“I più gran dispiaceri la Lega li ha dati non al PLR, ma ai Ticinesi!” – Michela Ris intervistata da Francesco De Maria

“Due settimane” aveva detto Michela, e io mi ero un po’ preoccupato, perché non si sa mai. Ma l’onorevole municipale asconese è stata di parola e mi ha mandato oggi questo testo interessante e impegnato. Sono soddisfatto.

Io amo Ascona e quando l’ho chiamata “villaggio”… volevo soltanto provocare. Michela mi ha risposto per le rime. Quando poi mi sono permesso di dire: “I peggiori dispiaceri del PLR sono venuti dalla Lega” (che è esattamente ciò che penso) subito mi ha rimbeccato, direi fulminato. Grazie, gentile Michela, il tuo contributo è molto valido e i nostri lettori lo apprezzeranno.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Un giornalista di sinistra (ben  informato e competente) mi aveva “spifferato” il suo nome come sicura candidata PLR al Consiglio di Stato. Poi però così non è stato. Lo desiderava?

Non nego di essere stata contatta informalmente dato che ero già stata candidata per il Consiglio Nazionale nel 2015 ma dopo attenta riflessione ho deciso che questo non era il momento giusto. Una campagna per il Consiglio di Stato è molto impegnativa sotto molti aspetti e bisogna arrivare preparati, non si improvvisa e in questo momento della mia vita non era possibile affrontarla nel migliore dei modi. Ritengo che sia giusto fare un passo alla volta ma chi lo sa, magari in futuro sarò della partita.

Lei è municipale di Ascona, che è un gran bel villaggio (posso dire così?). Ci sono dei problemi lassù? È vero che il commercio è un po’ in crisi?

Mi piace definire Ascona come un Borgo, abbiamo circa 5’800 abitanti che durante la stagione estiva triplicano. Si respira un’aria internazionale, ci sono eventi culturali, turistici e sportivi di ogni tipo e per ogni gusto che negli anni sono diventati sempre più importanti attirando un pubblico vasto e vario. Ne cito solo alcuni: le Settimane Musicali, gli Eventi Letterari, Jazz Ascona, il Polo e il Concorso Ippico CSI 5 stelle, il Museo Comunale d’Arte Moderna con la Collezione permanente Marianne Werefkin che ha acquisito una notevole importanza, il Museo Castello San Materno con la Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten, il Monte Verità, il golf e il porto patriziale, Gusta il Borgo e i tanti eventi organizzati sulla piazza da AMA (Associazione Manifestazioni Ascona). Ecco per essere un villaggio direi che non ci annoiamo. Per quanto riguarda il commercio penso che siamo in una fase di cambio generazionale, alcuni negozi vanno avanti per inerzia o hanno chiuso, altri ne sono arrivati, proponendo anche la vendita online che al giorno d’oggi aiuta molto, soprattutto in un posto come il nostro dove il turismo è ancora stagionale. Abbiamo la fortuna di poter usufruire della deroga concessa dal CdS per le aperture domenicali e serali, sarebbe bello che tutti ne approfittassero in modo da invogliare ancora più gente a raggiungerci. Da un paio d’anni è nata l’Associazione del cuore di Ascona che ha lo scopo di promuovere il borgo, le sue attività, i commerci, gli esercizi pubblici con un sito, sui social media e con una rivista “Ascona Magazine” distribuita su vasta ma mirata rete.

Lei è responsabile delle finanze comunali. Sono in sano equilibrio? Quali sono i migliori contribuenti?

Sì, nonostante la decisione del governo di non riversare più la TUI (tassa utili immobiliari) ai comuni che per noi ammontava a circa 2mio annui le finanze di Ascona sono in equilibrio e sane. In seguito a questo mancato introito negli ultimi anni abbiamo dovuto lavorare molto in questo senso, abbiamo dovuto alzare il moltiplicatore di 5 punti e intraprendere un grande lavoro di revisione della spesa che ha coinvolto molti settori e tutti i dicasteri. Abbiamo da poco presentato il preventivo 2019 con un leggero deficit di 130’000.-, il secondo migliore degli ultimi 10 anni, ma a consuntivo le cifre degli ultimi anni sono sempre state positive. Per il 2019 sono previsti investimenti per 7.6 milioni di franchi.

