Gli azionisti di UBS respingono il discarico dei dirigenti per mantenere il diritto di un’azione legale

 

Gli azionisti di UBS Group AG non hanno approvato la gestione amministrativa della direzione e del consiglio di amministrazione per l’esercizio 2018 a causa di una sanzione ricevuta a febbraio da 5 miliardi di dollari per aver aiutato clienti francesi a sottrarsi al fisco.

Alla riunione annuale che si è tenuta ieri a Basilea, oltre il 41% degli azionisti ha votato contro la proposta di mettere al riparo dalla responsabilità legale i top manager della banca svizzera. Il 17% si è astenuto. Questo significa che i massimi dirigenti rimangono esposti ad una potenziale causa legale e che gli azionisti si riservano il diritto di agire, dopo che un tribunale francese ha dichiarato la banca colpevole di sollecitare illegalmente clienti ultra ricchi a riciclare i proventi dell’evasione fiscale. Una decisione che si aggiunge alle forti critiche espresse recentemente sull’amministratore delegato Sergio Ermotti per la sua strategia.

L’Institutional Shareholder Services, società americana che fornisce servizi di consulenza sui voti degli azionisti, aveva invitato prima della riunione annuale gli azionisti investitori della banca a rifiutare la richiesta di liberare amministratori e dirigenti dalle responsabilità di gestione.

Un processo comunque che, dopo il mancato tentativo di accordo extragiudiziale che molti azionisti avrebbero gradito pagando una sanzione minore, potrebbe richiedere anni. I vertici della banca sono certi invece di convincere i giudici di secondo grado, ma anche se il verdetto francese potrebbe essere annullato in appello, rimane il fatto che la banca è stata condannata per illecito penale e ha subito di conseguenza penalità che sono di serio interesse per l’immagine gli azionisti, messi fortemente a disagio.

L’ultima volta era capitato nel 2010, quando l’istituto bancario aveva accumulato ingenti perdite durante la crisi finanziaria legate ai mutui subprime (mutui concessi a soggetti considerati ad alto rischio).

Si dice che gli stipendi alti spingano i dipendenti a fare soltanto gli interessi di un’azienda. Un 20% degli azionisti però ha votato contro lelevata retribuzione del presidente e dell’amministratore delegato. Non è certo facile digerire il fatto che i loro due stipendi messi insieme corrispondono a quanto pagare circa 300 impiegati svizzeri.

Settimane difficili dunque queste per UBS. Anche se Ermotti si è presentato ottimista alla riunione degli azionisti, sottolineando l’aumento del 16% del reddito netto e il rendimento del capitale primario del 13.1% rispetto all’anno precedente.

La scorsa settimana però, UBS ha registrato un calo del 64% nel profitto del primo trimestre,settore investimenti, e un calo del 21% degli utili nella sua gestione patrimoniale. Questi ultimi risultati hanno lasciato il segno sul voto di ieri.

“La nostra strategia funziona in tempi migliori e in quelli peggiori”, ha detto Ermotti nel suo discorsoagli azionisti, sottolineando la visione più ampia che bisogna avere su prestazioni sostenibili a lungo termine. Negli ultimi 5 anni UBS ha raggiunto circa 19 miliardi di dollari di profitti, 9 miliardi di capitale aggiunto e quasi 6 miliardi (nota negativa) spesi per trattare la chiusura di cause legali del passato. E questo senza chiedere agli azionisti capitale fresco come invece è successo due volte al rivale svizzero Credit Suisse negli ultimi tre anni.