Quando 250.000 sono uno stipendio giusto – Pensiero del giorno, di Mattia Sacchi

Mattia è caporedattore di Ticinonews, un bravo “collega” (lui professionista).

Quanto al “livore”, la gente sfoga le sue frustrazioni e i consiglieri di Stato faranno bene a sopportarlo. Fa parte del loro mestiere (per ottenere il quale hanno fatto i salti mortali).

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“Sinceramente non capisco tutto il livore di alcuni politici, blogger e utenti social nei confronti degli stipendi dei Consiglieri di Stato. 250mila franchi annuali sono uno stipendio sopra la media. Vero. Ma hanno anche responsabilità sopra la media. Hanno un’esposizione mediatica sopra la media. Devono avere preparazione e qualità sopra la media (magari voi pensate che siano dei semplici beoti, però intanto loro sono lì e sono stati eletti da decine di migliaia di persone. Tutti scemi?). E hanno un impegno lavorativo, in termini di tempo ed energie, molto sopra la media. Molti di loro devono mollare un lavoro sicuro, per uno che ti costringe a metterti in discussione ogni 4 anni. Magari alcuni di loro avrebbero guadagnato molto di più nel privato. Non vi piace il loro operato? Pensate che abbiano sbagliato tutto? Votate candidati diversi, ma chiedere una riduzione dei loro stipendi non è la via giusta. Perché alla fine, continuando con questo gioco, fare il Consigliere di Stato diventerà solo una scocciatura, dove uno si prende bordate di merda per un impegno sempre meno gratificante. E allora l’unico risultato sarà che il profilo e le competenze dei candidati si abbasserà notevolmente. E allora si che i problemi saranno ancora più gravi e difficilmente risolvibili. Avete 54 candidati da scegliere per il Consiglio di Stato, davvero pensate che sono tutti degli incompetenti intenzionati a “rubbare i vostri danè”? O che una volta entrati a Palazzo si tramutino in mostri mezzi uomini mezzi chupacabra? Se davvero lo pensate, avete un’ulteriore alternativa: fugate ogni dubbio e candidatevi voi. Però poi mi raccomando: se sarete eletti vogliamo che vi riduciate subito lo stipendio. Mica sarete come “quelli là”, giusto?”

MATTIA SACCHI