Sensibilizzare all’arte attraverso progetti nella Svizzera Italiana di Cristina T. Chiochia

Inizia il 2019 ed ancora c’è la possibilità fino alla fine del mese di Gennaio, di visitare alcune grandi mostre sul territorio della Svizzera Italiana che sono anche un esempio di grandi progetti culturali. Si inizia questo excursus di inizio d’anno, con il M.a.x. museo di Chiasso che ha la missione di divulgare l’arte del design e della grafica, ospita sino al 27 di Gennaio una bella mostra che celebra la storia dell’automobile.

Teatro dell’Architettura, Mendrisio

La mostra dall’accattivante titolo Auto che passione!, si sviluppa su varie fasi storiche fino alla contemporaneità e come recita il comunicato stampa “rivolgendo uno sguardo anche al futuro […]. L’inizio del XX secolo porta con sé tutta una serie di scoperte e cambiamenti che ancora oggi condizionano la nostra esistenza: la rivoluzione industriale e con essa la rivoluzione culturale, che ne è alla base, hanno creato le premesse per un mondo diverso, ricco di nuove opportunità”. Tra grafiche pubblicitarie, manifesti di grandi formato e disegni con cartoline ed oggetti di design, da segnalare anche le dodici auto d’epoca, esposte nello spazio Officina.

Dal territorio, insomma, al museo. Un percorso lungo il senso del “riappropriarsi” di quelle opere d’arte che appartenevano al territorio e che sono poi andate disperse per vari motivi oppure che vi sono conservate, in collezioni d’arte di primaria importanza. Alla Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst a Rancate quindi da segnalare, sino al 17 Febbraio 2019, la mostra del “Risarcimento nelle terre ticinesi 2” . Una pinacoteca, quella del Cantone, che è primo polo di studio per l’arte antica che è diventata quindi un vero e proprio punto di riferimento sia per l’arte che lo studio dal Rinascimento al XIX. Una mostra che vanta inoltre un allestimento curato a Mario Botta.

Teatro dell’Architettura

La mostra, come recita il comunicato stampa” nel rendere omaggio ai fondatori della storia dell’arte in Svizzera, si interroga sulle forme di conservazione e di dispersione del patrimonio artistico ticinese di epoca e stile rinascimentale, con il temporaneo rientro di opere che hanno lasciato queste terre: dalla pala di Bernardino Luini, oggi in una chiesa della campagna inglese, a un trittico di Calisto Piazza diviso tra più proprietà e per la prima volta, dopo secoli, riunito: eppure entrambi si trovavano in Santa Maria degli Angeli a Lugano. Altre opere hanno invece lasciato le sedi per cui erano state realizzate per trovare definitivo asilo nel Landesmuseum di Zurigo”.

Da segnalare anche al Museo d’arte di Mendrisio sino al 27 Gennaio, il proseguo della mostra su Max Beckmann, di cui si è già scritto in un precedente articolo, con ben 30 dipinti, 17 acquarelli, 80 grafiche e 2 sculture.

Venezia, al Teatro dell’Architettura di Mario Botta

E per concludere, ecco al Teatro dell’Architettura il progetto per il palazzo dei Congressi ed il Padiglione della Biennale di Venezia di Louis Kahn, sino al 20.01. dal titolo “Louis Kahn e Venezia”. Una mostra, inaugurata ad ottobre nel nuovo spazio del Teatro dell’Architettura, della USI e su progetto sempre di Mario Botta, che come un excursus della città italiana di Venezia e della sua bellezza, si apre con un grande modellino della città veneta nel quale è stato inserito il progetto di Louis Kahn per il Palazzo dei Congressi e che, invece, non venne mai realizzato.

Una mostra che è in perenne dialogo con la struttura che la ospita. Il modellino, per esempio, posto al centro del Teatro dell’architettura, rende ancor più suggestiva la visione della mostra ed il senso della mise en espace , essendo visibile da buona parte delle due gallerie dei piani superiori, ricorda infatti, in un continuo dialogo tra mostra e spazio espositivo, che il luogo è stato chiamato “Teatro” dell’architettura proprio in omaggio alla forma dei Teatri Anatomici dove venivano dissezionati i cadaveri nel Rinascimento. Un modo per vivere quindi la visione di una mostra a 360 gradi.

Culmine di questo “ascolto” tra la mostra e la location, le grandi pareti dello spazio centrale su cui sono proiettate le immagini di Louis Kahn e di Venezia e che fanno quasi da sipario ai vari contenuti della mostra. Concludendo, sensibilizzare all’arte attraverso progetti concreti di sviluppo del territorio, ecco il leit motiv delle mostre nella Svizzera Italiana, sia che si tratti di mostre temporanee o veri e propri eventi culturali. Da non perdere.

Cristina T. Chiochia