Legge sulle armi. “Nel Ticino prevarrà il NO con almeno il 60%” – Intervista a Fabio Schnellmann, deputato PLR

Son tempi grami e non è facile intervistare la gente. Alcuni si negano per motivi che non vengono espressi apertamente. Ciò non è drammatico: dopo tutto, si possono sempre indovinare.

Ma non è stato difficile con Fabio Schnellmann, granconsigliere PLR, che veramente ci crede e non ha paura di esporsi. La sua schiettezza fa onore a lui e al suo partito.

Un’intervista di Francesco De Maria (che sarebbe felice di intervistare anche una voce del Sì).

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Francesco De Maria  Perché è politicamente corretto votare Sì mentre è più giusto votare No?

Fabio Schnellmann  Politicamente corretto perché il nostro Governo Federale invita ad accettare il puntuale decreto ma è assolutamente importante votare no per salvaguardare le nostre tradizioni. Inoltre a piccoli passi ci si vuole fare avvicinare sempre più a questa UE.

L’imposizione dell’UE dà un grande fastidio, è chiaro. Al di là di questo, che cosa nel testo in votazione è inefficace, sbagliato, inaccettabile?

L’art. 17 della direttiva UE consente ogni 5 anni di adottare nuovi inasprimenti. Quindi questo sarebbe un primo tassello di altre rigide misure che certamente ci verranno imposte. Meglio quindi bloccare sul nascere simili imposizioni.

Il testo proposto è frutto di un negoziato tra Svizzera e UE. Come sono state condotte le trattative, e da chi?

Più che una trattativa si tratta di un’imposizione di UE con la minaccia, o meglio dire con un ricatto, che in caso di rifiuto cesserà automaticamente l’accordo Schengen-Dublino.

Il Consiglio federale aveva fatto delle promesse, che non sono state poi mantenute?

Vero che inizialmente il Consiglio Federal aveva garantito che non ci sarebbero stati inasprimenti del diritto sul tema delle armi; evidentemente non è andata così…

Perché, e in quale misura, le normali attività dei tiratori sportivi saranno impedite? E quanto ai cacciatori? E ai collezionisti?

Per tutte queste categorie diventa tutto più complicato. Dovranno infatti segnalare tutte le loro armi, farle registrare con costi supplementari e ne va a limitare la libertà senza alcun concreto motivo.

Il Consiglio federale teme una vittoria del No, che assumerebbe fatalmente l’aspetto di un No all’Unione europea. Che cosa rischia concretamente la Svizzera qualora fosse decisa a conservare la sua legge delle armi? La cacciata da Schengen?

Questa minaccia non sarà mai concretizzata. Avantutto altre Nazioni, Croazia, Gran Bretagna, Irlanda, e altre ancora, non applicano integralmente le norme UE ma non sono state escluse da Schengen. Poi non dimentichiamo il miliardo e 300 milioni di franchi che la Svizzera versa agli stati di Schengen per coesione; non credo che rinuncino a cuor leggero…

Ho letto una presa di posizione di ex procuratori in favore del Sì. Questi ex magistrati non dovrebbero sapere – dall’alto della loro esperienza di “avversari del crimine” – che cosa è meglio per la nostra società?

Alcuni fra i maggiori partiti invitano a votare si; questi ex procuratori accolgono più volentieri le sirene partitiche che non un approfondito esame sul tema. Peccato.

La libertà di voto concessa dal PLR ai suoi aderenti ha destato una certa sorpresa. Come si è giunti a questo? Il comitato cantonale sull’oggetto ha votato? Con quale esito? Chi ha perorato il Sì e chi il No? (intendo le personalità più note)

Si è giunti alla decisione di lasciare libertà di voto a seguito di un voto molto tirato durante l’ultimo Comitato. Evidentemente chi è legato al militare, alle attività venatorie, al tiro sportivo o tutto quanto ruota attorno alle armi rifiuta questa trasposizione nel diritto svizzero.

Si è fatta un’idea delle posizioni all’interno dell’altro partito “borghese”, il PPD ticinese? Finora ha fatto capolino un unico nome di peso…

Direi 2 nomi di peso; Regazzi per il No e Lombardi per il Si. Sono comunque convinto che in Ticino prevarrà il NO con almeno un 60%. (ndI: il senso della domanda era: chi ha messo fuori la testa per il No, ovviamente l’on. Regazzi. Abbiamo quasi l’impressione che Filippo Lombardi ipnotizzi il partito).

Il Gruppo interpartitico a sostegno del No è tuttora alla ricerca di nuovi aderenti? Come è ).organizzato? Come lavora?

Nuovi aderenti sono sempre benvenuti. Cosimo Lupi coordina il gruppo; ci si muove con azioni intese a sensibilizzare la popolazione sul pericolo di un sì adottando e veicolando i citati motivi del no sia fra la gente che sui media.

Sul piano svizzero i sondaggi prevedono una vittoria del Sì. Quali dinamiche potrebbero portare il Ticino a votare No?

In Ticino quando si parla di qualsiasi tema relativo all’UE vi è sempre una giustificata diffidenza. Vero che i sondaggi, sul piano nazionale, danno il sì vincente ma hanno ancora una decina di giorni per stravolgere queste proiezioni.

Esclusiva di Ticinolive