La memoria non ferrea di Raffaele De Rosa

(dal Caffè odierno)  “No, non ricordo se ho firmato l’iniziativa del Cardiocentro”. Raffaele De Rosa, neo consigliere di Stato ppd alla testa del Dipartimento della sanità e della socialità (Dss), al Caffè dice proprio così. Senza alcun imbarazzo: “Non ricordo se ho firmato o meno. Ma che problema c’è – aggiunge candidamente -!?. C’è un prima e un dopo. Prima della mia candidatura e dopo. Dopo cioè la mia elezione in governo e la decisione di assegnare a me il Dss. Quand’anche avessi firmato l’iniziativa del Cardiocentro… non ci sarebbe alcun problema. Oggi io sono un ministro superpartes”.

Il neo ministro della Sanità cerca di spazzare via così, con poche parole, le polemiche che a distanza di neanche una settimana dalla sua elezione, lo stanno travolgendo.”

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A questo punto il nostro suggerimento è molto semplice. Si vada a vedere. Se ha firmato, la sua firma su qualche foglio ci sarà. Il “non ricordo” è imbarazzante (anche se può avere un significato simbolico).

Dopo il “Falò” di giovedì scorso, il Cardiocentro – che rimane forte – è un po’ più in difficoltà. Se la RSI (che, non dimentichiamolo, con un Falò ha distrutto il Beltra) scende in campo, per l’EOC può essere l’arma decisiva.

Non ha torto l’avvocato Giovanni Jelmini nel dire: “Il filmato-inchiesta è stato impostato contro il Cardiocentro”. Molto abilmente, però, la brava Alessandra Maffioli, all’inizio, ha messo un po’ sotto pressione il “produttore di SMS” Sanvido, al fine di generare un’impressione di imparzialità (in realtà fasulla).

Dopo una campagna spettacolare e stra-vincente la nuova stella del governo non sta partendo benissimo.

Un successo fulminante ti manda in cielo su una nuvola (de) Rosa, ma c’è un sacco di gente che mugugna e storce il naso. La politica è fatta così. Alcuni l’amano, e per essa sono disposti a lottare e a soffrire. Altri non l’amano, e se ne tengono lontani. Magari la osservano, con curiosità.

NOTA. “Lo stanno travolgendo. Sì, un certo pathos giornalistico non guasta… ma (per il momento) non esageriamo.