Sulle pensioni del Consiglio di Stato decida il popolo – di Raoul Ghisletta

I consiglieri di Stato paghino i premi della cassa pensioni! (titolo originale)

Riceviamo e pubblichiamo. Il testo non impegna la redazione.

L’attuale normativa sulle pensioni dei consiglieri di Stato è ingiusta e superata rispetto alla legislazione federale in materia di previdenza professionale, che prevede prelievi anticipati del capitale per l’abitazione primaria, riscatti, divisione del capitale in caso di divorzio. Da qui tutta una serie di polemiche che hanno investito e danneggiato l’immagine delle istituzioni democratiche cantonali.

Chiariamo poi che non è possibile far intervenire la giustizia su una questione che deve essere risolta dalla politica, come vorrebbero alcuni parlamentari. E ci sono anche alcuni consiglieri di Stato che hanno attizzato le polemiche, contestando la trattenuta transitoria del 9%, introdotta dal Parlamento nel 2016 a titolo provvisorio in attesa della revisione del sistema.

Purtroppo la maggioranza del Parlamento non ha mai voluto la modifica completa del sistema (né sembra volerla). Il Gran Consiglio ha respinto nel 1989 e nel 2006 due iniziative che volevano inserire i consiglieri di Stato nella cassa pensioni cantonale (l’ultima è stata proposta dal sottoscritto). Ci siamo stancati di questa situazione caotica e ingiusta! Per questo abbiamo lanciato un’iniziativa popolare cantonale, per dare al popolo la decisione finale su questo problema.

Affiliare i consiglieri di Stato a un istituto di previdenza cantonale, facendo in modo che paghino i premi cassa pensioni come tutti i comuni mortali, è possibile: è la soluzione maggioritaria nei Cantoni, è la più semplice, è la più equa, è la più trasparente. Pertanto firmate e rispedite l’iniziativa popolare “Basta privilegi ai consiglieri di Stato!”.

Raoul Ghisletta, granconsigliere PS