadro venisse accolto per la sovranità della Svizzera sarebbe un duro colpo. Speriamo che, anche con motivazioni diverse, si possa rigettare questo pasticcio con un’alleanza destra – sinistra e con qualche battitore libero al centro.

L’UDC è delusa di Cassis? Quando lo ha votato, sperava? Poteva ragionevolmente sperare?

A Cassis è stato attribuito il Dipartimento più difficile con parecchi temi scottanti. Un vero bilancio del suo mandato lo si potrà tirare solo tra qualche anno, ma auspicherei da lui maggiore franchezza e coerenza. Noto parecchie incertezze e contraddizioni tra la sua comunicazione e quella del Consiglio federale. L’UE a ogni nuova richiesta alza la posta in gioco approfittando di Ministri e Governi poco convinti e sicuri. È ora di tirare fuori gli attributi e di picchiare qualche pugno sul tavolo. Fino a prova del contrario la Svizzera è uno dei partner commerciali e strategici più importanti per l’UE.

Granconsigliere Marchesi (la penso già eletta), quali sono le sue priorità politiche? Che cosa farà nei prossimi quattro anni?

Caro De Maria, le va bene che non sono superstizioso, ma se è così certo di una mia elezione io invece non lo sono e continuo a impegnarmi in questa campagna elettorale. Visto che è così ottimista potrebbe chiamarmi anche “Consigliere di Stato Marchesi”, magari oltre a portarmi fortuna ci azzecca pure!

A parte gli scherzi, in qualsiasi posizione venissi eletto porterei avanti i temi del partito che ho sviluppato in precedenza concentrandomi inoltre su altri due che ho a cuore: la mobilità cantonale, proponendo importanti investimenti in opere infrastrutturali che attendono oramai da troppo tempo e lo snellimento della macchina amministrativa responsabilizzando maggiormente i Comuni, che sono l’Ente più importante e vicino al cittadino.

Esclusiva di Ticinolive