Sul siparietto di Savoia si scatenano le femministe. L’Apocalisse in un bicchier d’acqua

PENSIERO DEL GIORNO  Di questo caso penso… tutto il male possibile (scherzo). La réclame per Casolini è stata eccezionale. Io non sapevo (colpa mia, non avevo studiato) che Casolini esistesse, lui e il suo famoso programma: ora so tutto e lo saprò per sempre. Sull’ “incidente” di sabato 11, si sono aperte le cataratte dell’indignazione, in una tipica “escalation” isterica, potenziata a mille dai terribili social. Sinistra e Verdi (questi hanno un secondo colore) sono andati fulmineamente all’attacco, deplorando, accusando,stracciandosi clamorosamente le vesti, nella speranza di un facile guadagno politico.

Il programma era di basso livello ma la “colpa”, ai miei occhi, minima. Ad altri occhi: enorme, vergognosa, inescusabile. Il siparietto con le vallette in tutina era abbastanza idiota, ma le ragazze non sono state offese, e la donna come simbolo neppure. Trovo ridicole le scuse di Pedrazzini e non dovute quelle cui è stato costretto il povero Casolini.

Parliamo piuttosto di SAVOIA, che – con ogni evidenza – ha ideato il pateracchio e che il Consiglio del pubblico nel suo intervento diluviale e pedante neppure cita.

Termino con una mini-esibizione di “benaltrismo”. Il problema della RSI (e, ancor più, nostro) non è questa sottospecie di sceneggiata napoletana ma l’incessante manipolazione dell’informazione politica.

Francesco De Maria (dal Mattino)