Collegamento A2‐A13: NO a proposte strampalate e controproducenti – di Tiziano Ponti

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Riceviamo e pubblichiamo.

Nel 2021 si deciderà a livello federale se anche il collegamento A2‐A13 entrerà a far parte della rete delle strade nazionali e questa, è una premessa essenziale per mantenere viva la speranza di vedere un giorno realizzato il collegamento la cui importanza è fondamentale per tutto il Locarnese. Poi, in base ai finanziamenti a disposizione, la Confederazione dovrà stabilire le priorità di realizzazione dei nuovi tracciati della rete nazionale. Il costo delle opere, l’efficacia e il grado di approfondimento dei vari progetti saranno criteri importanti di confronto che influenzeranno le tempistiche di realizzazione. Se il progetto A2‐A13 verrà riconosciuto come finanziabile, maturo e urgente, cosa che noi locarnesi auspichiamo, la fase procedurale durerà 8‐10 anni alla quale seguirà la fase di realizzazione della stessa durata. Nella migliore delle ipotesi, il nuovo collegamento sarà dunque fruibile solo dopo il 2037.

Con grande lungimiranza, il nostro Cantone nel 2016 stanziato un credito di 9.6 milioni di franchi per realizzare un piano generale del collegamento stradale A2‐A13 in modo da avere un progetto solido e condiviso da presentare alla Confederazione. L’obiettivo è quello di aumentare in tal modo le chances per far passare il progetto A2‐A13 davanti a quelli proposti in altri Cantoni. I lavori di progettazione, raccolti gli spunti sorti in fase di consultazione con tutti gli Enti interessati nelle presentazioni alla popolazione, sono ora in fase conclusiva. In particolare è da sottolineare il coinvolgimento in tutta questa procedura di progettazione dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) in modo da contemplare tutte le esigenze federali.

Arrivare in questa fase finale di progettazione con delle proposte estemporanee e strampalate di modifica del progetto è estremamente controproducente. Infatti, così facendo si manda un cattivo messaggio a Berna la cui conclusione potrebbe essere: i locarnesi non sanno cosa vogliono, dunque mettiamo il progetto in un cassetto.

Mi riferisco alla recente proposta di Cleto Ferrari, candidato al Gran consiglio che, forse accecato dalla voglia di rielezione nelle fila del suo nuovo gruppo politico [la Red. ha mantenuto il testo originale, benché esso contenga un processo alle intenzioni] sta facendo di tutto per avere visibilità e propone di inserire nel progetto A2‐A13 degli svincoli per servire le zone industriali e artigianali di Quartino e Cadenazzo o rispettivamente, di riesumare una vecchia variante di tracciato, idea questa già da lungo superata.

Premesso che gli ipotetici vantaggi o svantaggi di eventuali ulteriori svincoli sarebbero ancora tutti da dimostrare, bisogna sottolineare che il progetto attuale già prevede degli svincoli a Quartino e Cadenazzo e che questi sono stati ottimizzati per contenere sia i costi sia l’impatto sul territorio. Nuovi svincoli, che andrebbero realizzati in galleria (!), farebbero lievitare ulteriormente il costo dell’opera ora stimato in 1.45 miliardi e già ritenuto da tutti un fattore di criticità, mentre, lo studio di nuove varianti, ci farebbe perdere la tempistica. Se veramente vogliamo aiutare il Locarnese e tutti gli utenti del collegamento A2‐A13, non sabotiamo il progetto con proposte insensate ma facciamo tutto il possibile per sostenerlo in modo da chiedere a Berna con forza e uniti di avere il nuovo collegamento nei tempi più brevi possibili.

Tiziano Ponti, Sindaco Comune di Gambarogno