Arresti domiciliari per Ivan Golunov, il giornalista investigativo russo arrestato con l’accusa di spaccio

Il 36enne reporter investigativo della testata giornalistica indipendente online Meduza, Ivan Golunov, è stato arrestato il 6 giugno scorso con la controversia accusa di detenzione e traffico di stupefacenti. Un crimine che in Russia comporta una pena di reclusione compresa tra 10 e 20 anni.

La polizia afferma che nel suo zaino sono stati trovati 4 grammi di mefedrone, una droga sintetica, e oltre 5 grammi di cocaina in un appartamento che presumibilmente il giornalista aveva affittato a Mosca. Ma Golunov ha respinto l’accusa affermando di non avere alcun rapporto con le droghe e di non averle mai usate.

Dopo esser stato picchiato gravemente dalla polizia con pugni e calci sulla testa e sul petto durante la detenzione per aver rifiutato di firmare una confessione prima di avere accesso a un avvocato, Golunov è stato trasferito in un ospedale di Mosca dove i medici, pur riscontrando una sofferenza per costole rotte con commozione cerebrale e un ematoma, hanno trovato la sua salute sostanzialmente soddisfacente decidendo di non ricoverarlo.

La polizia ha anche cercato di limitare il flusso di informazioni al pubblico sul caso, chiedendo agli avvocati di Golunov di firmare accordi di non divulgazione. I legali hanno rifiutato di firmare il documento. Golunov e i suoi avvocati hanno insistito affinché la polizia prelevasse campioni dalle unghie e dai vestiti per dimostrare che non aveva manipolato alcuna sostanza stupefacente, ma non lo hanno fatto. Hanno anche negato di aver picchiato il giornalista dopo il suo arresto.

Dopo l’esame medico, Golunov è stato portato in un tribunale di Mosca. Durante l’udienza ha negato di essere coinvolto con la droga e ha dichiarato di essere assolutamente disposto ad aiutare gli investigatori. Il tribunale ha emesso una sentenza per concedergli gli arresti domiciliari fino al 7 agosto prossimo con l’accusa di aver tentato di distribuire la droga, respingendo la richiesta degli investigatori di trattenerlo in carcere.

I suoi colleghi e amici sostengono che è probabile che sia stato preso di mira per il lavoro investigativo che stava conducendo sulla corruzione. Ultimamente stava svolgendo delle indagini sui parenti della famiglia di un vicesindaco di Mosca che hanno accumulato una fortuna nel settore immobiliare. Inoltre stava anche facendo ricerche su alcuni prestatori di denaro senza scrupoli che permettono di acquistare appartamenti a Mosca sfrattando i debitori dalle loro residenze e su un’organizzazione criminale guidata dal figlio di un alto funzionario che presumibilmente sta tentando di conquistare “l’industria” funeraria della Russia. Tra i suoi lavori di investigazione recenti anche quello su alcuni piani illeciti per spedire i rifiuti di Mosca in altre regioni.

L’amministratore delegato di Meduza, Galina Timchenko, e il suo redattore capo, Ivan Kolpakov, hanno detto di essere convinti dell’innocenza di Golunov. “Sappiamo che Ivan ha ricevuto minacce negli ultimi mesi e pensiamo di sapere da chi. Meduza seguirà da vicino ogni azione degli investigatori sul caso e renderemo pubbliche tutte le informazioni su chi c’è dietro a tutto questo. Difenderemo il nostro giornalista con tutti i mezzi disponibili”, hanno dichiarato in un comunicato stampa.

La polizia ha diffuso 9 fotografie, affermando di averle scattate nell’appartamento del giornalista, che mostrano quello che sembra un equipaggiamento da laboratorio e sacchi di polvere bianca aperti. Ma soltanto una foto sembra essere stata presa nel suo appartamento di Mosca, ha affermato la redazione di Meduza.

Il quotidiano web Meduza ha sede a Riga in Lettonia. Pubblica spesso articoli molto critici nei confronti del governo russo, e Golunov si è fatto un nome per i sui rapporti sulla corruzione e l’incompetenza del municipio.

L’arresto ha provocato un’ondata di critiche. Attori russi, scrittori, musicisti, giornalisti di varie agenzie di stampa statale e vari amici, in particolar modo da tutto lo spettro politico, hanno postato messaggi di sostegno in favore di Golunov, organizzando un picchetto di centinaia di persone che hanno manifestato contro il suo arresto al di fuori del quartier generale della polizia di Mosca. La dimostrazione di sostegno ha costretto la polizia a radunare i manifestanti e allontanarli dall’edificio trattenendo almeno 15 persone tra giornalisti e scrittori che protestavano. I picchetti individuali sono consentiti senza permesso dalla legge russa, ma la polizia può trattenere comunque i manifestanti in alcune situazioni ritenute pericolose.

Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha ordinato al capo della polizia della città di sorvegliare personalmente il caso del giornalista. Le circostanze della detenzione di Ivan Golunov sembrano discutibili e seguono purtroppo uno schema tristemente familiare.