Cornelia Hagmann, una pittrice verso la terza dimensione della scultura – Intervista

Ci siamo incontrati  una prima volta alla “Art on Paper” di John Dupuy. Una seconda volta all’Axion Bank di viale Franscini, in occasione della sua mostra. Per finire sono salito lungo una strada tutta tornanti sino alla sua casa con splendida vista sul Ceresio.

Cornelia Hagmann è zurighese? Ticinese, malcantonese? Internazionale? Tutte queste cose insieme, direi. Usa magistralmente il colore nelle sue opere bidimensionali. Ma da qualche tempo la scultura l’attrae e Cornelia punta all’ampliamento della sua arte verso nuovi traguardi. Ticinolive è lieto di presentarvi questa artista di talento.

Un’intervista di Francesco De Maria.

Francesco De Maria Può riassumere in breve la sua carriera artistica per i lettori di Ticinolive? Quale formazione ha avuto e quali attività ha svolto professionalmente? 

Cornelia Hagmann  La pittura e, più in generale, l’attività artistica sono state sin dall’infanzia una parte importante della mia vita. Le mie opere giovanili venivano scelte per le esposizioni e proposte come esempio ad altre classi dell’istituto. All’età di 10 o 11 anni partecipai a concorsi di pittura vincendo diversi premi. Credo che la capacità di elaborare i colori sia “ancorata” nel mio DNA. Sono autodidatta e dipingo per passione.

Dopo la mia formazione quale stilista, visagista ed estetista durante il mio tempo libero mi sono dedicata sempre più alla pittura, da autodidatta qual ero. Durante parecchi anni ho lavorato per società internazionali attive nel campo della cosmetica, operando nella ricerca come gestore di un dipartimento per prodotti retail per i paesi asiatici. Quando poi mi sono trasferita da Friborgo a Zurigo ho frequentato l’Alta scuola d’arte di quella città , studiando in particolare Tecnica dei materiali con la docente Verena Eigenmann. In tal modo ho potuto approfondire il mio talento di autodidatta, imparando come disegni a carboncino e opere a tempera e colori minerali possano essere realizzati in modo diverso ed innovativo.

Astratto. Vibrazioni di colore

Quali le sue mostre più importanti?

La collettiva all’Esposizione internazionale d’arte di Friborgo 2012; Galerie im Hochhaus 2012; Museo Sergio Maina 2013; personale alla Galleria Milchhütte 2011; Galleria Adler di Gstaad; Axion Bank a Lugano 2017 (Must Gallery).

Quali collaborazioni e progetti le hanno dato le maggiori soddisfazioni?

Cito con piacere e con fierezza: la collaborazione con la gioielleria Gübelin di Lucerna, il Design Innovation Award della Swiss Insurance, la Kunst am Bau Geschäftshaus Zürich Oerlikon, un progetto benefico per Swiss Transplant.

Quali sono le sue tecniche di lavoro, quali materiali usa?

Le mie tecniche molto variate. Lavoro con l’acrilico, l’olio, la tempera e utilizzo materiali come carta, sassi e stoffa.

Marilyn

Quali sono i suoi temi più amati e più frequenti?

La mia fonte primaria e privilegiata di ispirazione è la natura.

Lei dipinge la figura umana?

Certamente. Ho eseguito molti ritratti, accanto a studi di teste e di nudo.

Lei ama i colori e i suoi colori sono affascinanti e meravigliosi. Qual è il suo colore fondamentale?

Il mio colore fondamentale, il più amato, è il verde.

Quale la sua combinazione prediletta di tre colori?

Giallo, blu e rosso. Mescolando questi colori posso creare tutti gli altri.

Perché è attratta, anche, dalla scultura?

È quasi fatale che un artista pittore a un certo punto incominci ad immergersi nella tridimensionalità, per ampliare la sua sensibilità. Da una zolla di terra io amo estrarre, creativamente, una forma.

L’arte dovrebbe essere accessibile a tutti, perciò attualmente mi dedico all’esecuzione di piccole sculture che possano trovar posto anche in una piccola casa. Non tutti hanno giardini o terrazze di grandi dimensioni, adatti a ospitare sculture giganti!

Quali materiali usa: marmo, granito, legno, metallo?

Lavoro con l’argilla, il gesso, il bronzo e il ferro.

Ha mai creato una installazione?

No, finora no. Un giorno chissà.

Nel nostro colloquio preliminare lei ha citato con interesse la scuola di scultura di Peccia. Che cos’è esattamente?

È una “piattaforma” grazie alla quale tutti coloro che si interessano alla scultura hanno la possibilità di apprendere, a fondo, come si realizza un’opera tridimensionale.

Chi l’ha fondata?

I fondatori sono Alexander Naef e Almute Grossmann-Naef,

Peccia, a lezione di scultura

Chi la sostiene?

Il canton Ticino, che la apprezza molto, accanto a numerosi donatori. È veramente una scuola interessante, da giornalista dovrebbe visitarla.

Non mancherò! Lei vive tra Zurigo, Cademario… e il vasto mondo (in particolare New York)…

Sì è così. Faccio la spola tra la Svizzera tedesca e la Svizzera italiana. E viaggio spesso all’estero, essenzialmente per scopi artistici.

Come vede il Ticino? Come vive il suo minuscolo villaggio? 

Amo molto il Ticino, soprattutto perché ha una luce diversa e questa luce possiede una speciale energia, che risveglia e sensibilizza la coscienza.

Cademario è semplicemente magnifico ed è per me fonte di ispirazione. Ho trovato un luogo dove posso dedicarmi totalmente al mio lavoro creativo, e questa è una benedizione!

Gigli d’acqua

Esclusiva di Ticinolive