Il Carnevale che cambia: da Viareggio a Milano – di Cristina T. Chiochia

L’uso delle coreografie del Carnevale di Viareggio al Carnevale Ambrosiano

Il mondo cambia e spesso bisogna adattarsi e stare al passo con i tempi. Anche per i Carnevali Italiani è così. Un esempio di “carnevale” italiano che è radicalmente cambiato, è quello di Milano che oramai da 14 anni è sinonimo di Festival Internazionale Clown (con oltre 153 appuntamenti ad ingresso gratuito in oltre 23 location differenti).

Ma anche il Carnevale di Viareggio sta cambiando. E se prima la sua bellezza intrinseca era più che altro nella maestosità della cartapesta e la maestria dei maestri dei carri che la faceva da padrone, cercando di mettere in risalto sempre più la “tecnica” della cartapesta valorizzando la creatività delle idee da cui si partiva dai “bozzetti” (da cui parte l’intera realizzazione come per lo stilista per un abito), per arrivare ai “modelli” e poi a dei veri e propri calchi in gesso; si è notato da qualche tempo, oltre alla “operatività” del lavoro artigianale tra colla, farina e fogli di giornale (con un utilizzo di materiali poveri e da riciclare realizzato in modo sapiente e davvero espressivo), è lo spettacolo nel complesso a cercare di essere valorizzato e non più solo il carro, attraverso il capitale umano delle maestranze dei figuranti come animazione sopra il carro, ma come veri e propri protagonisti in mezzo agli spettatori a terra; un trend confermato già lo scorso anno, basti pensare alla partecipazione della delegazione dei figuranti del Carnevale di Viareggio 2018 (insieme a molte altre provenienti da tutta Europa) in Cina a Ningbo per la manifestazione nazionale che celebrava l’anno del turismo cino-europeo, con delle coreografie realizzate lo scorso anno.

Ma è vedendo il Carnevale di quest’anno che si è notato ancora di più: un uso molto più articolato delle coreografie da parte dei carri, sia che fossero di prima categoria, seconda o delle mascherate di gruppo. Una vera e propria partecipazione in massa che ha trasformato tanti semplici cittadini e famiglie (ma anche persone provenienti da altre città) da semplici appassionati della magia del carnevale della loro città ad essere un pò dei ballerini ed un pò degli attori. Inoltre, quest’anno pochi carri avevano molti figuranti a “bordo”, tanto da creare l’effetto “massa” di maschere del carro a terra impegnati nelle coreografie, appunto.

A testimonianza di questo cambiamento del Carnevale di Viareggio, c’è sicuramente la partecipazione di un gruppo di figuranti del carro di prima categoria “Adelante”al Carnevale Ambrosiano proprio a Milano il 9 Marzo per un evento del Municipio 1 non legato però al Milano Clown Festival ma alle feste di Carnevale nei centri di aggregazione sociale o spazi comunali di zona.

Grazie alla collaborazione con il CETEC Dentro/Fuori San Vittore infatti, che si occupa di progetti di teatro ed arte dentro e fuori i luoghi di detenzione in particolare in questo carcere milanese, la Compagnia del Carnevale del carro di prima categoria “Adelante” ha dato vita ad una performance “sociale”, una vera “fiesta” messicana per bambini e ragazzi del Municipio 1, coinvolgendo direttamente un gruppo di maschere del carro composto da detenuti ed ex detenuti e di Viareggio , realizzando nel concreto quello che è alla base, forse, di questa rivoluzione nel gestire l’evento “Carnevale”: ovvero testimoniare la partecipazione dei figuranti di un carro oltre il carro stesso, come protagonisti. In questo caso per il sociale.

Cristina T. Chiochia