Ottobre 2019. “La sinistra raddoppierà… e il terzo seggio della destra è a rischio”. Intervista a Ruben Notari.

Noi non amiamo la Sinistra. Non l’amiamo, così come non amiamo Carola Rackete, Matteo Renzi o Fidel Castro. Ma, politicamente, la teniamo in considerazione, concedendole un certo spazio. Talvolta i miei amici mi domandano: “perché pubblichi l’MPS?”, Io rispondo loro: “se è interessante, che male c’è?”

Ruben Notari non è un “pezzo da novanta” del PS. Si è lanciato nell’avventura del Gran Consiglio senza raggiungere l’elezione (ma era obiettivamente difficile). È arguto e molto attivo (nonché apprezzato) sui social. Si presenta come critico e avversario acerrimo di Filippo Lombardi, il quale – dall’alto del suo trono – non se preoccupa (pensiamo) molto. 

Volevamo conoscere le idee di Ruben sulle Federali 2019, che si preannunciano assai combattute. Soprattutto sulla “congiunzione contro natura”, che è sulla bocca di tutti. Non si parla d’altro. 

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  La congiunzione tra PLR e PPD è una mossa tattica accettabile per salvare capra e cavoli?

Ruben Notari  A livello di numeri mi sembra possa aiutare solo il PPD. Che oggettivamente rischia di perdere un consigliere nazionale e quello agli stati. Un colpo decisivo a un partito in continuo calo da anni.

Combinata con il vento in poppa della sinistra potrà causare la perdita di un seggio a destra?

Sì, potrebbe. La sinistra raddoppierà a scapito della destra o del PPD, che con questa mossa potrebbe salvarsi.

In termini di ideologia politica (e di storia) una simile congiunzione ha senso?

Sotto quest’ottica la trovo interessante. Cosa rappresentano davvero oggi questi due partiti? La componente ideologica è ancora sentita? Mi sembra davvero una bella occasione per riflettere sui valori e sulle visioni politiche dei due partiti. Comunque la congiunzione non la vedo così insensata: sono entrambi partiti di centro che votano spesso allo stesso modo ed entrambi hanno correnti diverse al loro interno. Forse il futuro sta nella separazione, riorganizzazione e riunione sotto nuove vesti più compatibili di queste correnti.

I vertici sembrano spingere. La base l’accetterà?

Nella base ci saranno dei borbottii. Sul territorio, in alcuni luoghi, l’antica rivalità è ancora sentita. Ma nasceranno anche delle riflessioni interessanti. Molte persone poi votano questi partiti per tradizione famigliare; per loro è un’occasione per chiedersi se sono al posto giusto.

L’ostilità e l’arroganza della UE potranno aiutare la destra?

La destra critica l’UE a prescindere. L’ostilità eccessiva potrebbe invece essere un argomento per le altre forze. Per mostrare che non siamo d’accordo di trattare con l’UE a ogni costo e che ci sono dei paletti che pretendiamo siano rispettati. Ma bisogna che i candidati dicano queste cose e ne facciano un punto di forza.

Per la destra la batosta è in arrivo a ottobre/novembre?

Non mi aspetto un ulteriore calo dopo quello delle cantonali. La Lega ad aprile non aveva argomenti, ma alle federali la coerenza anti UE dovrebbe salvarla. Anche se penso continuerà un certo travaso di voti da Lega a UDC.  Il terzo seggio della destra è però chiaramente in pericolo.

Se il PPD non avesse candidato Lombardi… avrebbe dovuto trovarne un altro. Ma chi?

Io pensavo a Regazzi che ha già maturato una buona esperienza a Berna. Altri non saprei, la panchina PPD mi sembra corta, queste cose van preparate per tempo. Il PPD è in calo costante, temo che molti non vogliano salire su una nave che sta affondando.

Perché Lombardi è dominante nel PPD, nonostante tutto?

