Trump delinea una crisi di sicurezza ai confini meridionali

 

Per cercare di finanziarie il suo muro, Trump si è rivolto ieri sera alla nazione lanciando un appello televisivo tenuto dallo Studio Ovale della Casa Bianca.

Con un discorso forzato, durato nove minuti, Trump ha sostenuto che una barriera d’acciaio sia l’unica soluzione, definendo l’ondata di immigrazione clandestina come una crescente crisi di sicurezza, dipingendo un quadro straziante di pericolo e di morte lungo il confine tra gli Stati Uniti e il Messico e descrivendo come assassini, stupratori e contrabbandieri di droga gli immigrati privi di documenti.

Ha anche dichiarato che la colpa della parziale chiusura del governo, che oramai e nella sua terza settimana a causa dello shutdown, è dei democratici del Congresso che non vogliono concedere il finanziamento richiesto perché si rifiutano di riconoscere la crisi al confine e rifiutano di fornire agli agenti di frontiera gli strumenti di cui hanno bisogno per proteggere le famiglie americane.

In una conferenza democratica congiunta al discorso di Trump, il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, e la presidente della Camera, Nancy Pelosi, hanno accusato il presidente di terrorizzare e fabbricare una crisi inesistente per distrarre il pubblico dalla sua amministrazione.

“Possiamo riaprire il governo e continuare a lavorare sui disaccordi sulla politica, possiamo proteggere il nostro confine senza un muro costoso e inefficace, e possiamo accogliere immigrati legali e rifugiati senza compromettere la sicurezza. Il simbolo dell’America dovrebbe essere la Statua della Libertà e non un muro di trenta metri”, ha detto Schumer.

Le dichiarazioni del presidente sono “piene di disinformazioni e persino di malizia” ha osservato la presidente della Camera, Pelosi, aggiungendo che deve smettere di tenere in ostaggio il popolo americano e riaprire il governo.

La maggior parte dei presidenti americani hanno utilizzato l’Ufficio della Casa Bianca per discorsi televisivi indirizzati a scopi unificatori, ma anche per dichiarare guerra o annunciare la pace. Trump ha usato lo sfondo dell’Ufficio Ovale per il suo primo indirizzo televisivo per fabbricare una crisi e trasmettere l’urgenza sulla situazione al confine meridionale. Leggitimo dunque il dubbio dei molti media che le dichiarazioni fatte servano soprattutto a distogliere l’attenzione dal caos che la sua amministrazione sta generando sia sul piano nazionale che internazionale. Una sorta di resa dei conti con il Congresso sui finanziamenti.

La credibilità di Trump è scesa nei giorni scorsi. Il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti ha una solida documentazione fatta di migliaia di esagerazioni, falsità e menzogne, e nel premere per ottenere i finanziamenti necessari alla realizzazione del muro al confine, lui e i suoi funzionari hanno usato dati fuorvianti e in alcuni casi falsi.  Nel suo discorso televisivo, Trump è stato attento a non fare referimento alla presunta invasione di terroristi che attraversano il confine, che è stata una discussione chiave e in grandissima parte falsa avanzata dalla sua amministrazione a sostegno del muro.

La maggior parte delle cose affermate da Trump sono dimostrabilmente false. Come per esempio, il pagamento indiretto del muro tramite il nuovo grande accordo commerciale che è stato stipulato con il Messico. Accordo rielaborato di libero scambio nordamericano che ancora però deve essere ratificato dal Congresso e dove non risulta nessuna garanzia di stanziamento per la costruzione del muro.

Oppure il fatto che il muro contribuirebbe a contenere il flusso di droghe illegali nel paese dove il 90% dell’eroina attraversa il confine meridionale. Eppure è dimostrato che la droga viene trafficata attraverso valichi di frontiera legali e quindi un muro avrebbe un impatto minimo.

Non ultimo il fatto che Trump sostenga che la situazione al confine sia una “crisi” per il numero di persone arrestate dagli agenti di pattuglia sul confine. Ma il numero delle persone arrestate, che aveva raggiunto il picco nel 2000, è in continuo declino da allora. Ci sono stati circa 400 mila arresti nel 2018, ovvero meno della metà del totale avvenuti nel 2017, secondo fonti della Dogana e della Protezione di frontiera degli Stati Uniti.

Trump voleva convincere il pubblico che la situazione al confine meridionale fosse una crisi nazionale, ma il suo sforzo arriva nel momento più difficile della sua presidenza. Le crepe nella sua stessa coalizione repubblicana stanno emergendo contro un’opposizione democratica unita e che si rifiuta di ritirarsi dalla tesi che un muro inefficace, sarebbe oltretutto dispendioso e moralmente sbagliato.

Ma il presidente Trump si è convinto che, a causa del potere simbolico del muro per i suoi sostenitori di base, deve essere considerato un punto di forza e utilizzare ogni strumento del suo arsenale per garantire la costruzione.

Nel frattempo la chiusura del governo rischia di danneggiare il popolo americano, la comunità degli affari e l’economia.