La Brexit potrebbe non accadere

 

Il primo ministro Theresa May dice di aver ottenuto, durante l’incontro avvenuto ieri sera con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, le modifiche legalmente vincolanti al suo accordo di Brexit che migliorano il divorzio. May, ha detto di essersi assicurata che l’Unione europea non intrappolerà il Regno Unito nel blocco irlandese.

Juncker però è stato molto chiaro durante la conferenza stampa a tarda sera nell’affermare che questo è l’ultimo accordo, o la Brexit potrebbe non accadere affatto. “In politica a volte hai una seconda possibilità, è quello che facciamo con questa seconda possibilità che conta perché non ce ne sarà una terza”, ha detto il presidente della Commissione europea.

Non ci sarà dunque più alcuna assicurazione se il voto significativo previsto per oggi alla Camera dei Comuni (la camera bassa) del parlamento di Westminster non sarà positivo. Prima del voto, sarà aperto un dibattito dove il procuratore generale di Theresa May, Geoffrey Cox, presenterà il suo parere legale sulle ultimissime modifiche dell’accordo che deve essere approvato prima di entrare in vigore.

L’ultima volta che l’accordo è stato sottoposto a votazione parlamentare, Theresa May ha subito una pesante sconfitta. Il primo ministro ha bisogno di conquistare non pochi voti per avere qualche possibilità di riuscita sul dibattito parlamentare sui cambiamenti giuridicamente vincolanti.

Il laburista Jeremy Corbyn si è affrettato ieri sera a dichiarare che l’accordo non contiene nulla che si avvicini ai cambiamenti che Theresa May aveva promesso in parlamento, e che quindi secondo lui i negoziati sono falliti.

I parlamentari degli unionisti democratici si oppongono ad uno dei problemi più spinosi legati all’accordo, che è quello che riguarda il confine tra Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda. La clausola di salvaguardia a cui il governo inglese potrebbe ricorrere per risolvere momentaneamente il problema del confine irlandese, chiamata backstop, prevede di evitare una frontiera fisica se entro il 31 dicembre 2020 il Regno Unito non dovesse trovare un accordo con l’Unione europea, impedendo che siano imposti quindi dei controlli sui beni che attraversano il confine tra nord e sud.

È lo scoglio principale in quanto questa opzione serve ad evitare l’aumento della tensione tra i due territori, dato che l’accordo metterebbe a repentaglio l’unità del Regno Unito se una parte del suo territorio dovesse rimanere di fatto all’interno dell’Unione europea.

Si tratta di vedere quanti dei parlamentari convinti della Brexit voteranno le modifiche sulla base di una pura valutazione legale.  Forse il tempo è davvero finito per il primo ministro perché possa rassicurare il parlamento sugli ultimi cambiamenti legali al fine di ottenere una votazione favorevole del suo accordo.