Il 4 luglio di Trump: tra parate militari, polemiche e gaffe “storiche”

Un 4 luglio particolare quello che ha vissuto Washington DC quest’anno. La ricorrenza annuale dalla firma della Dichiarazione di Indipendenza è stata festeggiata in grande con i tradizionali fuochi d’artificio, concerti e parate ma anche con il decisamente meno tradizionale “Salute to America” voluto dal presidente Donald Trump. Di norma i presidenti in carica non partecipano ai festeggiamenti ufficiali ma Trump ha voluto interrompere questa tradizione organizzando un evento istituzionale con tanto di parata militare. Ad ispirarlo i festeggiamenti di Parigi per la presa della Bastiglia, che aveva già tentato di replicare l’anno scorso per il Giorno dei Reduci.

Nonostante non si sia trattato di una vera e propria parata di mezzi militari, erano comunque presenti le più alte cariche dell’esercito americano ed è stata svolta anche un’esibizione di alcuni aeri militari e carri armati.  “Siamo un unico popolo che insegue lo stesso sogno e lo stesso magnifico destino. Condividiamo gli stessi eroi, la stessa casa, lo stesso cuore, e siamo creati tutti dallo stesso Dio onnipotente” ha dichiarato Trump nel suo discorso durato ben 45 minuti. Questa volta, preparato anziché improvvisato.

L’evento è stato molto partecipano. Diverse migliaia di sostenitori di Trump lo hanno acclamato con bandierine e cappellini con lo slogan “Make America great again!”. Ma non sono mancate le polemiche. Da una parte l’evento è risultato essere estremamente costoso: un’ora di volo degli aerei militari viene a costare migliaia di dollari per non parlare dei costi necessari per trasportare a Washington i mezzi corazzati. A questo si aggiungono anche i costi per l’organizzazione e in particolare per la sicurezza del presidente. Un altro punto a sfavore di Trump è il fatto che avrebbe trasformato una festa nazionale che dovrebbe unificare il popolo in un evento politico, per lo più fortemente schierato: i posti in prima fila erano infatti riservati agli esponenti del partito Repubblicano.

Non da ultime, due pesanti gaffe storiche sono state immediatamente notate da chiunque abbia ascoltato il discorso del presidente scatenando post ironici sul web. Trump infatti ha affermato che: ”nel giugno del 1775, il Congresso creò un esercito unificato dalle forze rivoluzionarie accampate intorno a Boston e New York… Il nostro esercito ha presidiato l’aria, ha speronato i bastioni, ha preso il controllo degli aeroporti, ha fatto tutto ciò che doveva fare, e a Fort McHenry, sotto il bagliore rosso dei razzi, ha vinto”. Purtroppo la battaglia di Fort McHenry è avvenuta nella guerra del 1812 e, ovviamente, nel 1775 non esisteva alcun aeroporto, non solo negli States ma da nessun’altra parte nel mondo.