“L’Accordo quadro si inserisce nel progetto di chi vuole l’adesione della Svizzera all’UE” – Intervista a Roberta Soldati, candidata al Consiglio di Stato

Siamo ben lieti che l’avv. Roberta Soldati, candidata al Consiglio di Stato sulla lista Lega-UDC, abbia accettato l’intervista propostale da Ticinolive. È più importante per noi che per lei.

Avvocatessa, presidente del Consiglio comunale di Losone (roccaforte UDC), vice  presidente del partito e membro del Comitato nazionale, è oggi la figura di riferimento nell’ “altra metà del cielo” UDC, scarsamente popolata. Accanto a lei vogliamo citare anche la brava e coraggiosa granconsigliera Lara Filippini.

Non spetta certo all’intervistatore giudicare le risposte dell’intervistata, perciò dirò che le risposte di Roberta mi sono piaciute. “Pura e dura”, adamantina, sul tema fondamentale dell’Accordo quadro. Molto diplomatica su Cassis. Dopo tutto è… l’UDC che ha “regalato” al Ticino il sospirato consigliere federale PLR (commento mio).

Non ci sono domande sul “caso Denti”. Perché non è ritenuto importante? Per non imbarazzare la gentile candidata? Oh no, non è questo il motivo! L’intervista è stata fatta in forma scritta – come quasi tutte le nostre, notevole eccezione una spettacolare  intervista a Jacques Ducry – e, quando le domande sono state inoltrate, il “caso Denti” era di là da venire.

Al casus belli dedicheremo un articolo (che non è ancora pronto).

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Per aprire il discorso, ci parli del suo curriculum professionale e dei suoi ruoli nell’UDC Ticino.

Esercito la professione di avvocato, notaio e mediatrice presso uno studio legale a Lugano. In quanto mediatrice FSA, sono presidente delle commissione di mediazione indipendente LIT, ossia nell’ambito della legge sull’informazione e sulla trasparenza dello Stato e sempre in questo ambito, tengo delle lezioni presso l’IFC (Istituto della formazione continua). Da poco sono stata nominata membro dell’Autorità cantonale di sorveglianza LAFE.

Nell’UDC Ticino ricopro la carica di vice presidente cantonale per il Sopraceneri e rappresento, unitamente a Lara Filippini e Eros Mellini, la Sezione cantonale nel comitato nazionale dell’UDC svizzera, dove sono anche delegata all’assemblea.

Tutti sanno che il suo comune, Losone, è una roccaforte dell’UDC. Come vanno le cose a Losone? E che ne sarà della caserma?

A Losone siedo da alcuni anni in consiglio comunale dove quest’anno ricopro la carica di prima cittadina del mio Comune.

In merito al futuro del comparto ex-caserma San Giorgio, è notizia di ieri sera la presentazione del progetto “Locarno-Young – BaseCamp Losone” ideato dalla rassegna cinematrografica Locarno Festival e illustrato dal nostro Municipio ai capigruppo e ai membri della gestione. Il progetto prevede l’utilizzo del sedime quale luogo di incontro dove alloggiare durante il festival, giovani creativi di varie discipline artistiche provenienti da tutta la Svizzera e dall’estero e creare punti d’incotnro (conferenze, mostre, workshop, ecc.), dove anche la popolazione locale verrà coinvolta e beneficierà del progetto.
Personalmente questa idea mi ha molto entusiasmata. Innanzituto perché vede quali protagonisti i giovani. Infatti si sente spesso parlare di giovani, ma di progetti importanti e concreti se ne vedono pochi. Questo invece è sicuramente un primo passo per lo sviluppo di un progetto più ampio dove potrebbe vedere la luce un importante polo culturale, di studio e di conferenze. Chissà se magari un giorno non si possa organizzare una conferenza mondiale giovanile sul clima a Losone?

Che cos’ha l’UDC, che non hanno gli altri partiti?

L’UDC è l’unico partito che si oppone in modo chiaro e deciso alla strisciante adesione all’UE che le nostre autorità stanno cercando di imporci mediante l’”Accordo quandro”. Inoltre é l’unico partito che si batte senza riserve per la sovranità del popolo e l’attuazione delle sue decisioni.

Lei approva – come tutto il Comitato cantonale – l’accordo tra UDC e Lega. Chi ne trarrà il maggior vantaggio?

Personalmente ero una fervida sostenitrice dell’accordo tra UDC e Lega. Sicuramente con questa unione ne trarrà vantaggio tutta la destra ticinese. È l’unione che fa la forza.

2-1-1-1 con la Lega in testa è la situazione in governo dal 2011. Con quale probabilità (in %) la configurazione partitica cambierà?

