Il progetto “Eccehomo” e la mostra milanese di Antonello da Messina

di Cristina T. Chiochia

Ci sono capolavori ed eventi che, in tutto il mondo hanno risonanza non solo per la loro struttura, ma anche per i contenuti che propongono. Una mostra sicuramente interessante a livello europeo è quella realizzata per Palazzo Reale di Milano su “Antonello da Messina” e che sarà possibile ammirare sino al 2 Giugno 2019.

Un evento incredibile,che dalla sua inaugurazione alla fine di Febbraio, sta riscuotendo un notevole successo di pubblico ma, cosa ancora più importante, di critica. Una mostra storica la cui realizzazione è stata possibile grazie a molti attori differenti fra cui Regione Siciliana, Comune di Milano, settore cultura, Palazzo Reale e Mondomostre Skira curata da Giovanni Carlo Villa. Ben 19 le opere dell’artista (su 35 che ne conta la sua autografia come recita il comunicato stampa).

E se è facile perdersi nell bellezza del San Girolamo nello studio dalla National Gallery di Londra o il Ritratto di Giovane dal Philadelphia Museum of Art, è bellissimo incantarsi davanti ad opere che hanno una storia importante per l’italia, come il Ritratto proveniente dalla Pinacoteca Malaspina di Pavia e che venne trafugato nel 1970 e recuperato solo sette anni dopo, oppure lo splendido Ecce Homo del Collegio degli Alberoni di Piacenza. Ed è su questo quadro che è interessante soffermarsi, non solo perchè vicini alle ricorrenze Pasquali, ma perchè protagonista di uno studio che sottolinea quell’eccellenza italiana che spesso, anche gli italiani spessi ignorano.

Si. Perchè accanto alla bella mostra italiana, si è realizzato e presentato su questo dipinto anche il progetto “Eccehomo”, riguardante una serie di analisi non distruttive condotte sul quadro, che è tuttora possibile ammirare nelle sale milanesi durante la mostra.

Strumenti e tecnologie di avanguardia che portano ad una conoscenza sempre maggiore su dipinti di grande pregio e valore artistico, come appunto l’Ecce Homo di Antonello da Messina. Approfondimenti di sequenze pittoriche, analisi con letture IR ad infrarosso dell’opera, visualizzazioni degli stati conservativi del supporto ligneo e della dislocazione delle gallerie da insetti xilofagi.

Un team di esperti italiani che hanno coinvolto specialisti in una analisi grazie al programma di accesso E RIHS.it ovvero european research infrastructure for heritage scienze. Grazie alla possibilità di richiedere indagini conoscitive gratuite grazie ad uno specifico finanziamento del MIUR italiano, sulla bellissima opera di Antonello da Messina in Mostra a Milano, il CNR IFAC di Firenze, INFN CHnet di Bologna e INFN CHNet di Firenze hanno collaborato offrendo una sintesi straordinaria.

Un vero “pool” al servizio dell’arte che grazie al CNR ISTI di Pisa, hanno potuto anche portare alla completa digitalizzazione dell’opera in 3D. Una Italia che investe cosi nel suo patrimonio, attraverso reti e buone pratiche, sicuramente da segnalare.

Un team di specialisti multidisciplinari che grazie a tutto il “nodo italiano” di E RIHS.it, ha generato un lavoro eccellente di grafica tridimensionale che, sovrapposta al dipinto è stata utile come base di confronto per il confronto periodico dell’ Ecce Homo di PIacenza.

In modo particolare, da segnalare la mappatura sullo spazio 3D e 2D della digitalizzazione dell’opera ,a cura del CNR ISTI di Pisa, dove coadiuvare, conservare, restaurare e monitorare un’ opera diventa funzionale all’approfondimento virtuale ma anche conoscitivo per i fruitori delle mostre e delle opere.
Il dipinto, del Collegio Alberoni della città italiana di Piacenza, grazie a questo programma di accesso e-rihs.it , apre le porte ad un nuovo modo di intendere i capolavori, come appunto l’Ecce Homo di Antonello da Messina e chissà, far apprezzare l’eccellenza italiana sempre presente a livello nazionale ed internazionale, ma di cui si parla così poco.