“Questa è la mia previsione: l’Accordo quadro verrà sottoscritto nell’interesse del Paese” – Intervista ad Alex Farinelli

C’è chi le interviste le fa volentieri e chi no. Lo si vede soprattutto dalla rapidità con cui l’intervistato risponde. Il top (negativo) fu raggiunto da un personaggio della tivù di Stato. Alex l’ha fatta con piacere, direi, e con grande scioltezza. Ho tentato di metterlo, almeno un poco, in difficoltà, ma non ci sono riuscito (forse non sono stato abbastanza cattivo).

Sia chiaro, non tutto ciò che afferma il Capogruppo liberale in Gran Consiglio è indiscutibile. La sua linea sul rapporto con l’UE, così come appare in questa bella intervista, è la linea chiara e classica del Partito (oggi come oggi). Né potrebbe essere diversamente, visto il suo ruolo istituzionale.

Alex Farinelli riuscirà a diventare consigliere di Stato? Mi chiedete troppo, a questa domanda non rispondo. Alex batterà Christian? (i consiglieri in carica non si battono). Il PLR batterà Lega e UDC unite? O si avvererà ciò che Dick Marty non vuole?

Stasera al Conza il PLR inaugura la sua campagna elettorale. Sarà indubbiamente un pienone. Chi viene?

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  Sa perché vorrei chiamarla “l’uomo del raddoppio”? Perché, se il PLR raddoppia in governo, toccherà a lei. E il PLR punta al raddoppio, è stato detto in lungo e in largo. Dove risiede la migliore chance del PLR ?

Alex Farinelli  La ringrazio della fiducia. Nella capacità di dare una vera alternativa all’attuale politica di Governo che è troppo improntata ad un dipartimentalismo molto forte, in questo senso non è tanto importante quale sarà il seggio toccato ma il fatto che vi siano 2 esponenti del PLR in Governo.

Tutti vedono quale Dipartimento faccia gola al PLR, uno ch’era stato sempre il suo. Perché il partito ha sostenuto il progetto la Scuola che verrà? Perché il popolo lo ha affossato?

Perché in quella fase si è voluto pragmaticamente cercare di correggere un modello che era stato impostato in maniera ideologica. Il popolo, ma penso soprattutto gran parte del mondo della scuola, tuttavia non ha ritenuto le modifiche sufficienti, anche perché l’approccio dipartimentale non è stato esattamente improntato all’ascolto.

Dick Marty, che era mio compagno di classe, ha dichiarato: “Il PS non deve perdere il seggio”. Anche lei la pensa così?

Il PLR ha la sensibilità sociale anche per tenere in considerazione le fascie più in difficoltà della popolazione, certo con un approccio più improntato alla responsabilizzazione che all’assistenzialismo.

Il “nemico atavico” del suo partito era il PPD… ma oggi l’avversario principale è un altro. Lei vede segnali di debolezza nella Lega? Se sì, quali?

Come tutti i partiti che si trovano investiti della responsabilità di governare anche la Lega ha dovuto mostrare i suoi limiti: chiaramente se prima le colpe dei problemi che non risolti venivano attribuite alla maggioranza PLR ora, dopo 8 anni di maggioranza relativa della Lega, diventa un po’ più difficile sottrarsi alle proprie responsabilità. Questo ha probabilmente disilluso una parte di elettorato.

L’abbiamo sentito dire molte volte: “Il PLR ha perso il contatto con le classi popolari”. È vero? E se è vero, perché è successo?

Sì in un certo momento è stato vero anche perché, purtroppo, quando si è maggioranza per tanto tempo è facile cadere nella convinzione che il consenso sia dato a prescindere, e si rischia di peccare di arroganza. Oggi però io vedo un partito diverso che ha saputo ricominciare a lavorare rinnovandosi e sapendo ascoltare tutti.

Secondo lei un leader liberale di destra nel partito, che oggi NON esiste, potrebbe giovare alla causa, ideologicamente ed elettoralmente? Oppure farebbe solo danno?

Oggi ci sono figure carismatiche nel partito che vanno oltre le etichette ideologiche, le semplici categorie, e che soprattutto sono improntate ad un pragmatismo che non si lascia imbrigliare dall’ideologia. Non penso quindi che al partito manchi qualche componente ma ogni tanto bisognerebbe saper osare di più.