Ad Ascona abbiamo più persone fisiche che giuridiche, quindi non siamo sottoposti a grossissimi sbalzi dovuti alle fluttuazioni degli  utili aziendali o all’ improvvisa delocalizzazione o chiusura delle stesse Per quanto riguarda i nostri contribuenti penso che vivere in un posto sicuro dove tutto funziona alla perfezione, si possono frequentare le scuole dalle elementari fino al liceo con il Collegio Papio, si puo’ praticare ogni tipo di sport, dove i servizi sono efficienti e curati, sia un incentivo a stabilirsi a vivere o acquistare una residenza secondaria, senza dimenticare un moltiplicatore interessante del 75%.

Lei è anche responsabile della cultura. Ci parli dunque delle attività culturali, promosse dall’ente pubblico o da privati, che nel corso dell’anno animano Ascona.

Il Museo Comunale d’Arte Moderna ospita la collezione permanente di Marianne Werefkin che grazie a un intenso lavoro di ricerca e valorizzazione ha raggiunto valori di mercato molto interessanti che quindi riconosco il lavoro svolto. Oltre a ciò il Museo ogni anno propone delle mostre temporanee: nel 2018 siamo stati parzialmente chiusi per i lavori di ristrutturazione ma abbiamo riaperto per ospitare la mostra ART BRUT Swiss Made, organizzata in collaborazione con la Collection de l’Art Brut di Losanna. Oltre a ciò Casa Serodine ha ospitato la mostra organizzata con gli artisti Visarte Ticino, a conclusione del progetto Arte e Perturbante. La mostra Arte e Perturbante – Visarte è stata oggetto di un concorso, in cui sono stati premiati 4 artisti nell’ambito del primo Concorso Arte Ascona. In occasione del Festival Jazz Ascona, è stata proposta la mostra Riverside Records. La riscoperta dei “race records” degli anni ’20 con grafica degli anni ’50. Paul Bacon e il graphic design delle copertine jazz, con le copertine della pregiata collezione privata di Stefano Wagner. Il Museo Castello San Materno, oltre alla collezione permanente ha ospitato la mostra dedicata a Marianne Werefkin “in trasferta al Castello”. Poi é stata la volta di Max Liebermann. Pioniere dell’impressionismo tedesco, esposizione curata da Harlad Fiebig con la collaborazione di Mara Folini e del Museo nel suo complesso. Non da ultimo negli ultimi mesi dell’anno abbiamo avuto la mostra Marianne Werefkin e Anna Induna Zehnder. Un’amicizia al femminile. Come attività esterna abbiamo organizzato Giardini in arte manifestazione tenutasi presso il Monte Verità, nell’ambito della quale il Museo ha curato la parte artistica, presentando le opere di 9 artisti con esposizione interna ed esterna alla struttura Monte Verità.

Palacineva di Locarno, luglio 2018. Michela Ris con Sergio Ermotti, patron di UBS, e Arminio Sciolli, patron del Rivellino. Ognuno è il patron di qualcosa. Foto Ticinolive

Ma il 2019 non sarà da meno, oltre a una mostra su Karl Weidemeyer e una sul Gruppo Zero, sono fiera di poterti anticipare l’inaugurazione il prossimo 30 marzo della mostra Cracking Art Ascona che si svilupperà nei posti più significativi del nostro Borgo. Tengo moltissimo a questa esposizione che durerà 3 mesi e spero abbia un impatto culturale turistico attirando molte persone nel borgoe sono sicura che le immagini di Ascona con questi animali giganti faranno il giro dei social network. Con questa proposta intendiamo portare la cultura e l’arte tra la gente, come occasione di riflessione su temi urgenti dell’oggi ma anche di condivisione ludica per tutti. Queste installazioni urbane sono state proposte con successo in città importanti come Milano, Shanghai, Cleveland, Seoul, Southampton. E ora è nostro il turno! Cracking Art è un movimento artistico noto in tutto il mondo nato nel 1993 con l’obiettivo di cambiare la storia dell’Arte attraverso un forte impegno sociale e ambientale che, unito a un innovativo uso dei materiali plastici, evoca la stretta relazione tra natura e realtà artificiale. Il concetto di rigenerazione anima la storia artistica del movimento fin dalle sue origini. Le installazioni Cracking Art vengono affiancate dalla donazione di mini sculture, attraverso le quali si promuovono raccolte fondi da devolvere a favore del restauro di monumenti e opere d’arte o a sostegno di progetti sociali e culturali; nel nostro caso con la somma raccolta andremo a contribuire al restauro delle cappelle presenti ad Ascona.

