Ruben, deciditi, Bertoli o Mirante? “I miei preferiti sono gli altri tre!” – Ruben Notari intervistato da Francesco De Maria

La nuova “vedette”, il nuovo idolo di Facebool non me lo sono certo fatto sfuggire. È diventato famoso in 5 minuti, su Teleticino, attaccando l’on. Filippo Lombardi (che però, da come lo conosco io, e un po’ lo conosco, ha le spalle larghe, larghissime).

De Maria è di destra – che non è come avere un tumore, anzi sta diventando di moda – ma, pur essendo di destra, è molto più libero di tanti altri. Il suo portale ha senso se la gente parla. Parlano tutti? Naturalmente no. Molti lo fanno.

A Ruben ho detto: “devi durare sino al 7 aprile, non puoi essere soltanto un fuoco di paglia”. Al 7 aprile, e oltre.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  Lei è un socialista militante? Se no, come ha fatto a entrare nella lista del Partito socialista?

Ruben Notari  Per raccomandazione ovviamente (scherzo!). Ho partecipato a un week end di socializzazione e di formazione del partito lo scorso anno. Ci ho trovato un bell’ambiente e persone che mi piacevano. Ma non ho aderito subito. Il dibattito sulla Scuola che Verrà mi ha mostrato come molti politici abbiamo idee confuse sulla scuola. E allora ho deciso di provare a portare le mie competenze di scuola in parlamento per migliorare quest’aspetto. Per questo ho aderito al partito che sentivo più affine alle mie idee.

Perché il socialismo (è opinione comune) è in crisi?

La sfida comunicativa è stata chiaramente vinta dalla destra. Penso che il punto fondamentale sia questo. E una certa sinistra ha fatto degli sbagli: non si può arrivare a definire razzista una persona che ha paura di perdere il posto di lavoro e che per questo vota a destra. Sono normali paure di ogni essere umano. Certo, una certa destra le strumentalizza con maestria, ma non possiamo per questo farne una colpa alla persona. Dobbiamo parlargli.

A livello concreto invece mi sembra che il PS abbia sempre continuato a sostenere i lavoratori.

Un altro elemento penso sia pure l’irrisolto dibattito interno alla sinistra tra l’accettare il modello economico attuale per costruire una socialdemocrazia e chi vorrebbe cambiamenti più profondi.

Io il PS lo conosco poco (anche perché la maggior parte dei miei amici sono liberali o di destra). Mi potrebbe spiegare com’è fatto il PS, quali sono i suoi clan interni, quale la dinamica di potere?

Sono appena arrivato. Sicuramente, come in tutti i raggruppamenti di persone esistono logiche di questo tipo anche nel PS. È qualcosa che voglio scoprire, mi interessa capire quali dinamiche, quali logiche stiano dietro a un partito politico. Sono un curioso.

Che cos’ha fatto lei sinora dentro il partito? Ha svolto delle funzioni specifiche, rivestito delle cariche?

Ho fatto il posteggiatore all’ultimo congresso. Non è una battuta. Politicamente sono però già stato attivo, come indipendente, nel mitico gruppo della sinistra unita GASVI di Malvaglia (oggi Serravalle). Ho fatto quattro anni di Consiglio Comunale, di cui uno da presidente.

Quanto pesa la sconfitta, pesante, subìta dal PS sulla Scuola che verrà? 1) Ha arrecato un grave danno  2) È fastidiosa ma rimediabile  3) Non influirà sul risultato del 7 aprile.

Penso che sul partito non peserà molto. La mia sensazione è che fosse vista più come la riforma di Bertoli, che la riforma del PS. Ecco, penso che Manuele potrebbe pagare un po’ a livello di voti personali.

A suo avviso il seggio in governo è a rischio? 

No.

Che cosa succederà se andrà perso? E perché sarà successo? Perché il socialismo sta andando a rotoli sotto la spinta dei nazionalismi e dei sovranismi, o perché il PS si è adagiato a una “opposizione” burocratica e priva di slancio?

Un’opinione chiara su questo non ce l’ho al momento. Ma penso entrino in gioco gli stessi motivi che citavo alla sua risposta precedente sul “socialismo in crisi”.

Al di là di ciò: Bertoli o Mirante?

Sinceramente i miei candidati preferiti sono gli altri tre, anche perché li conosco meglio a livello personale. Danilo Forini fin qui mi ha fatto un’ottima impressione. Persona alla mano, ma con la maturità e le competenze per assumere il ruolo ora. Poi c’è Fabrizio Sirica, il mio preferito, la persona che quando parla ti fa ancora vibrare dentro bellissime corde. Per il CdS lo ritengo giovane, ma si è già dimostrato più maturo di quanto pensassi e quattro anni di GC lo prepareranno al ruolo. Lui è il futuro del PS, con persone così possiamo davvero avere il 20% anche in Ticino come nel resto della Svizzera (il mio obbiettivo è il 25%). Con Laura Riget ho un bel rapporto personale e la stimo molto. Molto competente, già solida e disinvolta anche in TV, ma che, per ragioni prettamente anagrafiche, vedrei in CdS solo tra otto anni.

