Lyra McKee giornalista attivista LGTB vittima degli scontri riaccesi in Irlanda del Nord

Irlanda del Nord, “una pace apparente”. Così l’aveva chiamata Lyra McKee, giornalista 29enne, uccisa da una pallottola vagante a Londonderry, partita da un dissidente repubblicano. “Qui, stanotte, è la follia totale” aveva tweettato un ultimo, fatale messaggio.

Poi a Fanad Drive, nel quartiere di Creggan, una pallottola l’ha raggiunta alla testa. Si è accasciata di fianco alla sua collega, Leona O’Neill, sconvolta. In attesa dell’ambulanza, una land Rover della polizia l’ha portata in ospedale, dove purtroppo è morta.

In quella terribile notte, anniversario del “Venerdì Santo” del 1998, quando si firmarono gli accordi tra l’Irlanda del Nord e l’Irlanda, la polizia aveva Creggan, quartiere ultra repubblicano vicino a Bogside, il luogo del Bloody Sundaydel 1972. I dissidenti repubblcani, cattolici che rifiutano gli accordi del 1998 e vorrebbero un’Irlanda unita, comprensiva anche di quella parte del Nord, più fedele alla Corona, sono stati così perquisiti. Ma non hanno accettato l’ingresso della polizia nelle loro case, così un uomo mascherato, come raccontano i testimoni, o, forse, più uomini, ha iniziato a sparare. Una pallottola ha colpito la giovane reporter 29enne.

La giovane aveva una carriera promettente: aveva iniziato sin da giovanissima a scrivere, e Forbes l’aveva inserita tra i 30 giovani giornalisti britannici più appassionati. Da The Atlantic a Buzzfeed, a già più libri pubblicati, come Angel with blue faces su un cold case avvenuto nei Troubles degli anni ’70. Definiva la questione irlandese “la bella tragedia”, mentre lei stessa veniva definita la “nuova stella del giornalismo investigativo”.

Sarah Canning e Lyra McKee insieme

Lesbica dichiarata, era uscita al mondo grazie a un articolo online scritto “a me stessa 14enne”, raccontando i propri dubbi interiori per l’essere “diversa”. Fidanzata con Sarah Canning, aveva risposto a coloro che le avevano chiamate “pervertite” di “vivere l’amore con gioia e spensieratezza, di qualunque orientamento sessuale sia”.

E Sarah oggi piange “l’amore della sua vita”.

La vittima dell’emergente tragedia riaffiorata tra Irlanda (cattolica, conservatrice, separatista) e Irlanda del Nord, è un’irlandese del nord, lesbica, attivista LGTB, anti separatista. Che sia una vittima sacrificale casuale? Non lo sapremo mai.