“Il PS rischia come non mai ma alla fine sarà salvato” – Intervista a Donatello Poggi

Donatello Poggi, noto ed apprezzato opinionista politico (scrive anche sul Corriere, che è assai più importante di Ticinolive), non ama più molto la Lega (che tuttavia, secondo me, conserva un posticino nel suo cuore). Per consolarlo gli ho detto (non che lui abbia bisogno della mia sapienza!): “Donatello, il Potere ti cambia automaticamente. Il Nano era un geniale “rivoluzionario” descamisado che ha conquistato, man mano, influenza, voti e cariche. Ciò che lui ha acquisito resta (non in eterno, ovviamente). Ma i nuovi non possono essere uguali (e nemmeno si sognano)”.

Non voglio (e non debbo) intervistare unicamente candidati al consiglio di Stato. Donatello quest’anno non è candidato a niente ma noi tutti siamo sempre interessati alla sua schietta opinione.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  Posso considerarla, oggi, come un “leghista fuori partito”? Oppure che cosa?

Donatello Poggi  Direi piuttosto un “cane sciolto”. Non mi vedo molto nella Lega di oggi; seduta troppo comodamente e troppo poco ringhiosa. Ero e rimango “della Lega del Nano” e oggi manca parecchio.

Siamo ormai in campagna elettorale, fino al 7 aprile. Valuti la situazione al momento presente e formuli una previsione sull’esito della corsa al Governo.

L’accordo Lega-UDC puntella i due attuali consiglieri di Stato, anche se vedo una Lega in perdita di velocità e il risultato per il Gran Consiglio (dove si vede la vera tenuta di una forza politica) a mio avviso lo confermerà, con il rischio di perdere 2/3 deputati. La candidatura di Attilio all’ultimo minuto (?) ci dice questo: mancano preferenziali che a loro volta fanno schede. E’ comunque chiaro che la lista per il Governo di Lega-UDC è la più forte sulla carta rispetto alle altre.

Il PPD farà il suo consigliere di Stato ma Beltraminelli, sempre a mio avviso, rischia parecchio con Raffaele De Rosa, per ovvi motivi.

Il PS (poche idee ma confuse) rischia come non mai ma alla fine, pur perdendo parecchi consensi, ce la farà per il Consiglio di Stato (arriveranno i soliti “aiuti” radicali?) mentre per il  Gran Consiglio verrà ridimensionato parecchio. D’altronde questo è un PS moscio e con parecchi delusi al proprio interno.

Non rimpiange i tempi in cui era deputato? Non era più bello e gratificante?

Sinceramente non li rimpiango. Vedo poco coraggio politico, dove il “decidere di non decidere” va purtroppo di moda. Vedo deputati non propriamente “nel ruolo”, anche nella Lega. Se devo essere ancora più diretto la politica cantonale, specie in questi quattro anni, mi ha parecchio schifato.

Lei non pensa che l’indignazione fine a sé stessa, cioè priva della possibilità concreta di agire, sia improduttiva?

L’indignazione serve ed è giusto indignarsi di fronte a certi spettacoli poco edificanti (eufemismo) che la politica di oggi ci offre. Il fatto è che a troppi politici manca il coraggio di indignarsi, per poi agire di conseguenza.

Vorrei discutere con lei dei temi di più bruciante attualità. È disponibile?

Non chiedo di meglio.

Il caso del giorno è il “caso Denti”. Il PPD (suo partito d’origine) non l’ha ripreso e messo in lista, mentre la Direttiva UDC all’ultimissimo minuto lo ha imbarcato. In votazione il congresso di Porza lo ha accettato 45 a 30 (11 contrari e 19 astenuti). Mi dica la sua opinione.

Sinceramente la vedo maluccio per Denti, ha dovuto “rimediare” con l’UDC dopo aver ancora “bussato” alla porta del PPD (?). Non giudico, non mi permetto, ma per lui sarà dura soprattutto all’interno dell’UDC.

Io, ad esempio, fui chiamato dal Nano nella Lega dei Ticinesi (nel 2006), il che è ben diverso. Mi ricordo benissimo come fosse ora, era un sabato sera e mi telefonò, discutemmo per circa quindici minuti e alla fine mi disse: “Dai Dona, l`è faia, sa vedum!” La mattina dopo annunciava su “il Mattino” la mia adesione alla Lega.

Lui era fatto così, però noi ci conoscevamo già dal 1995 e frequentavo da tempo via Monte Boglia. Va detto anche che ero, dal 2004, municipale a Biasca per la lista “L’onda, Lega e Indipendenti”.

Il dottor Nussbaumer ha dichiarato una volta (ricordo bene): “Il partito è una giacca che posso mettermi e togliermi a piacimento”. Il dottor Denti, presidente dell’Ordine dei medici, ha cambiato giacca?

Beh, in un certo senso sì, questo non significa però che uno lo faccia unicamente per opportunismo di seggiola. Il signor Denti potrebbe benissimo continuare a fare il medico e, economicamente, non ha di certo bisogno delle diarie del Gran Consiglio. Penso comunque che Denti le competenze le abbia tutte e poi, diciamocelo, ci sono deputati che siedono da anni in Gran Consiglio e che non hanno mai aperto bocca (convenienza?), per cui meglio starsene casa o cambiare schieramento politico, se proprio vuoi dare un tuo contributo concreto. Se poi sei in Gran Consiglio perché la RSI ogni tanto t’inquadra … Winston Churchill: “ Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.”