Lei ammira il “casinista” Pronzini? Ha diritto di accusare tutti, di trattare tutti a pesci in faccia? Pronzini infastidisce (anche) il PS ?

Io penso che in una democrazia compiuta l’opposizione sia un tassello fondamentale. Anche se non sempre son d’accordo con lui, tifo Pronzini, per quel ruolo importante che rappresenta e che manca in Ticino (anche a livello di stampa).

Se infastidisce il PS? Certo! Ci sono vecchie ruggini, anche a livello personale, difficilmente risolvibili da quanto ho capito. Peccato, ma tradizionalmente, purtroppo, a sinistra siamo maestri in fatto di litigi.

Mi hanno detto che lei è andato a provocare su Teleticino. Perché l’ha fatto? Per mettersi in mostra e accalappiare voti?

Matteo Pelli è un raccomandato? Lei lo ha fatto arrabbiare?

A dire la verità volevo solo risultare un po’ simpatico. Mi hanno detto di portare il “santino”. E avendone uno molto originale pensavo di dialogare tra il serio e il faceto su quello. C’è anche un quiz matematico sul “santino”, che volevo proporre al conduttore. Solo che Matteo, al posto di farmi domande, mi ha ripetuto due volte che ero “un tipo tosto” (chi gliel’ha detto?). E son banalmente caduto nella sua piccola provocazione. Forse voleva un po’ di show. Lo ha avuto. Non ho esperienza in TV e penso che si sia visto. Dall’emozione mi si è completamente seccata la bocca. Forse meglio così, se no rischiavo di spararle ancora più grosse. Ma i temi che ho esposto molto grezzamente, mancanza di meritocrazia, di separazione dei poteri, di etica in politica, sono fondamentali e cercherò di spiegarli bene in modo più pacato e chiaro.

Se è un raccomandato? Non lo so, non posso certo accusarlo di questo, ma se lo dicessero a me risponderei “non è vero” invece di “sono bravo”. Mi piacerebbe prendesse posizione su questo.

Quando ha tirato in ballo l’onorevole Lombardi (che col discorso c’entrava poco) lo ha fatto per caso o con perfetta premeditazione?

La questione su Lombardi è da un po’ che voglio che venga discussa. Per questioni etiche e di separazione dei poteri. Altri principi basilari di una democrazia sana. Se scorre il mio diario FB troverà qualcosa. E l’idea di andare nella tana del lupo e approfittare della diretta per portare questa questione mi è venuta, non lo nego.

Ma poi mi son reso conto che una cosa così andava preparata e fatta bene e quindi avevo deciso di lasciar perdere.

O di dire qualcosa come risposta a eventuali domande dirette del tipo “Mi dica un politico che non le piace?”.

Se il presidente del Partito socialista le dicesse: “Per favore Notari piantala di provocare!” lei obbedirebbe?

Se me lo dicesse su questo tipo di provocazioni non obbedirei per niente, si figuri. Sarebbe un presidente fuori posto. E cercherei di portare il tema nel partito e costruire consenso per sostituirlo. Ma nella realtà questo non è per niente il caso. Righini, da quel poco che lo conosco, mi pare molto in gamba.

Lei pensa che una sua eventuale elezione a Deputato cambierebbe la sua vita?

Questa esperienza di campagna mi sta già cambiando molto. Nuove esperienze da cui ho già imparato moltissimo. Certo la immaginavo meno intensa. La settimana dell’attacco mediatico ho sperimentato un’adrenalina mai vissuta prima. Ma passare attraverso queste esperienze, ti forma, ti rinforza, ti fa crescere.

Le faccio una domanda di ordine generale, con riferimento al diluvio di invettive e di maledizioni che sommerge il web. “Tutti ladri, tutti imbroglioni, tutti ammanicati, tutti mafiosi!” Non è un po’ troppo facile, per chi è piccolo e frustrato, lanciare simili accuse al vento?

È facile, ma anche un po’ comprensibile. Comunque non è il mio approccio. A fare di tutta l’erba un fascio si sbaglia sempre. Ogni persona è diversa. Io penso che la stragrande maggioranza delle persone sia onesta e impegnata. Però so che ci sono anche poche persone che fanno i furbi. E, pur essendo in pochi, fanno molti danni, perché spesso arrivano a delle posizioni di potere. Per questo dobbiamo combatterle tutti, indipendentemente dagli schieramenti politici.