Sergio Morisoli fu candidato PLR al governo (idealmente in competizione con Vitta) nel 2011. Poi lasciò il partito. Come valuta il suo percorso e la sua linea politica attuale?

Sergio Morisoli è sicuramente una persona intelligente che conosce molto bene lo Stato e con parecchie idee che possono essere anche condivisibili. Penso che avrebbe potuto dare un contributo decisamente maggiore se fosse restato nel PLR, andandosene immediatamente ha in parte disatteso le aspettive dei tanti elettori che lo avevano votato.

Qual è la sua posizione sull’Accordo quadro?

La Svizzera ha bisogno dei bilaterali e sarà necessario trovare delle soluzioni per mantenerli nel tempo. L’accordo quadro, non necessariamente come ci è stato presentato, sarà un passo imprescindibile a meno di non voler far pagare alla nostra popolazione un prezzo molto alto in termini di benessere che verrebbe a mancare se non si troverà un nuovo modo di rapportarsi con l’Europa.

Non è finita. Qual è la sua previsione sull’Accordo quadro?

Che verrà sottoscritto nell’interesse del Paese. Sarà comunque il popolo ad avere l’ultima parola e questo è certamente un bene.

La pressione sulla Svizzera è forte. In caso di mancato accordo, quali rappresaglie dobbiamo temere? Possono costringerci a cedere?

La Svizzera non è un’isola ma è il cuore dell’Europa. In passato potevamo sempre contare sulle posizioni divergenti tra Stati nazionali per trovare, a seconda del tema, degli alleati. Oggi questo non è più possibile e quindi un mancato accordo significherà innazitutto incertezza rispetto al futuro: il veleno più pericoloso per lo sviluppo economico di un paese. Questo sarà il vero problema che dovremo affrontare.

Siamo al dramma confuso della Brexit. Non è troppo difficile andarsene dall’Unione Europea?

Andarsene non è difficile, lo è invece farlo non subendo alcuna conseguenza. L‘Europa tutela il proprio interesse in quanto Unione quindi è chiaro che non va a stendere tappeti rossi a chi pretende di tenere i vantaggi dell’integrazione nel mercato unico lasciando stare quello che reputa poco interessante.

Che cosa pensa della “distruzione” della sinistra in Italia? E dei nuovi governanti?

L’Italia vive una crisi politica di enormi dimensioni, sia a destra sia a sinistra. Onestamente fatico a comprenderne le ragioni in un paese che risulta tra i più sviluppati al mondo e che in passato è stato la fucina di grandi politici, di destra e di sinistra, rispettati a livello mondiale. La classe politica attuale mi pare che sia interessata a dare al popolo qualche soddisfazione di breve termine dimenticandosi di dire che questo comporterà un costo salatissimo nel medio termine.

Salvini è disumano?

Salvini non credo sia disumano, ma cavalca in maniera volutamente estrema certi fenomeni di malcontento come il tema dei migranti. Detto questo va anche riconosciuto che l’Italia era stata un po’ ipocritamente lasciata a se stessa fino a quando, con gesti anche plateali e provocatori, non ha richiamato alle proprie responsabilità anche gli altri Stati europei

Che cosa pensa di Marcello Foa, del suo pensiero politico, della sua carriera spettacolare?

Conosco poco Marcello Foa e quindi non posso giudicare il suo pensiero politico. Sicuramente è una persona con una grande passione per il giornalismo e una conoscenza di dinamiche mondiali che sfuggono a molti. Sulla carriera penso che non ci sia molto da commentare quando si arriva alla testa di un ente ragiotelevisivo tra i più importanti d’Europa.

È vero (accusa il Mattino) che il “Corrierino” tira la volata al PLR ?

Il Corriere del Ticino in questi anni ha dimostrato l’esatto contrario mantenendo una posizione indipendente dai vari partiti. Sui singoli temi poi si può essere schierato a fianco dell’uno o dell’altro fronte, ma questo non significa parteggiare per qualcuno bensì avere una linea editoriale.

Per concludere, mi dica quale sarà il suo aperitivo più importante, così me lo segno nell’agenda. Infallibilmente, verrò!

Il 25 di febbraio, dalle 18.00, al Palazzo dei congressi di Lugano insieme alla mia “collega” luganese Cristina Maderni. Un momento che vuole essere di incontro con tutti coloro che vorranno esserci e quindi l’aspetto con piacere, e porti pure anche qualche amico!

Esclusiva di Ticinolive