Lugano Airport: qualche notizia incoraggiante. Ma occorre un piano strategico!

di Tiziano Galeazzi, capogruppo UDC in Consiglio comunale

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L’on. Galeazzi, di cui ricordiamo le posizioni fortemente critiche sulla gestione e le prospettive di Lugano Airport, manifesta qui un cauto ottimismo.

Noi rimaniamo perplessi, perché ciò che vediamo è un aeroporto quasi inattivo e una mano pubblica che ripiana, all’infinito, i deficit. Questo si può fare, sia chiaro, finché resta un franco in cassa, ma difficilmente può essee considerato un successo.

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Finalmente qualche notizia incoraggiante dall’aeroporto di Lugano. Oltre al forse interesse regionale da parte di Berna, sembra che ci sia in dirittura d’arrivo anche il masterplan sull’aeroporto.Non vogliamo però che si dimentichi quanto fu richiesto da buona parte del Consiglio Comunale in una delle ultime sedute dedicate agli hangar e al dossier aeroportuale. Oltre a un masterplan finanziario, riguardante la ricapitalizzazione, si parlò anche di un piano strategico di rilancio, questo indirizzato principalmente allo sviluppo della parte aereo-commerciale e privata. (general aviation) Cosi come tutto il comparto a terra indispensabile.

Elementi fondamentali per poter valutare l’intero progetto nel suo complesso. Sicuramente prima arriverà meglio sarà per le attività aviatorie di Lugano-Agno e per la valutazione generale all’interno della politica luganese, chiamata poi a prendere delle decisioni delicate per il futuro o meno dell’aeroporto.

Nell’attesa del masterplan, il gruppo UDC in Consiglio comunale, auspica di ricevere anche le risposte all’interrogazione del 10 ottobre 2017 con 101 domande, molte delle quali oltre ad essere tecniche (preparate da sei esperti interpellati a suo tempo) andavano proprio nella direzione del piano strategico e nel rilancio dello scalo.

Se vogliamo rilanciare questa infrastruttura strategica per la città, la regione e il cantone, dobbiamo farlo al più presto o rischiamo di chiudere e mettere la chiave sotto lo zerbino. Cosa che di certo non vorremmo nemmeno immaginare.