Il futuro del macello e dei molinari. “Le autorità cittadine hanno finalmente mostrato coraggio” – Intervista ad Alain Bühler

Al socialista Sergio Roic, che ha molto abilmente perorato la causa degli autogestiti, fa seguito Alain Bühler, consigliere comunale UDC, che suona una musica di tutt’altro genere. Una gran simpatia per le doti artistiche, “alternative” e ribelli dei molinari Bühler non l’ha. Lui esige legalità e ordine, e ovviamente la riconsegna del Macello, debitamente ristrutturato, ai cittadini di Lugano. Bühler sa che – anche se oggi le premesse sono buone – la battaglia non è affatto vinta. “Non dire gatto se non l’hai nel sacco!” esclama

La “guerra del Macello” avrà un ruolo nella campagna per le elezioni comunali 2020? La domanda è mia ed è assolutamente lecita. Bühler non ha dubbi in proposito, e io meno di lui. Allo stesso modo penso che l’aeroporto costituirà un tema cruciale e lacerante.

Per finire, mi ha colpito un’affermazione di Bühler, così forte e perentoria: “non vi sarà nuovamente una maggioranza relativa liberale in Municipio a Lugano. Non a questo giro”. Ora, io faccio l’intervistatore, volo basso e non mi pronuncio. Al presidente del PLR luganese il compito di smentire il consigliere comunale UDC !

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  Dopo il chiaro voto del Consiglio comunali molti dicono: è fatta. Ma io non sono così convinto…

Alain Bühler  In questi casi si usa dire: “mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Il Legislativo comunale, con il voto del 13 maggio scorso, ha semplicemente tracciato un percorso che porterà ad avere la struttura dell’ex Macello ristrutturata e nuovamente a disposizione della cittadinanza. Il progetto, per ovvi motivi di spazio, non comprende la permanenza degli autogestiti. Da qui in avanti sono molteplici le tappe prima di giungere alla conclusione del progetto, e gli intoppi si possono nascondere dietro ogni angolo. Quindi, no, non è ancora fatta.

Perché i Molinari devono andarsene?

Innanzitutto, perché a 31 anni dalla sua chiusura c’è finalmente un progetto atto a ridare lustro all’intera pregiata struttura dell’ex Macello. Un progetto che rivitalizzerà tutto il quartiere in cui è situato. A ciò va aggiunto la difficile convivenza con gli ex molinari negli ultimi 16 anni. Una convivenza costellata da una lunga lista di azioni illecite perpetrate sul territorio cittadino e un atteggiamento arrogante, irrispettoso e per nulla collaborativo nei confronti delle Autorità. Diciamo che di motivi per mandarli via non ne mancano di certo.

Le forze politiche maggioritarie hanno paura dei molinari?

Assolutamente no, tutt’altro, con il licenziamento del messaggio e il voto in Consiglio comunale le Autorità cittadine hanno finalmente mostrato coraggio. Quel coraggio che è mancato nelle legislature passate e che ha permesso che una situazione “provvisoria” s’incancrenisse per sedici lunghi anni.

Coloro che privilegiano il concetto di legalità sono  legati a un’idea vecchia e superata di società, sono in qualche modo colpevoli di incomprensione?

Non sono propriamente in là con gli anni ma ringrazio, comunque, iddio che vi siano ancora delle regole sulle quali possa reggersi la nostra società e grazie alle quali non finiamo in balia dell’anarchia. Senza un quadro legale solido ci sarebbe solo il caos. Non basta il buon senso a rendere “civile” una società. Per quanto riguarda la ventilata incomprensione, sì lo ammetto, non comprendo come loro possano arrogarsi il “diritto” di commettere atti illeciti in Città in nome dell’autogestione e di ergersi al di sopra delle leggi. Che cosa li differenzia dal resto della cittadinanza ligia al rispetto del quadro legale?

Quando Re Giorgio e il Nano, che insieme reggevano la Città, offrirono il Macello agli autogestiti, commisero un errore fatale? Se sì, come si può riparare?

Fecero una scelta e trovarono una soluzione di comodo per interrompere la spirale delle manifestazioni di piazza. All’atteggiamento aggressivo degli ex molinari hanno praticamente risposto con l’asservimento, spinti dalla paura che l’atteggiamento dei manifestanti degenerasse in violenza e vandalismi. Questo è stato l’errore fatale. A causa delle loro scelte, oggi ci ritroviamo tra le mani una convenzione da loro sottoscritta e tuttora valida che, purtroppo, siamo chiamati a dover rispettare. La buona notizia è che la Città di Lugano non deve farsi carico da sola di trovare una via d’uscita. Il Cantone, in primis, con la collaborazione della Città di Lugano e dei Comuni della regione, è chiamato a trovare una soluzione definitiva. Una soluzione che non necessariamente deve contemplare la permanenza degli ex molinari in Città.

I difensori tradizionali dei molinari sono i socialisti e, in genere, le forze di sinistra, anche i verdi. In corso d’opera potrebbero sbucare altri sostenitori?