Il popolo é sovrano, per cui vedremo il prossimo 7 aprile 2019.

Gli anglosassoni amano dire “Think positive!”. Quali valori sicuri lei vede, oggi, nei cosiddetti partiti “borghesi”? Nel PLR ? Nel PPD ? Un democentrista può essere “liberale” o c’è incompatibilità?

Al di là dei valori e dei proclami, oggi, la popolazione ha bisogno di risposte concrete ai problemi con i quali essa è confrontata quotidianamente (es. lavoro, traffico, sicurezza). Brevemente: una democentrista può sicuramente essere una persona “liberale”, pochè crede che il ruolo dello Stato, non sia quello di regolamentare ogni settore e burocratizzare la vita delle persone, ma sia quello di attuare delle misure (es. fiscalità) per mettere la popolazione nelle condizioni di poter sviluppare e fare crescere la società e aiutare i più deboli, senza scadere nel parassitismo e abusivismo.

Lega e UDC hanno parecchie cose importanti in comune. Qual è ai suoi occhi la differenza più sostanziale tra i due partiti? Perché nel Ticino la Lega è grande mentre l’UDC è piccola? Questo durerà in eterno?

Fra UDC e Lega abbiamo idee comuni su molti temi importanti (indipendenza, sovranità popolare, immigrazione, ecc.), ma forse la Lega é stata più “visionaria” di noi. Negli ultimi anni anche l’UDC Ticino ha saputo cogliere maggiormente i problemi della gente e ha lavorato bene nel cercare delle soluzioni: recentemente abbiamo vinto il referendum contro il progetto “la scuola che verrà”, senza contare il successo di “Prima i nostri”. Anche a livello comunale i nostri esponenti si sono molto impegnati e penso che questo sarà sicuramente premiato.

Magdalena Martullo Blocher è oggi la donna più importante dell’UDC nazionale. Che immagine ha di lei? Potrebbe diventare consigliera federale?

Conosco personalmente Magdalena Martullo Blocher, con la quale ho occasione di parlare durante le riunioni a livello nazionale. È una persona molto disponibile, pragmatica e decisa, per cui farebbe un’ottima consigliera federale.

Accordo quadro con l’UE, spinosissimo tema. L’impressione è che si vada verso una “resa pilotata”. Quali carte restano in mano a coloro che vogliono conservare l’indipendenza del Paese?

L’Accordo quadro si inserisce sicuramente nel progetto di quelli che vogliono l’adesione della Svizzera all’UE, ma sanno che questo è il solo modo per tentare nel loro intento, altrimenti se dinnanzi al popolo fossero chiari, fallirebbero miseramente. Quando leggo che l’Accordo quadro è l’unica via, mi arrabbio molto perché già solo pronunciando queste parole significa arrendersi. Questo non rientra nelle corde degli svizzeri che per definizione sono combattivi. Fintanto che non prevediamo un piano B (come ha fatto il nostro ministro Maurer per la questione della borsa svizzera, dove ha ottenuto successo) il nostro modo di negoziare sarà semrpe debole e arrendevole. Non sto parlando di strane strategie, ma di principi basilari della negoziazione e della mediazione.

In ogni caso ci batteremo fino in fondo contro l’Accordo quando, poiché se accolto, significa la fine della sovranità popolare (democrazia diretta) e del federalismo, pilastri fondamentali del nostro Stato. In questa ipotesi (alla quale non voglio nemmeno pensare) ci troveremmo in balia di dettami provenienti dall’estero configuranti in una nuova forma di colonialismo.

L’ho scritto più d’una volta: Cassis lo ha eletto (sostanzialmente) l’UDC. Dal consigliere federale ticinese… si aspettava qualcosa di diverso? L’UDC è irritata, o arrabbiata, con lui? Ha sbagliato molto?

Il Consigliere Federale On. Cassis, in quanto ticinese e conoscitore dei nostri problemi, sono certa che si attivi per la risoluzione degli stessi.

Quale futuro vede (nel breve termine) per l’Unione europea? Recupero e consolidamento? Progressivo sfilacciamento?

I fatti ci hanno dimostrato che la politica dell’Unione europea è fallimentare, per cui penso che a breve assisteremo a un vieppiù progressivo sfilacciamento.

Come sarà la nostra amata Svizzera tra vent’anni? Quali leggi avrà? Quali istituzioni avrà? Quale popolo avrà?

Se non si inchinerà dinnanzi ai ricatti, vedo una Svizzera indipendente, neutrale, dove il popolo è sovrano, come da nostra tradizione, e aperta verso l’estero mantenendo la sua identità e con un ruolo importante nello scacchiere internazionale.

Esclusiva di Ticinolive