In Consiglio Comunale questa nuova spesa è stata discussa molto prima di venire approvata ma penso che la risposta al perché di questa mostra e a tutta l’attività culturale che il Comune promuove la si trovi guardando quanto è avvenuto in passato. La notorietà di Ascona è cresciuta sull’onda dei movimenti intellettuali del secolo scorso, sicuramente innovativi per l’epoca, movimenti che hanno fatto conoscere Ascona in tutta Europa e da cui è fiorito il settore alberghiero e turistico, contribuendo a fare la fortuna del nostro Borgo.

Il Comune ha qualche grande progetto in vista?

I progetti sono molti, investiamo circa 16 mio a quadriennio. Lo scorso sono stati investiti poco meno di 5.6 Mio. di franchi. Particolarmente importanti sono stati i lavori per le opere del genio civile con 2,2 Mio come pure quelli per le costruzioni edili 1,8 Mio. Gli investimenti da segnalare sono i seguenti: la sistemazione di Viale Papio e Piazza della Posta, con la sistemazione delle relative canalizzazioni per un totale di spesa superiore al Mio. di franchi; la realizzazione della Zona 30 del comparto campagne da lungo attesa e finalmente realizzata; la realizzazione dell’ Ecocentro in zona Pra di Vizi, recentemente aperto al pubblico, con un totale di uscite di oltre 1.3 Mio; il risanamento e ampliamento dello stadio comunale; la partecipazione al progetto “Bike Sharing”, che ha dato un notevole impulso alla mobilità lenta anche nella nostra regione (150 mila franchi), senza dimenticare i avori di progettazione del piano regolatore e della riqualifica di piazzale Torre. Per il 2019 sono previsti 7.6 mio d’investimenti: inizieranno i lavori di Piazzale Torre, la riqualifica del Parco dei Poeti ma il grande investimento che segnerà i prossimi anni sarà sicuramente quello della nuova galleria Ascona Moscia sulla strada cantonale PA13 Ascona-Brissago; nel 1998 fu elaborato, pubblicato e approvato dal Parlamento il progetto generale della galleria ma successivamente, per motivi finanziari non fu mai pubblicato il progetto definitivo. La pericolosità della strada, con cadute di massi sulla cantonale ha riportato questo progetto all’ordine del giorno e verrà presto siglata una convezione tra Cantone, CIT e Comune di Ascona.

Lugano, Mendrisio, Bellinzona hanno realizzato importanti aggregazioni. Ma poi abbiamo Locarno, Ascona, Losone, … Non si riesce o non si vuole? Forse non è affatto necessario?

Il Comune di Ascona e la maggior parte della sua popolazione al momento non sono favorevoli al PCA (Piano Cantonale delle Aggregazioni) così come promosso nel messaggio governativo del 05.12.2018 riguardante l’approvazione e lo stanziamento del credito da 73.8 mio destinato agli incentivi per la sua attuazione. Il Comune è ben amministrato, investiamo molto e non vogliamo rinunciare alla nostra autonomia comunale quindi continueremo a svolgere in modo autonomo i compiti che la legge prevede. Abbiamo siglato delle convenzioni con i Comuni di Brissago, Ronco e Losone per quando riguarda la polizia, il nostro direttore delle scuole collabora con quelle di Brissago e Ronco e mi chiedo come mai il governo non abbia tenuto conto delle proposte formulate in seno alla seconda fase di consultazione dei comuni, nella quale non escludevamo un’aggregazione in un Comune del Lago. Mi domando anche come mai nel Sottoceneri hanno potuto sopravvivere dei piccoli comuni come Collina Nord e Sud mentre da noi si vuole un Comune unico che vada da Brissago a Tenero.

Lei punta al parlamento. Che cosa può fare il Gran Consiglio per Ascona?

Come detto prima ci saranno due grossi progetti che coinvolgono Ascona ma se sarò eletta in Gran Consiglio non potrò essere e non sarò solo asconocentrica ma cercherò di rappresentare i diversi interessi di tutto il Ticino.

Le faccio una domanda scomoda. Il PLR-pensiero sull’Accordo quadro sembra monolitico. Secondo me (ma il mio parere non conta niente) questa è una debolezza, perché si ha l’impressione che gli esponenti del partito siano condizionati, cioè non completamente liberi. Una modesta “dissidenza” – accettata e non demonizzata – non potrebbe giovare al partito?

