L’Ex Presidente UEFA Michel Platini è stato arrestato per corruzione

Michel Platini

Francia. Secondo quando riportato dal sito Mediapart e quanto ripreso dal sito del Milano, Michel Platini, ex presidente UEFA è stato arrestato per corruzione, ed ora sarebbe in stato di fermo per quanto riguarda l’assegnazione dei Mondiali di calcio al Qatar per l’edizione 2022.

Michel Platini in tempi migliori

Joseph Blatter

Era stato eletto nel 2007, presidente UEFA sino al 2015, è stato ora bandito dal comitato FIFA.

In custodia cautelare, l’ex presidente UEFA è stato fermato a Parigi, per presunti atti di corruzione nell’assegnazione del torneo al Qatar, secondo quanto deciso da Joseph Blatter, ex presidente FIFA, che diede il LA a inchieste e arresti, conclusi apparentemente con il cambio di ruolo e con l’elezione di Gianni Infantino, ma che durò poiché Platini fu in maniera indiretta coinvolto nello scandalo di aver ricevuto proprio da Blatter pagamenti illeciti pari a 2milioni di franchi svizzeri, nel periodo 1999-2002, pagamenti mai saldati, sino al 2011.

l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani

Blatter aveva per questo avviato il suddetto caso con la sua stessa squalifica di 8 anni, ridotti poi a 4, e con la sostituzione nell’UEFA di Ceferin.

Lo sceicco Hamad bin Jassem

Nel 2016, secondo quanto riportato da Sport Mediaset, era poi partita, dalla Procura francese l’accusa di “corruzione attiva e passiva di persona che non svolge funzione pubblica”: durante un pranzo all’Eliseo, 10 giorni prima dell’assegnazione del torneo al Qatar, al quale erano convenuti Sarkozy, allora presidente dei francesi, la sua consigliera per lo sport Sophie Dion, il segretario generale dell’Eliseo Claude Guéant, Platini stesso e l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani e lo sceicco Hamad bin Jassem, primo ministro e ministro degli esteri degli Emirati Arabi.

Tutti i francesi convocati, assieme a Platini, dall’Ufficio anti corruzione della Polizia giudiziaria francese. Salvi i mediorientali, ovviamente.

Platini già nel 2017 testimoniò che in quel pranzo del 2020 votò per il Qatar, e che “già prima del pranzo” sapeva che avrebbe votato a riguardo, avendolo detto già prima a Sarkozy che a Blatter. Ma la testimonianza non lo ha salvato dall’arresto.