Cinquant’anni fa sognavamo a Woodstock. Poi il mondo cambiò – Pensiero del giorno

di Franco Cavallero

Immagine Wiki Commons (Derek Redmond e Paul Campbell)

Oggi, lo si può ben dire, è stata una giornata trionfale per la RSI. Ha potuto ricordare quello che probabilmente per un bel po’ di gente, malgrado l’indiscussa anzianità, è rimasto l’evento di gran lunga più memorabile del ventesimo secolo: l’immenso radunarsi di mezzo milione di persone 50 anni fa su un prato a Woodstock. E pensare che non l’ho mai saputo, non me lo dissero a casa, tantomeno in luoghi che frequentavo. Sono cresciuto ignorante di quella gran marea di gente. Sulle prime ho creduto perfino che Woodstock fosse in Inghilterra, non negli Stati Uniti, visto che Donald Trump sembra che non ne abbia parlato. Ma si sa, la RSI non cade mai in questi tranelli: bisogna ricordare, illuminare, se fosse il caso riattivare il lumicino spento.

Certo, qualcosa va storto. Mi hanno riferito (ma personalmente non l’ho ascoltato) che stamattina oltre che al Ferragosto alla radio si sono ricordati anche della festa religiosa, chiamandola però Ascensione e non Assunzione. Ci sono state proteste, per questo hanno dovuto rettificare. Certo, questo è niente, per cui se permettete vi voglio raccontare un vecchio aneddoto in tema, che però non riguarda la RSI ma le dicerie con cui si tiene viva la conversazione fra gli amici. Uno di questi, purtroppo non più in vita, non mancava mai di dire il 15 agosto che un Sindaco assai burlone, per ingraziarsi i cittadini cattolici, aveva fatto decidere dal Consiglio comunale l’edificazione di una bellissima statua della Madonna al centro della piazza, corredandola con la scritta “Maria assunta in cielo, a spese del Comune”.