“L’odio coltivato da quanti si considerano buoni e tolleranti” – Il pensiero del giorno a Carlo Lottieri

Leone da tastiera (Keyboard warrior). Wiki commons (Glenn Carstens Peters)

“(…) Chi per definizione è cattivo deve essere sempre tale e non deve e in nessuna circostanza affermare qualcosa di condivisibile.

Succede lo stesso in Europa. È il paradosso dell’odio coltivato da quanti si considerano buoni e tolleranti, così da essere costantemente in lotta contro quelli che considerano cattivi e intolleranti. Una raffinata riflessione sul tema era già stata sviluppata dal giurista tedesco Carl Schmitt, quando aveva rilevato come un certo pacifismo democratico – incapace di accettare la possibilità della guerra – avesse modificato la natura del «nemico», che aveva smesso di essere un normale avversario per diventare un nemico assoluto. Qualcuno che, a conflitto finito, doveva necessariamente essere annichilito, distrutto, cancellato.” (citazione dal CdT)

Carlo Lottieri, filosofo e professore alla Facoltà di Teologia

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“Hater” è una parola molto alla moda. I Buonisti odiano gli Haters (come dice Lottieri). “Noi odiamo gli odiatori” mi ha dichiarato uno di loro, serafico.