La crisi e il “salvataggio” dell’aeroporto – Il governo vota 4 a 1 – Bertoli ha votato contro

MANUELE BERTOLI, pensiero del giorno   “La mia posizione è stata diversa dal resto del Governo non tanto perché non fossi pronto a mettere dei soldi per far sopravvivere la società, ma perché l’operazione non è legata ad un cambiamento di orizzonte per il futuro dell’aeroporto”.

“Quindi senza un cambiamento effettivo, si insiste su un vecchio modello: la situazione non farà che peggiorare”. (fonte: Ticinonews)

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Che cosa c’è che non va nel Messaggio municipale fondato sullo studio di San Gallo? Essenzialmente una cosa, ma fondamentale. Si chiede alla cassa pubblica (comune e cantone) di colmare i deficit dell’aeroporto (e di finanziarne un ipotetico “rilancio”) – il tutto per molti milioni – senza che ci sia una ragionevole prospettiva di successo. 

Per alcune persone e alcune forze politiche l’esistenza dell’aeroporto (con voli di linea, oggi ridotti quasi a zero) è una Verità di fede, del tipo “Dio è Uno e Trino”. Ciò, a nostro avviso, dovrebbe appartenere alla mistica e alla religione.

Secondo noi un (faticoso) accordo tra gli irriducibili “boia chi molla” e quelli “che non ne possono più” si può trovare. Fermo restando che il Messaggio, così com’è, è insostenibile.