Cesare Battisti riporta alla nostra mente gli Anni di Piombo. La Lega esclama: “Noi abbiamo il nostro Lojacono!”

Abbiamo atteso un paio di giorni. Ticinolive è raramente il più veloce poiché – almeno in certi casi – vuole prendersi il tempo per “pensarci su”.

Il comunicato seguente della Lega dei Ticinesi è stato ripreso da vari giornali e portali. Noi gli attribuiamo un significato tipicamente “dimostrativo” perché, ovviamente, né Cassis né Keller-Sutter muoveranno un dito. Al massimo diranno – ammesso che dicano qualcosa – che la faccenda riguarda l’Ordine giudiziario.

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Il passato che ritorna, sappiamo bene cos’è! L’abbiamo vissuto intensamente, da cittadini e da spettatori. Per quanto riguarda il caso del terrorista Lojacono ricordiamo, citando senza un ordine temporale perfetto:

  • la sua individuazione mentre lavorava part-time per la rsi e il suo arresto a Castelrotto nel giugno 1988
  • la sua naturalizzazione svizzera avvenuta con l’inganno e con (presunte) complicità mai scoperte. Un consigliere di Stato dichiarò in TV “una povera segretaria non si è accorta” (che fosse ricercato).
  • le fotografie imbarazzanti scattate a Villa Orizzante. Esse furono (così si disse) distrutte.
  • l’impossibilità della sua estradizione (non occorre la scienza dell’avv. Galfetti, basta di meno). Qualcuno tentò, allora, di lanciare una petizione affinché fosse tolta a Lojacono la nazionalità svizzera, ma la cosa si arenò presto.
  • il processo a Lugano e la condanna per l’assassinio del giudice Tartaglione (17 anni).
  • la rinuncia a processarlo per la strage di via Fani e la rinuncia a eseguire in Svizzera la condanna italiana. … … …

È ora la volta del comunicato leghista, che presentiamo come documento.

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LEGA DEI TICINESI  Porre fine alla latitanza della vergogna: la Svizzera consegni il terrorista Alvaro Baragiola alla giustizia italiana. Cassis e Keller Sutter (PLR) si attivino subito!

Dopo quattro decenni di latitanza, il terrorista Cesare Battisti dovrà finalmente rendere conto alla giustizia italiana dei propri crimini. La recente consegna di Battisti all’Italia da parte del Brasile e della Bolivia ha (ri)acceso i riflettori su altri terroristi rossi che da vari decenni sono latitanti all’estero, protetti dalla complicità di paesi stranieri.

In cima alla lista di questi latitanti figura Alvaro Baragiola Lojacono che nel 1978 fece parte, tra l’altro, del commando che rapì il presidente della DC Aldo Moro, e per questo motivo in Italia venne condannato all’ergastolo in contumacia. Sempre in contumacia, in Italia venne condannato anche per omicidio.

Oggi Baragiola – dopo aver scontato una pena inflittagli dalla magistratura svizzera – vive comodamente ed a piede libero nel nostro Paese, in quanto in possesso anche della nazionalità elvetica, sfuggendo così al carcere italiano.

Ad aumentare ulteriormente il disonore della Svizzera in questa vicenda, il fatto che Baragiola Lojacono non solo si trovi in libertà nel nostro paese, ma benefici addirittura del pubblico impiego.
Prima, come noto, ha collaborato per la rossa RSI, che – con i soldi del canone più caro d’Europa – stipendiava nientemeno che un terrorista (e poco importa se formalmente fosse o non fosse assunto). Ciò ovviamente grazie alla connivenza della dirigenza di sinistra dell’emittente statale. Adesso, invece, Baragiola lavora per l’università di Friburgo: quindi ancora per un ente pubblico.

La Lega dei Ticinesi non intende stare a guardare davanti a questa scandalosa latitanza di oltre quarant’anni, oltretutto finanziata con denaro pubblico, e non accetta che la Svizzera continui a macchiarsi del reato di complicità con un terrorista.

La Lega dei Ticinesi esorta quindi il ministro degli Esteri Ignazio Cassis e la ministra di Giustizia e polizia Karin Keller Sutter, ovvero i due Consiglieri federali del PLR, ad attivarsi immediatamente affinché il terrorista Baragiola venga consegnato all’Italia e sia chiamato a scontare integralmente la pena per i crimini commessi, ponendo così fine ad una vergogna che dura da decenni.

Inutile che la partitocrazia – PLR compreso – si sciacqui la bocca con i “diritti umani” (naturalmente solo quando fa comodo) e poi disattenda al più elementare ed universale principio di giustizia: ossia quello che prevede che i criminali siano chiamati a pagare per le atrocità commesse. E che ne è, in questa vicenda, della tanto declamata “reputazione internazionale della Svizzera”?

La Lega dei Ticinesi si attiverà in tal senso anche con atti parlamentari a Berna. Non vogliamo essere complici di terroristi!

Lega dei Ticinesi