Lei ha deciso di non nascondere al pubblico certe sue difficoltà personali, che possono anche apparire delle debolezze. Quali reazioni si aspetta dall’elettore? Vuole forse costruire un simbolo, il simbolo di coloro che (magari per pura sfortuna) sono “rimasti indietro”? Un simbolo nel quale molti abbiano modo di riconoscersi? Potrebbe rivelarsi una mossa vincente?

Io ho fatto questa scelta, che molti mi hanno sconsigliato, già tempo fa. Non certo per speculazioni elettorali. L’informazione è presente nella mia presentazione personale su “matematica.ch” già da un anno.

Perché farlo? Perché credo che ci siano ancora molti pregiudizi su questo tipo di problemi. E parlarne aiuta a superarli.

Da quando racconto alle persone i problemi che ho avuto, queste si aprono e mi raccontano i loro. Ed escono storie che non mi sarei mai aspettato. Siamo tutti potenzialmente fragili. Anche per questo sto politicamente più dalla parte della solidarietà, che da quella della competizione.

Costruire un simbolo? No, questo proprio no. Ma lanciare un messaggio sì.

Per finire parliamo della sua materia. Che cos’è la matematica?

Questa è la domanda più difficile. La più bella anche. Ci sto lavorando. Ma non sono ancora arrivato a una definizione personale e concisa che mi soddisfi completamente.

Bellezza sicuramente, riconoscere schemi, collegamenti, dipendenze funzionali. Capire perché se inserisci Lombardi ti esce un vettore con due leghisti, ad esempio. Son giorni molto probabilistici nell’interpretazione delle cose.

Mi conceda una battuta: spero che ora non mi attacchino con un articolo dal titolo “Matematica: vuole insegnarla e nemmeno sa cos’è”.

Le piaceva insegnare? Vorrebbe ritornare a farlo?

Mi piaceva e mi piace tuttora moltissimo. Voglio ritornare, certo.

Il programma della Media ticinese per la matematica è ben concepito? Come potrebbe essere migliorato?

Per me la media rappresenta il meraviglioso passaggio dall’aritmetica all’algebra. Per cui mi concentrerei a fare bene questo. Per farlo sfoltirei un po’ qua e là. Trovo che, col programma attuale, si continuino a sviluppare strumenti matematici e ad allenarli quasi esclusivamente con esercizi stereotipati. Manca il tempo per sperimentare quello che si può fare con quegli strumenti. Per giocare, per fare attività dove mancano dati, dove bisogna stimare, ricercare, filtrare. Attività che danno profondità e senso a quello che si è appreso.

Concretamente nel programma del corso attitudinale, taglierei tutto il discorso sulle disequazioni. Recuperando maggior spazio per attività in cui sfruttare e rafforzare le belle conoscenze di algebra costruite fin lì.

Mi spieghi perché i livelli in matematica sono una cosa errata.

Sul tema non sono un fondamentalista. Ci sono però esperienze internazionali, come la Finlandia, che ottengono i migliori risultati senza raggruppare i ragazzi per abilità. Questo dimostra che si può fare ed è vincente. A far lavorare i ragazzi assieme si costruiscono competenze e società. È un bene a tutti i livelli.

Solo che per me non siamo pronti. Abolire i livelli, se si vuole farlo, richiede un lavoro di cinque, probabilmente dieci anni.

Bisogna mandare docenti laddove si lavora senza livelli con successo, a rubare il mestiere, a capire come si fa, con quali scelte pedagogiche e didattiche. Bisogna selezionare docenti interessati, dargli il tempo di leggere la letteratura in merito, di costruire idee e materiali didattici, di sperimentare. Bisogna partire con piccole sperimentazioni di qualche mese con le forme didattiche adatte a far progredire tutta la classe. E se funziona, ingrandire le sperimentazioni anno dopo anno, estendendole pian piano.

Premetto che La Destra (che non può farlo) abolirebbe la Scuola media unica, glielo assicuro…

Le destra ha idee molto vetuste sulla scuola. O forse è solo nostalgia. Su questo politicamente dibatteremo sicuramente. Ma argomentando, civilmente.

Ultima domanda. Che cosa pensa del suo “grande” avversario, l’on. Massimiliano Robbiani?

Vedo che usa a ragione le virgolette. Penso che sia un po’ quel ragazzino usato dai bulli per fare le marachelle. Poi la marachella viene scoperta e resta da solo a subirne le conseguenze. Umanamente voglio bene anche a lui come a tutti. Ma mettere in parlamento gente senza un minimo di cultura è perdente per tutta la società. Gli ho proposto un incontro personale per parlarne a quattrocchi e sentire la sua versione. Potrei avere pregiudizi pure io su di lui. Vediamo se accetterà.

Esclusiva di Ticinolive