Dominante non direi, a fine 2016 è stato ampiamente battuto da Dadò per la presidenza. Però ha indubbiamente il suo peso nel PPD e non solo.

Qual è lo scopo dei suoi continui attacchi a Lombardi?

Io vorrei far partire il dibattito sulle criticità della candidatura Lombardi, che secondo me non è mai stato davvero affrontato. Inoltre critico il PPD che lo candida, non lui. Abbiamo tutti il nostro ego e l’autovalutazione non è mai facile. Ma il partito è fatto di persone che su queste criticità dovrebbero saper riflettere. Ha senso candidare un alto dirigente del più grande gruppo mediatico privato ticinese? In un Cantone in cui, per questioni di dimensioni, facciamo fatica ad avere una stampa libera e indipendente. C’è poi anche la questione etica, relativa alla promessa non mantenuta,

Finora nessun PPD da me interpellato ha saputo darmi delle risposte o perlomeno la sua opinione sul tema. Dadò risponde sempre cambiando argomento. Probabilmente nessuno ha degli argomenti per giustificare la candidatura Lombardi di fronte alle mie critiche e nemmeno il coraggio di esprimere onestamente il proprio pensiero sulla questione.

Pensa che, alla fine, avranno successo?

No, si figuri, non lo avranno. Ma spero che qualche persona in più si ponga la questione.

Merlini può perdere? Se sì, come?

Merlini dovrebbe farcela facilmente, anche senza congiunzione. È stato presidente PLR, ha già esperienza a Berna, non vedo problemi per lui. Per gli stati scommetto su Merlini e Marina Carobbio-Guscetti.

Qual è il miglior candidato leghista agli Stati?

L’unica personalità che potrebbe farcela è Borradori. Non che sia leghista, ma si è sempre candidato per loro. Ma dubito fortemente voglia lasciare Lugano. A che pro poi?

Come valuta la personalità di Chiesa? E le sue chance?

Chiesa si presenta piuttosto bene. Mi è piaciuta una sua recente interrogazione per valutare se i mezzi per combattere la criminalità organizzata siano sufficienti, dopo le critiche di John Noseda al Ministero Pubblico della Confederazione. Fosse leghista gli darei parecchie possibilità, come UDC, nonostante l’alleanza, non saprei.

Mi descriva l’ammucchiata a sinistra: PS, Verdi, PC, Forum. Quali i clan, le rivalità, le beghe?

Diciamo che questo raggruppamento è per me una bella novità, data la notoria tendenza divisoria tra persone che fondamentalmente hanno idee e valori simili.

Pur militando nel PS, mi piacerebbe vedere un 1+1 con Marina e Greta. Le rivalità ci sono anche a sinistra, inutile negarlo. Nel PS c’è sempre l’irrisolta questione se governare e collaborare con gli altri per ottenere piccole vittorie parziali o se darsi all’opposizione pura. Pure a livello ideologico è sempre aperta la discussione tra chi ha tendenzialmente accettato (pur volendolo gradualmente migliorare) il sistema economico attuale e chi invece ne sogna sempre -forse troppo facilmente- di alternativi. Dei veri “clan” non ne ho identificati, qualche personalismo e qualche antipatia sì. Ma globalmente durante il mio avvicinamento al PS ho trovato molte persone in gamba e vogliose di collaborare, con le quali mi sono pure divertito parecchio.

Greta Gysin superstar… Righini non la voleva agli Stati!

Ho trovato fuori luogo quella comunicazione di Igor. Nella sostanza ero piuttosto d’accordo con lui: una sola candidatura, sostenuta da tutto il fronte rosso-verde, sarebbe risultata più forte. Si poteva però dire questo senza fare inutili e dannosi commenti sull’idoneità di Greta Gysin come candidata agli stati. Per finire vanno votati due candidati, quindi forse meglio così, dando a Greta un’opportunità in più per profilarsi. Per quanto brava, trovo decisamente poco realistico che possa battere Marina a questa tornata.

Esclusiva di Ticinolive