“Bollare di oscurantismo un terzo degli elettori ticinesi è un atto di supponenza” – Marco Chiesa intervistato da Francesco De Maria

Non potevamo non intervistare Marco Chiesa, con Battista Ghiggia uno dei due candidati di punta della Destra. Avremmo potuto focalizzare le domande maggiormente sulla sua persona ma, dopo tutto, un candidato deve saper parlare di sé, degli amici, dei nemici, e del mondo intero.

Chiesa è riflessivo e prudente, per nulla spaccone, i suoi modi piacciono. È già arrivato abbastanza lontano.

Dopo aver pubblicato questa intervista (sono le otto), uscirò per un veloce spuntino, andrò a letto e domattina partirò per Melide, dove NON sarò ammesso alla sala (come tutti gli altri). Sorbiremo, fuori, dei nervosi caffè e sbirceremo attraverso i vetri. Un Primo Agosto diverso dal solito!

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  Lei non parla della Congiunzione PLR-PPD perché non mette il becco in casa d’altri. Ma io obietto. Perché è la casa di tutti. Essa genera un cambiamento fondamentale rispetto al passato, e coinvolge tutta la politica cantonale. I capi PLR puntano alla congiunzione ma la base è, almeno in parte, contraria. Che cos’hanno da perdere i liberali?

Marco Chiesa  No, mi dispiace, non cado in questo tranello. Non è rispettoso mettere il naso in casa d’altri. Mi tengo ben distante da queste che ritengo delle cadute di stile. Credo che i giudizi, durante una campagna elettorale, spettino soltanto ai commentatori e agli elettori. Noi candidati siamo quelli che devono essere giudicati.

(Ovviamente non volevo tendere nessun tranello. Ho posto la domanda perché la Congiunzione PLR-PPD può produrre degli effetti generali, sull’intero quadro politico. Potrebbe, ad esempio, causare la perdita di un seggio a destra; ndI)

L’operazione potrebbe non ottenere il risultato sperato?…

Supponiamo che Lega/UDC facciano il 30% (sto troppo basso?). In tal caso PLR/PPD sono in grado di conseguire 4 seggi?

Stiamo discutendo di punti percentuali e di decimali. Io sono convinto che l’UDC e la Lega possano contare sul sostegno di almeno un terzo dell’elettorato e in questa campagna elettorale mi batterò affinché ciò accada. Poi vedremo cosa ci dirà la matematica per la ripartizione dei seggi.

(Un TERZO del’elettorato, dunque il 33,333 %. A questo punto il quarto seggio del “Centro” si conquista con oltre il 44,444 %, un risultato molto, molto alto; ndI)

È vero che i due partiti – dopo 100 e più anni – sono diventati più o meno la stessa cosa? O è un discorso banalizzante e, al limite, umiliante?

Ribadisco: questa è una valutazione che spetta agli elettori liberali e pipidini. Io sono un’idealista e, di conseguenza, sono affezionato ai valori patriottici espressi dall’UDC e cerco di perseguirli con coerenza nella mia azione politica a Berna.

L’UDC Ticino alle Federali ottiene risultati molto superiori rispetto alle Cantonali. Mi tracci un identikit del ticinese che vota UDC solo alle Federali.

Si tratta di un elettore che sostiene una Svizzera libera e indipendente e che non intende accettare imposizioni dall’estero. Ama la democrazia diretta ed è un elettore che vuole che il Popolo svizzero abbia sempre l’ultima parola, sia quando vince che quando perde. Di regola, è liberale in economia e conservatore nei valori.

I partiti filo-europeisti (in pratica tutti gli altri) parlano il meno possibile di preservazione della sovranità elvetica e della specificità delle nostre istituzioni. Si perdono in minuscole cose, tipo “non 4 giorni ma 8” dalle quali difficilmente dipenderà il destino della Patria. Come metterli alle strette sulla questione fondamentale?

Ha ragione. Non ha senso parlare di linee rosse e di misure d’accompagnamento quando la Svizzera è campionessa europea della sottoccupazione e nel nostro Paese, dall’entrata in vigore della libera circolazione, sono immigrati circa un milione di persone. Ho molto apprezzato in proposito il questionario dell’ASNI, Azione per un Svizzera neutrale e indipendente, che ha interpellato tutti i candidati con una serie di domande precise sui rapporti tra il nostro Paese e l’Unione Europea. Sono curioso di vedere quanti risponderanno e come…

Recentissima. Filippo Lombardi ha bollato la Destra come “oscurantista”. Si è un po’ lasciato andare, quasi certamente l’Illuminato è lui. Lei, con i suoi UDC, avrebbe il diritto di offendersi?

L’ho trovata una caduta di stile. Anche perché un Consigliere agli Stati ha il dovere di rappresentare tutto il Ticino, essendo stato eletto per rappresentare il Cantone e non un partito. Bollare di oscurantismo un terzo degli elettori ticinesi, trovo che sia un atto di supponenza che si commenta da solo. Immagino che Lombardi, da politico navigato, abbia fatto questa uscita per spostare l’attenzione dalle critiche di merito che gli vengono rivolte. Penso in particolare alla sua visione europeista, favorevole alla libera circolazione delle persone, alla direttiva europea sulle armi, al versamento del miliardo di coesione e all’accordo istituzionale.

Parliamo di un candidato PPD, che è stato anche UDC. Che cosa pensa del percorso di Michele Moor? E delle sue chance?

Francamente i miei pensieri sono tutti dedicati alla campagna dell’UDC e a fare del mio meglio assieme ai nostri candidati che reputo eccellenti.