Abbiamo già visto che ci sono esponenti dell’ala radicale del PLR e del PPD che si sono schierati dalla parte degli ex molinari. Non mi meraviglierei se, col tempo, ne spuntassero altri. Posso assicurare però che dall’UDC non si ergeranno voci in difesa degli autogestiti.

E Giorgio Giudici dispensa inviti alla prudenza…

Ho una grande stima nei confronti dell’ex Sindaco Giorgio Giudici, per aver reso Grande la nostra Lugano, ma sulla questione dell’ex Macello la vediamo in modo completamente differente. Come ho già detto, quello che lui chiama “buon senso” in realtà è pura e semplice paura. Paura delle conseguenze di eventuali manifestazioni di piazza da parte degli ex molinari e di come esse possano degenerare. Reputo che sia giunto il momento di smettere di aver timore e di affrontare questa tema una volta per tutte.

I molinari hanno il “diritto” di essere considerati controparte in una trattativa con l’autorità politica? O si tratta di arroganza?

Loro sono chiamati a nominare i loro rappresentanti all’interno del gruppo di lavoro che dovrà trovare una soluzione cantonale definitiva al tema dell’autogestione. Se i membri del CSOA non proporranno nessuno, sono solo affari loro e ne subiranno semplicemente le scelte.

Quali dinamiche potrebbe generare il “caso Macello” nel corso della campagna per le Comunali 2020 ? Nella competizione per la maggioranza in municipio o addirittura per il Sindacato? Le ricordo che il presidente PLR Guido Tognola ha dichiarato “o riconquistiamo il primato a Lugano, oppure me ne vado”.

Il Signor Tognola può tranquillamente portarsi avanti con la preparazione dei bagagli. Ex Macello o meno, non vi sarà nuovamente una maggioranza relativa liberale in Municipio a Lugano. Non a questo giro. Mentre l’ex Macello, e tutto ciò che gli ruota attorno, sarà sicuramente una tematica di rilievo durante la prossima campagna elettorale anche perché resta un tema sentito dalla maggioranza della popolazione luganese. Non sono infatti pochi i cittadini che tutt’oggi non digeriscono la “tolleranza” delle Autorità cantonali e comunali rispetto ai comportamenti illeciti degli autogestiti.

Quale immagine si fa dei molinari? Della loro vita, delle loro abitudini, delle loro (eventuali) trasgressioni, delle loro doti? Le loro attività possono rivestire una valenza artistica o sociale (in forme alternative)?

Se la cronaca degli ultimi 16 anni avesse riportato soltanto le attività artistiche e culturali che hanno avuto luogo all’interno dell’ex Macello, oggi non saremmo sicuramente giunti a questo punto. Invece, danneggiamenti, vandalismi, manifestazioni illegali e aggressioni alle nostre forze dell’ordine hanno costellato questo lungo periodo di convivenza. Le loro abitudini, per contro, non mi interessano.

Il progetto del Municipio e del Consiglio comunale è realmente valido? O è solo un pretesto per (tentare di) cacciare i molinari dal macello?

Non so come si possano definire 26 milioni di Franchi: un pretesto. Mi pare un tantino costosa come tattica. Il progetto, a distanza di 31 anni dalla cessazione delle attività presso il Macello e la seguente chiusura, è reale e molto valido. Un progetto che darà finalmente una svolta all’attuale decadenza della struttura e all’area cittadina che la circonda. Vi saranno spazi per studenti e giovani professionisti, un ostello della gioventù e spazi modulabili che potranno esser messi a disposizione delle associazioni cittadine e dei cittadini.

Non potrebbe instaurarsi (come suggeriscono alcuni) una “convivenza”, che lasciasse gli autogestiti lì dove sono?

Gli ex molinari occupano praticamente il 50% della struttura e sino ad oggi non si sono dimostrati propriamente aperti e disponibili alla collaborazione. Direi che non vi sono i presupposti per una convivenza all’interno del futuro ex Macello.

Avvenimento recentissimo. Alla Reitschule di Berna sono scoppiati gravi incidenti, con vandalismi e feriti. Pare che i bernesi per 5 volte abbiano votato contro lo sgombero. Una forma di masochismo? Che cosa possono dare alla città (la nostra capitale!) questi facinorosi?

Berna è la palese dimostrazione che nemmeno la benevolenza della popolazione riesce a far desistere questi gruppi di estrema sinistra dal commettere atti violenti contro cose e persone.

Concludiamo l’intervista in bellezza. La invito a rivolgere un messaggio – di pace o di guerra – ai suoi “avversari”, i molinari!

Il Municipio, invece di appellarsi a una sfilza di motivi per rescindere la convenzione in vigore, ha ancora deciso di concedere una possibilità alle trattative per una soluzione definitiva per la vostra autogestione altrove. Non la getterei alle ortiche per chissà quali patemi rivoluzionari.

Esclusiva di Ticinolive