La scomoda Croce di Xhixha. Riccardo Braglia dice al Corriere: “ci sono state pressioni”

E aggiunge perentorio: “La Croce rimanga dov’è”

Il portale Ticinolibero (redattrice Paola Bernasconi) sta fornendo un’eccellente copertura della vicenda. Citiamo alcune dichiarazioni del Sindaco al sito.

BORRADORI  “Paradossalmente la polemica è arrivata quando la croce ormai è pronta per essere spostata. Il tutto avverrà martedì ed era già deciso in precedenza, ho qui le decisioni del Municipio che lo attestano. Più o meno un mese fa avevamo detto che subito dopo Pasqua sarebbe stata messa davanti alla Cattedrale”.

“Capisco che vogliano (il MASI, ndR) mantenere un’identità chiara, senza avere confusione, e alla luce del successo del LAC è giustificato. Ma è sempre stato chiarissimo che Xhixha non era un’emanazione del LAC o del MASI, visto che in questi giorni se ne è parlato tanto diventa ancora più chiaro come le due cose siano separate”.

“Non ci hanno mai scritto”.  A proposito delle asserite pressioni (del MASI sull’Esecutivo). “Ci sono stati dei mormorii, non posso negarli, magari nemmeno dal MASI ma da altre persone che ruotano attorno ad esso. A loro la croce non piaceva, solo quella scultura. Mi sento di dirle che non è arrivata nessuna protesta in Municipio”.

* * *

Foto Ticinolive, scattata a Milano

Fin qui il Sindaco. Stamani dalle pagine del Corriere Riccardo Braglia afferma:  1) ci sono state delle pressioni (che si possono anche chiamare “mormorii”, la lingua italiana offre numerose possibilità; ma, a questo punto, di chi?);  2) oggi (ieri, ndR) chiederò ufficialmente al Municipio che la Croce venga lasciata dov’è.

È l’inizio di un “braccio di ferro”? I giornalisti (tutti!) ardentemente lo sperano. Martedì (23 aprile) – ha detto Borradori – la croce verrà spostata. Mancano 5 giorni.

* * *

Il giornalista può esprimere un’opinione? Non è indispensabile… ma non è neanche vietato. In base al nostro “feeling” formuliamo le seguenti ipotesi.

Dopo aver escluso il movente anti-religioso (insostenibile), pensiamo che la mostra della Fondazione Braglia fosse vista dal MASI come una poco gradita “interferenza privata” nella politica culturale del MASI stesso, che possiede una rilevante veste ufficiale in Città. 

Il dottor Bezzola non ha scritto al Municipio, questo è chiaro. Ma non ci sono solo le lettere raccomandate scritte su carta intestata. E non c’è solo il dottor Bezzola. Anche se non ci sono notizie ufficiali, sembra che il Municipio abbia votato (Red.: no, non c’è stato un voto formale, ma una serie di discussioni) sul tema. Ma su che cosa, esattamente? Sull’accettazione della Croce tra lo opere in mostra? O sullo spostamento? Dunque su una “non richiesta” o “non richiesta ufficiale”?

“Paradossalmente la polemica è arrivata solo adesso” dice il Sindaco. Ma sa benissimo – nessuno meglio di lui potrebbe saperlo – che c’è stata una fase di “incubazione” durata varie settimane.

Questa è la mia interpretazione, fondata su scarsi elementi. Avrò indovinato?