Per gli stati scendono in campo tre team: Lombardi-Merlini, Carobbio-Gysin, Chiesa-Ghiggia. Li commenti liberamente. Come vede i ticket e le singole personalità? (Chiesa è incluso)

Sono tutte personalità che hanno dimostrato di incontrare l’apprezzamento dell’elettorato. Sarà una bella e stimolante occasione di confronto. Naturalmente mi impegnerò con Battista per convincere il maggior numero di elettrici e elettori che il nostro ticket merita fiducia.

Lei avrebbe preferito essere il candidato unico della Destra?

Noi abbiamo fatto una scelta analoga a quella della sinistra, già da tempo. Il candidato che prenderà più voti al primo turno sarà poi quello sostenuto da tutta l’area al ballottaggio. Credo possa essere una soluzione interessante per mobilitare l’elettorato già dal primo turno. Poi lasciamoci sorprendere, il mio desiderio sarebbe che entrambi fossimo eletti per rappresentare il Canton Ticino.

Giovanni Merlini presiedeva il PLR nel fatale 2007. Questo fatto potrebbe danneggiarlo oggi, oppure “acqua passata non macina più”?

Noi tutti abbiamo sostenitori e detrattori e un passato con vittorie e sconfitte.

La risurrezione della sinistra, al seguito di Pronzini e Greta Thunberg, minaccia di cambiare le carte in tavola. Con quale probabilità la coalizione “progressista” conquisterà il secondo seggio?

L’opzione che la sinistra guadagni un secondo seggio al Nazionale è realistica. Per quanto mi riguarda si tratta di uno scenario da scongiurare, soprattutto in vista delle grandi battaglie che ci attendono nel prossimo futuro: penso all’accordo istituzionale che i socialisti, insieme a liberali e pipidini, non vedono l’ora di sottoscrivere o alla votazione sulla libera circolazione delle persone. Per il bene del Ticino è fondamentale che UDC è Lega riescano a mantenere gli attuali 3 seggi al Nazionale. E siano presenti anche agli Stati.

Perché i Verdi sono così Rossi? Com’erano diversi i Verdi del 2015 !

Sono semplicemente ritornati alle origini. Ora sono coerenti con le loro posizioni federali e con i loro alleati nella lista che hanno presentato.

Che cosa pensa della candidatura al Nazionale del veterano dottor Cavalli?

Non condivido le posizioni massimaliste di Cavalli ma ammiro la passione che mette in ciò che fa. Dopodiché penso che tutti i politici siano come lo yogurt e abbiano la data di scadenza. Quando arriverà la mia o quella di Cavalli non lo so. Preferirei però accorgermene prima di essere accompagnato alla porta dagli elettori.

Mi dà sempre un gran fastidio leggere “il giudice PPD, il giudice Verde, il giudice UDC”… Mi hanno però spiegato che “non c’è niente da fare” e quindi reprimo eroicamente l’indignazione. L’ultima sentenza di Mon Repos contro UBS ha fatto sensazione. È l’ennesimo colpo alla piazza finanziaria… o qualcosa di peggio?

Per la piazza finanziaria si tratta di un brutto colpo, dopo quelli mortali inferti nel corso degli anni da Evelin Widmer Schlumpf e dalla maggioranza politica composta da PLR, PPD, PS e Verdi. Dispiace che questa volta si sia accodato anche un giudice eletto in quota UDC. O per meglio dire un ex giudice UDC viste le veementi reazioni e la delusione che ho riscontrato all’interno del partito e nei miei colleghi. Una sua rielezione da parte nostra è fuori discussione.

Il risultato della Destra alle recenti Europee non è stato nel suo complesso brillante. I “liberalglobalisti immigrazionisti” sono rimasti al potere, son sempre lì…

È martellante, ossessivo: non si parla che di Salvini. Amato molto, odiato ancor più. Chi è Salvini per lei?

È un leader europeo che in Italia è riuscito a costruire un capolavoro politico, portando il suo partito dal 4 al 30%. Ha trasformato la Lega da forza regionale a forza nazionale. Se guardo agli interessi della Svizzera e del Ticino, però, credo che abbia irrigidito la controparte italiana su temi che ci stanno molto a cuore come quello del frontalierato.

Come giudica finora la sua esperienza quale vicepresidente dell’UDC Svizzera?

Due anni fa mi è stato chiesto dal presidente Albert Rösti di assumere questo impegnativo incarico. Lavorare con gente del calibro di Blocher e su figlia, Amstutz, Aeschi per citarne solo alcuni, ti fa crescere in fretta, molto in fretta. Per acquisire credibilità con loro, e con il resto dell’assemblea federale, è necessario poi essere sempre preparato e competente.”

È soddisfatto della lista UDC per il consiglio nazionale?

Sono estremamente soddisfatto. Non abbiamo mai avuto una squadra UDC così forte, preparata e competente. Quando parlo di squadra non dimentico la lista UDC dei giovani e quella degli agrari che abbiamo fortemente voluto. E che apprezzo moltissimo. Per questo ringrazio di cuore tutti coloro che si sono messi a disposizione, l’UDF con cui collaboriamo da anni, e, in particolare, il presidente Marchesi che con me ha creduto fino in fondo in questo progetto.

In cauda venenum. Finisco con una domanda cattiva (sono le mie preferite). Al Nazionale esce un 4-2-2 (la destra perde un seggio); agli Stati viene eletto il ticket di “centro”. E all’UDC restano solo gli occhi per piangere…

Sono un’ottimista di natura e quindi preferisco pensare a uno scenario migliore per noi, senza tuttavia nascondermi le grandi difficoltà che dovremo affrontare per confermare i nostri seggi al Nazionale e per portare al successo il nostro ticket agli Stati. Il sostegno e la mobilitazione dell’elettorato euroscettico e sensibile si valori svizzeri sarà dunque determinante.

Esclusiva di Ticinolive