Esplosione sottomarino nucleare: “Forse uno dei peggiori incidenti nucleari avvenuti in Russia da Chernobyl”

Potrebbe essere peggio di quello si pensava, l’incidente che ha provocato l’esplosione di un sottomarino nucleare in Russia, lo scorso 8 agosto. L’agenzia meteorologica della Federazione, Rosgidromet ha dichiarato di aver rilevato nella città di Severodvinsk, luogo dell’incidente, un livello di radiazioni ben 16 volte superiore a quello normale. Secondo Greenpeace invece il livello era 20 volte quello normale.

A distanza di 6 giorni in molto cercano di capire quanto c’è effettivamente da preoccuparsi e se la Russia intende nascondere un incidente molto più grave di quello che vuol far credere. Secondo il New York Times è possibile che si sia trattato di uno dei “peggiori incidenti nucleari avvenuti in Russia da Chernobyl”, anche se la portata è ovviamente imparagonabile.

Agenti di intelligence americani cercano di capire cosa sia realmente successo durante il test di un missile molto potente che la Russia sta cercando di perfezionare. Si tratta del 9M730 Burevestnick, chiamato anche dalla NATO SSC-X-9 Skyfall. Un’arma a propulsione nucleare della quale il presidente russo Vladimir Putin ha parlato durante il suo comizio di fine anno e che genera non poche preoccupazioni nel resto del mondo. Fino a cinque volte più veloce del suono, il super missile può raggiungere qualunque punto del pianeta rendendo inutili i sistemi di difesa missilistici, anche quelli sofisticati degli USA.

Un analista esperto di armi nucleari, Ankit Panda, ha dichiarato al NYT: “Sono sempre stato del parere che il tentativo di sviluppare missili a propulsione nucleare con una portata illimitata è folle. Non è chiaro che qualche burocrate russo attivo dell’industria della difesa sia riuscito a convincere una leadership meno informata dal punto di vista tecnico che questa sia una buona idea ma gli Stati Uniti ci sono già passati e avevano scoperto rapidamente i suoi limiti e rischi, e l’hanno abbandonata con buone ragioni”. Tuttavia, Ivan Konovalov, il direttore del Centre for Strategic Trends di Mosca a analista militare ha definito gli esperimenti in corso come un lavoro pionieristico nel campo delle nuove tecnologie: “Quando si tratta di test tutto può succedere” ha dichiarato in un’intervista telefonica.