Carola Rackete arrestata: ha forzato il blocco, e rischiato di schiacciare una motovedetta della Guardia di Finanza

Questa storia avrebbe dell’incredibile, se non fosse tutto accaduto, realmente, ieri notte: una nave battente bandiera olandese, capitanata da una tedesca, con a bordo 42 migranti pescati a nord della Libia, dopo aver navigato per circa tre settimane a vuoto con la sola motivazione di volere, ad ogni costo, sbarcare a Lampedusa, viene fermata a largo delle coste italiche, ma forza l’Alt. La violazione della legge italiana viene acclamata dai parlamentari stessi italiani, del partito democratico: tra essi vi è l’ex ministro dei trasporti. Costoro salgono a bordo della Sea Watch, per portare la loro solidarietà a Carola Rackete, la capitana.  Costei, la notte dell’ultimo giorno di navigazione, forza il blocco speronando una motovedetta italiana, che si schianta contro la banchina, (e rischiando di schiacciarla), per sbarcare forzatamente. Così, viene arrestata. Scende sul molo, tra applausi e insulti. Simbolo di un’Italia divisa al parossismo.  

Lampedusa. Carola Rackete ha forzato il blocco questa notte, tentando lo sbarco forzato e clandestino. Una motovedetta della Guardia di Finanza ha cercato di bloccarla, ma la capitana della Sea Watch l’ha speronata, rischiando di schiacciarla. La motovedetta si è schiantata sulla banchina, senza che al suo interno, fortunatamente, nessuno dell’equipaggio sia restato ferito. La Sea Watch, in acciaio, pesa circa 600 tonnellate,  per la motovedetta delle fiamme gialle, in vetro resina, sono stati “5 minuti di puro terrore”: “avremmo potuto morire schiacciati” hanno detto i militari dell’equipaggio. A loro, Carola ha chiesto scusa.

Arrestata, la 31 enne tedesca capitana della Ong olandese, è ora ai domiciliari. Sul molto, ad attenderla, alcuni (pochi) sostenitori che l’hanno applaudita, rivolgendo ai finanzieri pesanti insulti “venduti, vigliacchi”. V’erano anche (molti) dissidenti, che le hanno fischiato, applaudendo invece ai carabinieri: tra essi, un pizzaiolo 23 enne che ha rivolto alla capitana pesanti insulti e tetri auguri sessisti: il giovane si è poi scusato con la ragazza, dicendo di essere stato ubriaco e, al contempo, arrabbiato perché “l’altro ieri dei marocchini hanno molestato” la sua ragazza. Una donna di Lampedusa si rivolge direttamente alla tedesca: “loro” grida, riferendosi ai 42 migranti “sono dei disperati, e fateli sbarcare. Ma tu sei un’arrogante, vergognati!”

La Rackete rischia ora la multa di 50mila euro per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (era già stata iscritta nella procura degli indagati nel registro di Agrigento) a tal proposito gli elettori del PD stanno raccogliendo una colletta per essere loro a pagarle la multa. Ma soprattutto per la Rackete si prospetta da 1 a 3 anni di reclusione per a violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione: tentato naufragio della motovedetta italiana speronata, la quale, danneggiata, sarà ora portata in cantiere per essere riparata.

La portavoce della Ong Sea Watch, Gloria Linardi, dichiara che “di fronte a uno stato di necessità durato 36 ore non avevamo scelta”, attribuendo la violazione addirittura alle autorità italiane che non avrebbero “assistito la Sea Watch”.

Salvini si dice soddisfatto dell’accoglienza da parte di 5 paesi europei (tra cui la Francia, che ne accoglierà 10) dei 42 profughi, ma disgustato dal “vergognoso” governo Olandese, il cui silenzio non si è ancora rotto. Inoltre il vicepremier giudica vergognoso il rischio apportato dalla Rackete alla motovedetta italiana, evidenziando che mentre tutto questo accadeva, a bordo c’erano i parlamentari PD saliti l’altro giorno, tra cui l’ex ministro dei trasporti. “Incredibile” conclude Salvini.