Croce sì, croce no. Riflessione su un breve braccio di ferro

La Croce rimane. La decisione del Municipio di Lugano è stata presa e comunicata ieri. La domanda che si sono fatti un po’ tutti è: il MASI si era effettivamente opposto? Prendiamo lo spunto da una citazione dal Corriere del Ticino (ierip) per una breve riflessione.

“Chiusa la querelle, la domanda che in molti si pongono è questa: il Museo ha espresso o no una contrarietà al fatto che la scultura venisse posata in quel luogo? Le informazioni da noi raccolte a microfoni spenti e le dichiarazioni pubbliche di Marco Borradori, Riccardo Braglia, Roberto Badaracco, Lorenzo Quadri e del capo della Divisione della cultura della Città Luigi Di Corato ci dicono che sì, in qualche modo quella contrarietà è stata espressa. Significativa una frase di Badaracco nella conferenza stampa di ieri: «Non siamo noi ad aver cambiato idea». Non il Municipio, insomma, o almeno non solo il Municipio.”

In sostanza il contrasto c’è stato, con un tira-molla sotterraneo di cui il pubblico era totalmente ignaro. Poi il botto e, rapidamente, la soluzione (scoppio della pace). Il “partito della Croce” ha vinto, ma come ha vinto?

Semplicemente portando il contrasto allo scoperto, svelandolo al pubblico mediante due prese di posizione politiche, una dell’UDC, l’altra del PPD. Chi ha agito, concretamente? Non lo sappiamo. Come tutti, abbiamo ricevuto i comunicati e li abbiamo pubblicati.

A questo punto le cose si sono messe rapidamente a correre e, se ancora mercoledì il Sindaco dichiarava “la croce di Xhixha partirà martedì 23 per la cattedrale di san Lorenzo”, già il giovedì mattina il municipio, questa volta unanime, tornava sui suoi passi. Bisogna aggiungere che un comunicato ufficiale del MASI aveva dichiarato la non opposizione dell’ente. Se anche ci fosse stata, veniva tolta; ma se non c’era stata, come poteva essere tolta?

Un lieto fine per un piccolo scontro, che è inopportuno drammatizzare. Ma un motivo di riflessione per tutti.

E una meritata lode per Riccardo Braglia, la cui Fondazione ha regalato alla Città un bell’evento d’arte. Tutti dicono con enfasi – anche il LAC perbacco – “i privati i privati i privati”, cui spetta il compito di aiutare validamente il settore pubblico. Eccoli qua i privati, non vanno bene?