Giovanni Spadolini – 2. Un agguato al casino, di Umberto Giovine

“Ma perchè ce l’avevate tanto con Spadolini?” avevo chiesto una sera a Pavolini.

“Umberto, tu sei un combattente quindi capirai. Noi partigiani fiorentini non potevamo perdonare a Spadoilini di essersi messo con i repubblichini”. Si riferiva alla Repubblica Sociale Italiana (RSI), il satellite fascista di Hitler alla cui testa lo stesso Fuehrer aveva messo Mussolini, dopo averlo fatto liberare da Otto Skorzeny e dal suo commando sui monti dell’Abruzzo.

“Ma aveva solo 18 anni!” “Si’, ma come intelligenza ne aveva dieci di piu’..” E su questo Pavolini aveva ragione. Ma gli sfuggiva l’aspetto sentimentale, ancorché a parlare di sentimenti con uno come Spadolini c’era da stare attenti.

La verità era che il giovanissimo Spadolini, diciottenne sovraoppeso, si era innamorato della bellissima Ilaria Occhini, che era figlia di Barna Occhini, fascistone repubblichino e direttore de “La Martinella” – che a Firenze è la campanaa della polizia del Bargello, cui era intitolato il periodico fascista “La Martinella “ che era l’organo dei repubbichini, come venivano chiamati con spregio i fascisti a Firente. Per amore di Ilaria, Spadolini collaborava a quel foglio…

Mai Spadolini ammise questo suo innamoramento giovanile per la bellissima e giovanissima (futura) attrice Ilaria. Preferi’ prendersi tutte le accuse di filofascismo che gli piovvero addosso per mezzo secolo, soprattutto ad opera del giornalista e partigiano Giorgio Bocca

“Fatto sta che avevamo deciso un agguato a Spadolini e ci riunimmo per questo nei pressi di Porta Rossa, sede di un famoso bordello del centro. Poi successe che avevano appena cambiato la “quindicina” (il periodo consentito alle prostitute in ogni città). “C’erano ragazzine bellissime fra quelle nuove. Ci distraemmo con le ragazze e mandammo al diavoloo il nostro obiettivo.

Spadolini salvato – a sua insaputa – da giovani prostitute. Questa poi…

E alla vigilia dell’assassinio, proprio a Firenze, del filosofo idealista Giovanni Gentile, da parte, dello stesso commando partigiano. “No non era lo stesso commando guidato dal Fanciullacci – interloqui’ Pavolini – Ma su questo argomento dell’assassinio di Gentile, che nella RSI era ministro della Pubblica istruzione, l’omertà fra i partigiani di Firenze è durata decenni…

A parte le recriminazioni di Pavolini e di un paio d’altri, Spadolini fu lasciato in pace e occupo’ la cattedra di Storia moderna all’Istituto “Cesare Alfieri” dove lo conobbi, io che ero suo allievo.

Fu nella mia commissione di laurea. Gli devo i pieni voti che ottenni Non posso dire che diventammo amici – non si poteva essere “amico” di Spadolini Ma c’ero anch’io fra quelli che all’ultima lezione dell’anno scattavno in un applauso. Perchè Spadolini era cosi’: ci teneva al plauso degli allievi.

In cambio ci concedeva lezioni magistrali.

Davvero quest’uomo un tempo era stato innamorato di una donna che non fosse la sua mamma?

Umberto Giovine