Come può essere stupido un ministro: un caso nel Sol Levante – di Vittorio Volpi

Socrate diceva che “esiste un solo bene, la conoscenza, ed un solo male, l’ignoranza”. Ciò vale anche per i politici, soprattutto quando hanno incarichi importanti.

È il caso di un Ministro delle Finanze in Giappone: Taro Aso.

È abbastanza noto – e recidivo – per degli scivoloni durante i suoi interventi, alcuni importanti. Qualche anno fa, per esempio, ha invitato gli anziani ad “affrettarsi a morire”, così da diminuire la spesa sociale, ormai al limite della sostenibilità. Perché dalla nascita di Aso, 1940, l’aspettativa di vita si è allungata di 30 anni. Ed è oggi una delle più alte al mondo.

Il Giappone ha già più di 30 milioni di abitanti che vivono al di sopra dei 65 anni, cioè un quarto della popolazione. Continuando così e decrescendo sempre di più la natalità, la contrazione della popolazione sta diventando inevitabile. Le famiglie non fanno più figli a sufficienza per mantenere l’attuale livello di popolazione e fra 20 anni saranno problemi seri anche per mantenere il livello occupazionale sul lavoro.

Si stanno facendo sforzi per salvare la situazione. Incoraggiare più donne a lavorare, aprire alla forza lavoro di immigrazione, anche se con molta cautela. Per cui, ma cosa non facile, bisogna investire pesantemente nella produttività (automazione, robotica, modernizzare i settori dei servizi, dell’agricoltura). Ma le contromisure richiedono tempo ed intanto i problemi crescono: spesa assistenziale e sanitaria in crescita esponenziale, pensioni che vanno in tilt.

Un’occhiata rapida negli ospedali, se capita di andarci, dà il senso di come il Giappone sia invecchiato più rapidamente degli altri paesi industriali. Si è definito di recente che la soglia della vecchiaia è 75 anni (non più 65) e si sta legiferando per prolungare l’età lavorativa , con accordi speciali, almeno fino ai 70 anni.

Il comportamento del ministro Aso enfatizza che i tempi sono cambiati, ma nonostante ciò parecchi uomini giapponesi hanno conservato un atteggiamento ancora troppo obsoleto e “macho”. Un collega di Aso, Haquo Yanagisawa, nel 2007, descrisse come scopo principale della donna così: “una macchina per fare figli”… Intuibile le reazioni che suscitò una simile affermazione..

Ebbene Aso, dimostrando i suoi limiti, ha di nuovo passato il segno. Parlando di fronte ai suoi nella sua prefettura originaria di Fukuoka, nell’isola del Kyushu, ha “filosofato” come segue: “ci sono molti che sostengono che gli anziani sono un problema, ma non è vero! Il problema è che non fanno figli”. Un commento chiaramente inaccettabile che ha suscitato polemiche asperriime; anche se molti nel suo partito, il Liberal Democratico, lo sostengono.

Per le sue affermazioni, ha dovuto giustificarsi di fronte al Parlamento, e si è difeso sostenendo che il suo commento era stato raccolto fuori dal contesto del suo discorso.Secondo lui, voleva dire che il declino delle nascite (l’anno scorso la popolazione è diminuita di 448 mila persone) è un problema più grave rispetto all’aumento delle aspettative di vita.

In altre parole il grave problema è non fare figli, non quello di invecchiare.

L’opposizione – e quelli con un minimo di materia grigia – non hanno per nulla accettato il chiarimento e hanno sostenuto che Aso “non ha il senso dei diritti umani”.

Altri, rincarando la dose, hanno sentenziato che “è ingiusto prendersela nei confronti di coppie che non fanno figli senza rendersi conto del perché non li mettono al mondo”.

La diminuzione del tasso di fertilità, anche da noi, ha le sue giustificazioni ben motivate. Molte coppie oggigiorno sono costrette a non fare figli per sopravvivere perchè non sono in grado di assicurarne l’educazione.

Altre volte perché non possono concepire fisiologicamente: è provato che lo stress è pure causa della infertilità. Insomma ci sono molte spiegazioni al problema. Una casistica vasta dei nostri tempi che non può essere liquidata con un ignorante “se non fate figli siete colpevoli”.

Un ministro insomma, detto benevolmente, “stupido”: a conferma che Socrate aveva ragione..

Vittorio Volpi