Cambiamo tema. Il terrorista Cesare Battisti è stato “deportato” dalla Bolivia ed è atterrato a Ciampino davanti ai ministri Salvini e Bonafede, dopo 37 (!) anni di latitanza. Giustizia è fatta? O è prevalso un sentimento di vendetta?

Giustizia è fatta e sono perfettamente in linea con l’azione del governo italiano. Cesare Battisti, ancor prima di essere un terrorista “duro e puro”, scappato poi subito in Francia grazie alla dottrina del socialista Mitterrand (?), è un criminale assassino che ha sulla propria coscienza quattro omicidi, questo dicono le carte e il tutto è ormai accertato. Due direttamente per mano sua e due dove è stato il mandante lucido e spietato. Volevano sovvertire il Sistema ma alla fine hanno ucciso soltanto gente comune: carabinieri, sindacalisti, magistrati, operai, un gioielliere, ecc. Questo dovrebbe fare riflettere.

Ha perfettamente ragione Salvini: volevano forse (i soliti intellettualoidi di sinistra) che lo attendessero all’aeroporto con cappuccino e brioche? Ma ci facciano il piacere.

A questo punto alcuni si sono ricordati di Alvaro Lojacono, il brigatista “ticinese”, processato a Lugano nel 1989 e condannato a 17 anni per l’assassinio del giudice Tartaglione. Oggi Lojacono è libero e vive e lavora a Friborgo. Lei ricorda quella storia anni Ottanta?

Sì, ricordo quegli anni dove, questo è un mio giudizio, le BR da una parte e gli stragisti neri dall’altra hanno ucciso moltissime persone innocenti approfittando di un “vuoto” dello Stato, forse voluto. Mi ricordo anche che Enrico Berlinguer, segretario carismatico del PCI e il primo a parlare della “questione morale” italiana, condannò senza mezzi termini l’agire delle Brigate Rosse e i loro crimini odiosi.

Ricordo anche che Alvaro Lojacono/Baragiola, al processo qui in Ticino, fu difeso da un collegio di ben tre avvocati! Non male per uno che doveva rappresentare la classe operaia …. Facevano la “rivoluzione” come passatempo?

La magistratura italiana ha condannato Lojacono all’ergastolo per la sua partecipazione al sequestro Moro (strage di via Fani). La condanna è rimasta del tutto inefficace, poiché la Svizzera non può estradare lo svizzero Lojacono. Che fare?

E’ proprio di questi giorni la notizia che Alvaro Lojacono/Baragiola ha unicamente la cittadinanza svizzera, per cui tutto diventa molto difficile circa la sua possibile estradizione. In Toscana però dicono: “Se si vole si pole.”

L’on. Germano Mattei ha rivendicato per il terrorista il “diritto di rifarsi una vita”. È un’argomentazione accettabile?

Non ho ben capito se quella di Mattei sia stata una sparata in vista delle prossime elezioni cantonali (difficile la sua rielezione) oppure se ha potuto parlare con i parenti delle vittime di questi terroristi, dubito. In questo caso “il diritto di rifarsi una vita” si scontra violentemente con chi la Vita l’ha soppressa altrettanto violentemente. Inoltre questi, dopo avere ucciso persone innocenti, sono scappati vigliaccamente verso chi li proteggeva.

L’ultima domanda senza dubbio la gradirà. Lei ha vinto recentemente una causa importante davanti al Tribunale Federale. Vuole raccontarci com’è andata? Si sente soddisfatto e vincente? Qualcuno si è congratulato con lei?

Premessa doverosa: la mia “vittoria” al TF segna una brutta pagina per la giustizia ticinese e qualcuno l’ha anche scritto. Detto questo ho ricevuto parecchie attestazioni, anche da parte di politici (soprattutto della Lega) che esprimevano soddisfazione e contentezza per il mio proscioglimento da ogni condanna. Ma soprattutto gente comune, gente della strada che ha seguito questa assurda storia, magari per conto proprio ma in modo attento. La maggior parte dei media è passata all’acqua bassa (Ticinolive ha fatto eccezione e ho apprezzato molto) facendo una magra figura; la gente non è stupida …

Ancora in questi giorni, ieri a Locarno, una persona si è avvicinata al mio tavolo (stavo mangiando) e mi ha stretto la mano dicendo: “Complimenti, chi la dura la vince.” Sono chiaramente contento e sollevato anche se non sono stati due anni facili (ho una figlia di 25 anni …) e dove c’è chi ha sfruttato il momento per scendere a bassi livelli, sempre da sinistra. Ora però tacciono e masticano bile, io invece godo. Dedico questa sentenza a mia madre scomparsa circa un anno fa, peccato.

Per correttezza e riconoscenza devo dire che la prima e-mail che ho ricevuto è stata quella di Lorenzo Quadri e la seconda quella di Massimiliano Ay (PC) mentre, anche qui, i socialisti non si sono sentiti. Loro sono garantisti solo con gli amici. Concludo tutta questa assurda storia con una citazione di Madre Teresa di Calcutta che si addice particolarmente: “Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.”

Esclusiva di Ticinolive