Lega e M5S ai ferri corti: il governo scricchiola forte | Passa la Tav ma si spacca il governo

Il premier Conte si è recato in giornata dal Presidente Mattarella, per annunciare la fine della sua esperienza di governo.

Dopo il voto sulla Tav, che ha costituito una fortissima disgregazione tra i presunti alleati di governo Lega Cinque Stelle, il contrasto è ora evidente più che mai: mentre i Cinque Stelle in 181 senatori hanno presentato una mozione per bloccare la Torino-Lione, la Lega ha ovviamente votato a favore, sorprendentemente sostenuta da  Emma Bonino, Fratelli d’Italia e Forza italia.

Una giornata “surreale” come dichiarato dall’on. Romeo, portavoce della Lega alla camera, che ha così definito la giornata di ieri che ha sancito la disgregazione definitiva tra Lega e Cinque Stelle.

Avere due forze di maggioranza che votano diversamente è evidentemente un pessimo biglietto da visita per una presunta durata del governo.

Così, in attesa delle dimissioni, la Lega pretende il voto parlando del 13 ottobre, mentre Conte e Salvini si stanno per incontrare a Palazzo Chigi.

La Lega riconosce “le tante cose buone fatte”, ma constata l’impossibilità di andare avanti in questo modo; i grillini bollano la Lega come “incomprensibile” i cui esponenti “non dicono quello che vogliono”, mentre il PD dice che le regole sarebbero state ridotte al ridicolo.