Investitori spaventati dalla prospettiva dell’amministrazione populista di sinistra in Argentina

La valuta argentina è precipitata dopo che il leader dell’opposizione di centro sinistra, Alberto Fernandez, ha vinto domenica le elezioni primarie del paese. La sconfitta scioccante del conservatore Mauricio Macri, non è stato apprezzata dai mercati azionari che insieme al peso argentino sono crollati di circa il 30% raggiungendo un nuovo record nei confronti del dollaro americano sui mercati monetari globali. Alcune delle azioni più negoziate del paese hanno perso circa la metà del loro valore.

Quattro anni dopo l’elezione di Macri a presidente dell’Argentina, il paese soffre ancora di una inflazione a due cifre. I tassi di inflazione a giugno hanno superato l’incredibile cifra del 56%, anche se Macri ha fatto qualche progresso tirando fuori l’Argentina dal caos lasciato dall’amministrazione precedente. Le tasse sono state ridotte e sono stati fatti investimenti in infrastrutture, raggiungendo recentemente un accordo commerciale con l’Unione europea che porterà probabilmente a risultati positivi.

L’ampio sostegno del popolo a Fernandez in queste primarie, con una vittoria più forte del previsto con quasi il 48% dei voti, apre le porte alla vittoria del primo turno nelle prossime elezioni presidenziali di ottobre, che consegnerà con tutta probabilità il paese al partito di sinistra oggi all’opposizione. Tutto quello che era stato guadagnato dai riformatori argentini negli ultimi quattro anni potrebbero essere annullati.

Le affermazioni degli analisti finanziari, che vedono la prospettiva di un governo populista di sinistra capace solo di aumentare la possibilità di insolvenza del paese sul suo debito, hanno causato i timori di molti investitori. L’Argentina ha subito una crescente pressione per il suo alto livello di debito in valuta estera. L’apprezzamento del dollaro americano, grazie alla Federal Reserve che ha alzato i tassi di interesse, ha reso più costoso rimborsare i debiti in dollari. Con i quattro quinti del debito in valuta estera, l’onere del debito argentino è fortemente esposto alla volatilità dei tassi di cambio.

L’Argentina si basa su un sostegno del FMI (Fondo monetario internazionale) siglato lo scorso anno, il più grande prestito nella storia del FMI, con il quale sono stati prestati 57 miliardi di dollari per le finanze del paese.

Secondo i dati ufficiali, più di un terzo della popolazione argentina vive attualmente in condizione di povertà. Se il peso argentino continuerà a deprezzarsi a causa dell’incertezza dei mercati, aumenterà la probabilità di insolvenza nei prossimi anni. Quando Macri salì al potere nel 2015, aveva promesso una inflazione “zero”, ma in realtà la sua ricchezza personale è aumentata enormemente mentre l’inflazione è salita a oltre il 50% e la moneta argentina si è indebolita. Utilizzando delle forti misure di austerità nel tentativo di arginare la crisi valutaria, Macri ha provocato una rabbiosa risposta pubblica che ha causato il crollo dei mercati senza precedenti.

Ora Macri cercherà di usare i timori dei mercati finanziari per cercare di recuperare il sostegno in vista delle elezioni presidenziali di ottobre. Anche se questo test pre-elettorale ha colto di sorpresa i mercati, spera di essere rieletto per continuare il suo progetto riformista.

Alberto Fernandez, dal suo canto, promette di costruire una nuova Argentina con la sua alleanza di sinistra “Frente de Todos”