“Sono ancora su una nuvola ma mi riprenderò”. La scrivania ormai vuota di Paolo Beltraminelli

(11 aprile mattina) A Bellinzona in questo momento si svolge la solenne cerimonia d’insediamento del nuovo Consiglio di Stato. È forse il momento più difficile per me. Ho salutato e ringraziato i collaboratori dopo otto anni d’intenso lavoro e lascio pronto l’ufficio al mio successore che verrà deciso oggi pomeriggio.

La porta del Consiglio di Stato per me si è chiusa definitivamente, se ne apriranno altre. Auguro buon lavoro e buona legislatura al nuovo presidente Christian Vitta, a Norman Gobbi, Manuele Bertoli, Claudio Zali e Raffaele De Rosa.

 

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Paolo Beltramibelli non nasconde mai il cuore, intendo il pathos, l’emotività. Non è un “duro” e non ama mostrarsi in tal guisa. E non dice, facendo spallucce “chi se ne importa?”. Il colpo è stato duro per lui, e ce lo confessa.

Inaspettato? Questo non so.

Certo, è ben difficile ricordare una campagna elettorale in cui la gente comprendesse di meno ciò che stava succedendo. Non saprei indicare una sola persona (di mia diretta conoscenza) che ne avesse un’idea minimamente corretta.

Abbiamo vissuto per settimane nell’illusione. Abbiamo vissuto (anche noi) nelle nuvole.