“Offese Maometto, condannata a morte” ma oggi finisce l’incubo di Asia Bibi

Come doveva comparire Asia Bibi in tribunale. Alla sua destra si vede Taseer, che verrà assassinato per averla difesa

Punjab, India, 2009. Asia Bibi è una contadina cristiana di 39 anni, madre di cinque figlie. Asia è addetta alla raccolta delle bacche, quando deve andare a prendere dell’acqua a un pozzo, ma vicino alla fonte alcune donne mussulmane la insultano, vietandole di toccare l’acqua, poiché essendo cristiana sarebbe, a loro dire, impura. La donna discute, s’accende il diverbio. Il 19 giugno le donne mussulmane previa un uomo, Qari Salam, (la legge mussulmana vieta a una donna di avere un ruolo attivo in tribunale) accusano Asia difronte alle autorità di aver offeso il Profeta Maometto. Così, senz’alcuna prova, la contadina viene prelevata, picchiata e rinchiusa in uno stanzino, dove viene stuprata. 

Pochi giorni dopo viene condotta nel carcere di Sheikhupura, in cui resta rinchiusa per un anno e mezzo. L’11 novembre del 2010, il giudice di Nankana Sahib emette la sentenza: Asia è condannata a morte.

Le figlie di Asia Bibi

Per Asia Bibi non esistono attenuanti, l’accusa di blasfemia è gravissima, per la legge mussulmana. La famiglia, che sostiene come Asia, di esser sempre stata perseguitata per il suo credo religioso cristiano, presenta ricorso.

Passa un altro anno, una ONG presenta sostegno alla donna, legale e materiale: le sue condizioni psicofisiche e igieniche sono critiche. Nel frattempo, l’accusatore ammette di aver sporto denuncia pressato dalle organizzazioni fondamentaliste islamiche. Ma nel 2014 l’incubo pare confermato: Asia Bibi viene condannata a morte. La Corte Suprema ha respinto il ricorso. L’avvocato della donna viene minacciato al punto da trovarsi in tribunale una pistola puntata alla tempia.

Bhatti, assassinato dagli islamici

Il governatore del Punjab, Salmaan Taseer, comprende l’innocenza di Asia e l’assurdità per la quale è condannata a morte, si reca a trovarla in carcere e le promette che rivedrà la legge sulla blasfemia. Poco tempo dopo è assassinato da una sua guardia personale a Islamabad. Il figlio del governatore viene poi rapito, affinché l’assassino del padre, un terrorista islamico, venga rilasciato.

Anche Shahbaz Bhatti, ministro per le Minoranze religiose, viene assassinato da estremisti islamici. Asia Bibi scriverà a proposito di lui e di Taseer: «Tutti e due sapevano che stavano rischiando la vita, perché i fanatici religiosi avevano minacciato di ucciderli. Malgrado ciò, questi uomini pieni di virtù e di umanità non hanno rinunciato a battersi per la libertà religiosa, affinché in terra islamica cristiani, e indù possano vivere in pace, mano nella mano.>>

Taseer, assassinato dagli islamici

Manifesto islamico pro uccisione per Asia Bibi

Nel 2010 Antonio Socci denuncia l’indifferenza mondiale nei confronti di un caso tanto grave e Papa Benedetto XVI ne chiede la liberazione.

È solo il 2018 quando l’incubo pare aver fine: improvvisamente la Corte Suprema rilascia Asia Bibi (trecento poliziotti sorveglieranno il carcere) in un clima di massima allerta. Le autorità denunciano che in Pakistan i rilasciati cristiani accusati di blasfemia sono stati tutti assassinati dai mussulmani.

Il 18 novembre del 2018 Asia viene portata a Rawalpindi, da dove prende il volo per l’Europa. Oggi, 8 maggio, Asia Bibi ha ottenuto il visto per il Canada, dove vivrà protetta, con l’avvocato, il marito e le figlie. E’ stata in carcere per 10 anni, per una calunnia, di blasfemia verso Maometto.