Morto Hamza bin Laden, erede di Osama alla guida di Al Qaeda

Hamza bin Laden (al centro)

Hamza bin Laden, figlio di Osama bin Laden è morto. Lo affermano i media degli Stati Uniti facendo riferimento a tre fonti diverse senza tuttavia fornire dettagli sul luogo e le modalità dell’uccisione dell’emergente leader di Al Qaeda. Si sa solamente che la posizione di Hamza era sconosciuta al momento degli attacchi dei quali è caduto vittima e la sua morte è stata accidentale. Secondo alcune indiscrezioni non ufficiali la location interessata si trovava in Pakistan o in Afghanistan. Al momento della sua morte, sulla testa di Hamza pendeva una taglia da 1 milione di dollari.
Sposato con la figlia di Mohammed Atta, la mente dietro agli attentati dell’11 settembre, Hamza bin Laden si è guadagnato negli ultimi anni il soprannome Principe del Terrore o anche Principe della jihad. Secondo alcuni documenti ritrovati in Pakistan, dove venne ucciso Osama bin Laden, Hamza sarebbe stato destinato ad prendere le redini di Al Qaeda proprio dal padre e negli scorsi anni stava muovendo i suoi passi proprio in quella direzione. A testimonianza di ciò una registrazione video risalente ad agosto 2015 dove il leader del gruppo terroristico Ayman al-Zawahiri annunciava l’appartenenza ufficiale di Hamza bin Laden ad Al Qaeda.
A 30 anni d’età aveva già diverse volte minacciato, attraverso video diffusi online, di vendicare la morte del padre e farla pagare agli USA. Il suo ruolo poteva diventare cruciale soprattutto dopo la sconfitta dell’ISIS in Siria. Il giovane terrorista aveva infatti esortato i membri di IS ad unirsi a lui per combattere la loro battaglia insieme. Il futuro della guerra jihadista potrebbe infatti ancora essere rappresentata da un’alleanza ISIS-Al Qaeda dove il primo fungerà da braccio e la seconda da mente. Tuttavia la morte di Hamza potrebbe diventare un grosso problema per l’organizzazione terroristica. Essendo saudita e discendente di una famiglia importante il figlio di bin Laden rappresentava un’attrattiva per gli investitori sauditi. Inoltre, rappresentava anche un ponte tra Al Qaeda e ISIS e con la sua morte la collaborazione potrebbe non realizzarsi.
Nonostante il duro colpo tuttavia, Al Qaeda rappresenta ancora una seria minaccia e si sospetta si stia riorganizzando ed espandendo nel Nord Africa.