Ognuno può avere la propria posizione ma quel che serve ora è una discussione basata sui fatti: per la prima volta, dopo 10 anni di discussioni, supposizioni, fantasmi e paure, questi fatti esistono. C’è una proposta scritta nero su bianco. Per i cittadini è possibile farsi un’idea, valutare i pro e i contro per il nostro Paese. L’accordo ha un prezzo ma rinunciare a un accordo ne ha uno comunque. I critici ci sono. Ma le polemiche, gli attacchi personali e i “no” ideologici non risolvono nulla. Per il futuro sviluppo economico della Svizzera, di un Ticino maggiormente credibile a Berna e più legato all’economia della Svizzera interna, dei sani rapporti con il nostro più importante partner commerciale sono fondamentali. Questo non vuol ancora dire sì all’accordo, spetterà a ciascuno definire se l’accordo quadro rappresenta un prezzo troppo alto per la perdita dell’autodeterminazione. In quel caso si dirà di NO. Segnalo in questo senso l’incontro positivo avvenuto a Lugano tra Cassis e il Ministro degli Esteri italiano Moavero. Ciò non significa che sarà possibile trovare soluzioni immediate, tuttavia è stato creato un filo diretto con la volontà concreta di fare chiarezza su vari dossier. Questo approccio, unitamente a quello creato a livello regionale con la Road Map promossa da Vitta, crea una dinamica costruttiva che è sicuramente preziosa.

Il Consiglio federale ha messo in consultazione il testo negoziato faticosamente (alla fine) da Cassis. I maligni (che abbondano) hanno insinuato che l’abbia fatto nella speranza che siano gli altri (cioè i consultati) a respingerlo. Un’astuzia diabolica?

Il testo dell’accordo che è stato pubblicato e che sarà in consultazione nei primi mesi del 2019 si suddivide in due parti: una concerne il risultato delle negoziazioni, ovvero un prodotto comune, raggiunto dalle due delegazioni incaricate in questo senso (quella svizzera capitanata dal caponegoziatore Balzaretti). Non era possibile negoziare le proposte che l’UE ha fatto per quanto concerne le linee rosse (misure d’accompagnamento, direttiva sulla cittadinanza), poiché NON figuravano nel mandato che il Consiglio federale ha dato a Balzaretti. Ciò non impedisce all’UE di fare delle proposte. E ciò non impedisce al Consiglio federale di parlare anche di questi temi a livello politico. Il termine negoziazione si riferisce a un mandato ben preciso e si distingue dalla normale discussione politica.

Lei legge gli articoli che Tito Tettamanti pubblica regolarmente sul Corriere (un venerdì sì e uno no). Il PLR non accetterebbe mai le sue tesi, la divergenza è molto netta. Ora, Tettamanti è liberale e il PLR è liberale; come mai sono così lontani?

Perché all’interno del Partito liberale [l’avvocato Tettamanti era in origine “conservatore” e poi (supponiamo) PPD, ma è considerato il maître-à-penser dei Liberali, in un senso non partitico; ndI] vi sono diverse sensibilità, non da ultimo quella radicale, ancora presente in molti giovani, checché ne dicano le forze di sinistra. La discussione e il confronto portano alla definizione di un compromesso, che può essere la chiave di volta. Nella politica si sta creando un terzo polo: quello del centro, quello del PLR.

I più grandi dispiaceri al partito sono venuti dalla Lega. Quale potrebbe essere il primo segno d’indebolimento del Nuovo Potere? Di un’inversione di tendenza?

Questo lo dice lei. Oserei dire che i dispiaceri più grandi la Lega li ha dati direttamente ai cittadini, promuovendo una politica fatta di slogan e paure ma poco concreta. In 25 anni nulla è cambiato, i frontalieri sono aumentati e le problematiche sono rimaste. Il PLR parla ora al cittadino, chiedendogli fiducia. Il 7 aprile ognuno di noi ha una responsabilità grande: decidere che Canton Ticino si vuole in futuro. Il PLR spinge per un Ticino orientato maggiormente a Nord.

Ultima domanda, di colore rosa. Il partito ha avuto due donne importanti, Marina e Laura. Hanno avuto amici e nemici, esaltatori e detrattori. Una parola per ciascuna, e una valutazione che le metta – a bocce ferme – a confronto.

Marina e Laura, la storica rivalità tra le due anime del partito, quella liberale e quella radicale. Io penso che siano state due donne che in momenti diversi hanno dato molto al partito e dimostrato che una donna in governo può fare lo stesso identico lavoro di quello di un uomo aggiungendo una sensibiltà divers