L’ “espe” di geografia, il docente missionario e l’allieva ribelle

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Ho insegnato al Liceo di Lugano 1 sotto Sadis padre, Speziali, Buffi e Gendotti. Nessuno di loro era socialista. Bertoli era in arrivo (benché io non lo sapessi)… ma prima di lui è arrivata la pensione. Ho vissuto il Liceo rosso (alcuni lo chiamavano così), l’ho visto con i miei occhi (non ho alcun bisogno di farmi raccontare le cose) e alla fine sono giunto a una conclusione, pacata ed equilibrata. Secondo me certi docenti “attivisti” possono essere se non giustificati (questo no) quanto meno capiti. Loro pensano realmente di dover inculcare nei loro discepoli quella che ai loro occhi è la verità. Non già un’opinione “di sinistra” alla quale si possa contrapporre un’opinione “di destra”. Molto di più: la verità. Ciò che è giusto e ciò che è buono. Una mentalità del tutto simile si ritrova tra i giornalisti della RSI. Sono, in un certo senso, dei missionari.

Che Bertoli sia stato rieletto dopo un fallimento tanto cocente può stupire, ma non è colpa mia bensì colpa (merito) dei Socialisti, dei Verdi e di Dick Marty (che ricordo come compagno di classe al ginnasio). Secondo me non c’è niente da sperare, il DECS è nelle mani di Bertoli e dei suoi accoliti. Considerano ingiusto (per non dire oltraggioso) il voto del 23 settembre 2018 (il popolo, fuorviato, non ha capito…) e si rimettonoall’opera imperterriti. Per rispondere alla domanda: il rischio è alto. Forse (dico forse) un capo dipartimento PLR potrebbe migliorare un po’ le cose, ma le velleità del 2019 hanno fatto una ben misera fine. Appuntamento al 2023 per riacchiappare il DECS… se la Lega crollerà!

Francesco De Maria, opinione pubblicata sul Mattino odierno